lunedì, 18 Maggio, 2026

Sostenibilità e territorialità, da Castelvolturno ecco il piatto “KM0”

Si è svolta la Prima edizione del concorso enogastronomico “Alla ricerca del sapore Corrado”, organizzato dall’Istituto Superiore Vincenzo Corrado, in cui i giovani talenti hanno gareggiato per salutare l’ultimo anno dimostrando la propria professionalità ai professori, per confrontarsi con gli esperti del settorevalorizzare i prodotti del casertano e far conoscere le nuove tendenze culinarie che appassionano i consumatori e i ristoratori contemporanei. Durante l’edizione della Prima edizione del Concorso enogastronomico “Alla ricerca del sapore Corrado”, estrema attenzione ha suscitato il piatto e la creatività delle giovani alunne di quarta Martino Luisa e Incarnato Maria che hanno presentato un piatto, che è divenuto anche un modello culinario di riferimento, denominato KM0 che punta a promuovere i prodotti del territorio, inseguire la sostenibilità ambientale dei processi produttivi gastronomici e valorizzare la stagionalità dei prodotti del casertano.

La giovane Martino Luisa ha presentato agli esperti dei Ravioli ripieni con mozzarella e alici saltati in salsa di mozzarella, con crema di asparagi e alici scottate in padella con pane profumato che ha affascinato la giuria di esperti, gli chef e i professori dell’Istituto superiore Vincenzo Corrado. Con la presentazione e la lavorazione dei prodotti venduti e consumati nel raggio di pochi chilometri dal luogo di produzione, le due alunne hanno proposto un piatto profumato, estremamente saporito oltre che equilibrato nel gusto

Inoltre, come ha evidenziato Luisa Martino, la stagionalità dei prodotti per una cucina di eccellenza è un percorso virtuoso da risaltare e far conoscere ai consumatori e agli appassionati di cucina. D’altronde, la frutta, gli ortaggi e la verdura di stagione sono più saporite e profumate, sono fresche e contengono più nutrienti, come antiossidanti, vitamina C, carotene e folati. 

La presenza di abbondanza di prodotto fa sì che i costi di produzione si abbassino, si riducano le spese per il trasporto sulle lunghe distanze, valorizzando l’economia locale, la sostenibilità dei processi di lavorazione e la loro refrigerazione per lunghi periodi, tutelando l’ambiente e rendendo così i prodotti di stagione più economici e più ecologici. La professionalità dimostrata dai giovani studenti dell’Istituto Vincenzo Corrado è un ottimo punto da cui ripartire per il settore della ristorazione, per i prodotti e per il territorio di Castel Volturno.

La sapienza e la ricerca storica con la quale sono stati usati gli ingredienti sono la prova dell’eccezionale lavoro svolto dagli insegnanti di riferimento. Un evento che ha consentito di valorizzare anche le tradizioni locali legate alla mozzarella e alla mozzarella di bufala. D’altro canto, in Campania e nel casertano, la produzione di mozzarella, realizzata a livelli importanti, tali da poter cominciare a coinvolgere il mercato campano, muove le prime mosse nel 700 ad opera dei Borboni, i quali, a cominciare dal sovrano illuminato Carlo III e con la partecipazione diretta e personale dei suoi successori, Ferdinando I delle due Sicilie, Francesco I, Ferdinando II, ultimi sovrani di Napoli nel contesto della riorganizzazione territoriale finalizzata alla ripresa economica, crearono nella tenuta reale di Carditello, il “Sito” della Reale Industria della Pagliara delle Bufale, per rinnovare i processi agricoli locali, creando contemporaneamente un importante allevamento di bufale, mucche e cavalli, ove fu insediato anche un importante caseificio. 

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