mercoledì, 29 Aprile, 2026

Un circuito turistico per i borghi della Sicilia

Riparte il festival organizzato da Le Vie dei Tesori assieme all'associazione che racchiude i piccoli centri dell'isola. Venticinque località da scoprire in tre weekend di maggio

Fermarsi a pranzo con i pastori, contare chiese e oratori e nascondersi in una casamatta mimetizzata nella montagna, scendere in una grotta, pedalare su una e-bike, passeggiare tra origano e zafferano, assaggiare una pasta che non è una pasta, contare i petali di un fiore dolcissimo, ascoltare la storia di un miracolo o rendere omaggio a un antico affresco, scorrere le foto di una grande attrice da bimba, inerpicarsi verso un nido d’aquila colmo di volumi, seguire la via d’acqua dei mulini. I borghi sono una continua scoperta, nascondono un’anima ancora integra che si scopre pian piano, tra una Madonna di legno e un cannolo friabile: bisogna avvicinarli con rispetto e un pizzico di curiosità, e allora risponderanno. Sinceramente.

Torna nei piccoli centri siciliani Borghi dei Tesori Fest, il progetto della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, che aggrega più di cinquanta piccoli comuni di tutta l’Isola. I Borghi dei Tesori puntano a essere un circuito turistico animato dai giovani delle comunità. Un progetto che fa del patrimonio una leva contro lo spopolamento delle aree interne attraverso la promozione di territori preziosi lontani dalle consuete rotte turistiche.

Borghi e turismo

Venticinque borghi siciliani – quest’anno si aggiunge la new entry Partanna – aprono ancora una volta le porte di chiese, oratori, castelli e siti naturali, in alcune zone stringendosi già in micro-reti locali con un unico filo rosso che cuce devozione e arte, in altre cercando spunti e rovistando nella memoria per costruire nuovi percorsi: si passeranno il testimone per tre weekend dal 9 al 24 maggio. Stamattina (29 aprile) la presentazione della manifestazione al Grand Hotel et des Palmes, ospiti di Marcello Mangia, ceo della catena alberghiera Mangia’s, partner della Fondazione Le Vie dei Tesori che apprezza «una manifestazione che è un tesoro della nostra isola. Siamo felici di sostenerla: e ci saremo quando aprirà i siti a Palermo».

«Anche quest’anno Le Vie dei Tesori hanno messo in piedi un segmento importante che sfrutta un segmento turistico in crescita, che punta a valorizzare i piccoli comuni delle province», dice Alessandro Anello, assessore al Turismo del Comune di Palermo. «Troverete un sacco di sorprese – interviene il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – perché questi piccoli comuni ogni anno, e siamo già al sesto, aprono nuove finestre. Sarà una maratona, i borghi si passeranno il testimone e in ognuno dei tre weekend ci saranno percorsi, siti, esperienze da fare», al fianco dei sindaci e degli amministratori dei Comuni partecipanti.

Un progetto per l’accessibilità

È intervenuto il dirigente dell’Autorità di gestione dei programmi per la cooperazione territoriale europea e la cooperazione sovranazionale della Regione Siciliana, Daniela Segreto, che ha sottolineato «l’idea di rete costruita dalle Vie dei Tesori. La nostra è un’isola meravigliosa soprattutto per il numero enorme di piccoli comuni: magari gli stessi siciliani non li conoscono, ma proprio qui è vivo il senso di comunità. E la rete permette di sviluppare possibilità e accedere a progetti internazionali come Choral». Del progetto Interreg di cooperazione internazionale Choral (Cultural heritage for all), dedicato all’accessibilità del patrimonio culturale e realizzato da cinque partner italiani e maltesi tra i quali Vie dei Tesori, hanno parlato Marco Migliore del Dipartimento di Ingegneria UniPa, Caterina Vitale di Arces e Fernando Sanchez, Heritage Malta.

Il nuovo comitato scientifico

È stato presentato inoltre il nuovo comitato scientifico dell’associazione Borghi dei Tesori, presieduto da Fabrizio Ferreri, esperto in sviluppo locale e diseguaglianze territoriali («Lavoriamo sulle comunità, per riattivare le loro energie e rileggere i territori come scelta consapevole, non sono reliquie del passato, ma rappresentano possibilità future», spiega), e completato dall’accademico ed esperto di paesaggio Giuseppe Barbera, dallo storico dell’architettura e dell’arte Giuseppe Antista, dal presidente del Centro di educazione ambientale Assocea Francesco Cancellieri, dall’esperto di patrimonio subacqueo Mimmo Macaluso, dalla classicista e direttrice del Festival Naxos Legge Fulvia Toscano.

I premi

Sono stati consegnati i premi Borghi dei Tesori lanciati per il quarto anno a sostegno di progetti di rigenerazione e restauri nei borghi, votati tramite un contest molto partecipato, che a sorpresa è stato di nuovo vinto dai Comuni di Prizzi e Bisacquino, forti di due comunità molto «agguerrite» (insieme hanno raccolto il 30 per cento dei voti). Con i fondi del premio sostenuto dall’Associazione Borghi dei Tesori, Prizzi potrà intervenire sui murales identitari dipinti da Franco Nocera, Mario Bardi e Totò Bonanno nel 1989 a Spiazzo Sparacio, luogo molto amato dai cittadini. Bisacquino invece potrà restaurare una statua in legno di San Pasquale Baylon di fine Settecento donata da una nobile famiglia del posto e custodita nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Il premio arriva dalla Fondazione Le Vie dei Tesori attraverso la partecipazione all’iniziativa Il Mio Dono di Unicredit.

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