Sherbeth, Festival internazionale del gelato artigianale, annuncia la rosa dei gelatieri selezionati che prenderanno parte alla diciottesima edizione, in programma a Palermo dal 13 al 16 novembre 2026. Un numero che segna un passaggio importante nella storia del festival: non più una selezione chiusa, ma un sistema che cresce. L’edizione 2026 segna un ulteriore salto di scala. A Sherbeth saranno presenti gelatieri provenienti da sei continenti: Europa, Asia, Africa, Oceania, Nord America e Sud America.
Saranno sessanta a contendersi il premio finale. Il formato 59+1 nasce da un dato concreto: l’aumento delle candidature e il livello sempre più alto dei gelatieri in selezione. Per l’edizione 2026, Sherbeth ha registrato oltre 400 candidature da tutto il mondo, con una qualità media in costante crescita. I 59 gelatieri annunciati oggi, 23 aprile, rappresentano l’ampliamento della selezione, pensato per accogliere una scena internazionale sempre più ampia, articolata e competitiva. Il +1 mantiene e rafforza il senso originario di apertura: non una deroga, ma uno spazio che si evolve. Il 60° gelatiere sarà selezionato attraverso una competizione internazionale durante Fine Food Australia (Melbourne, 31 agosto – 3 settembre 2026), con la partecipazione di 15 professionisti chiamati a presentare un solo gusto. Il vincitore accederà a Sherbeth 2026, previo allineamento ai criteri del comitato tecnico.
«Riuscire a coinvolgere 6 continenti su 7 – afferma Davide Alamia, ideatore di Sherbeth Festival – è un risultato straordinario e racconta con chiarezza quanto il gelato artigianale sia oggi vivo, presente e diffuso nel mondo. Un traguardo che nasce da un lavoro lungo 18 anni: quello di Sherbeth, ma soprattutto quello quotidiano dei maestri gelatieri, che con ricerca, rigore e visione hanno restituito valore e credibilità a una definizione troppo spesso abusata come gelato artigianale». C’era bisogno, spiega Alamia, «di dare senso e contenuto a questa espressione, distinguendola da tutto ciò che viene impropriamente chiamato gelato, e riportandola al suo significato più autentico: un prodotto che nasce da competenza, materia prima, territorio e cultura. Per questo rivolgo un invito ai maestri gelatieri e alle istituzioni: lavoriamo insieme affinché il gelato artigianale abbia un’identità autonoma e riconoscibile. Perché ha un ruolo centrale nel raccontare territori, sistemi produttivi, tradizioni e, soprattutto, le sue origini: l’Italia».

In questo percorso, Sherbeth ha avviato un passaggio fondamentale con la Carta dei valori del gelato artigianale: un primo passo concreto per codificare principi, visione e cultura di un settore che ha bisogno di essere riconosciuto e tutelato. Dieci punti che sono un punto di partenza, una carta aperta, ma rigorosa; che definiscono il gelato artigianale come patrimonio vivo, espressione di cultura e territorio, fondato sull’artigianalità, capace di innovare, nutrire e creare comunità. «Un sistema di valori condiviso – conclude l’ideatore di Sherbeth – che mette al centro conoscenza, passione e futuro, e nel quale si riconoscono organizzatori, gelatieri, sponsor e pubblico, oggi e domani».
Appello immediatamente accolto dal sindaco di Palermo: «Sherbeth – dichiara Roberto Lagalla – è ormai parte integrante dell’identità culturale e produttiva della città. Una manifestazione che negli anni ha saputo crescere fino a diventare un punto di riferimento internazionale per il gelato artigianale. Accogliamo con orgoglio un evento che porta nella nostra città professionalità, innovazione e culture provenienti da tutto il mondo, contribuendo a rafforzare l’immagine di Palermo come luogo di incontro, creatività e qualità.
Continueremo a sostenere iniziative come questa, che uniscono tradizione e visione globale, generando valore per il territorio e nuove opportunità di sviluppo». In particolare, per il turismo, sottolinea Alessandro Anello: «Sherbeth – sostiene l’assessore comunale al Turismo – è una manifestazione che contribuisce in maniera concreta alla destagionalizzazione dei flussi turistici, rafforzando l’immagine di Palermo come destinazione accogliente, capace di proporre esperienze autentiche attraverso il gusto. Siamo una città che è stata crocevia di culture e contaminazioni, il contesto ideale per accogliere maestri gelatieri provenienti da tutto il mondo. Sono certo che anche questa edizione saprà offrire momenti di grande valore culturale e conviviale, contribuendo a rafforzare il ruolo di Palermo nel panorama turistico internazionale».







