venerdì, 12 Giugno, 2026

La nuova “vita” della pizza, centralità alimentare nella Dieta Mediterranea

Panetterie, gastronomie pizzerie, rosticcerie pizzerie, pizzerie da asporto, bar pizzerie e ristoranti pizzeria sono stati i soggetti protagonisti al centro della recente indagine di CNA Agroalimentare, illustrata durante il Pizza Village in corso a Napoli, sul mondo delle attività italiane legate alla pizza. L’indagine targata CNA Agroalimentare rivela che tra il 2019 e il 2021 le attività inerenti alla pizza sono calate del 4,2%, vale a dire di 5.366 unità, scendendo nel complesso a quota 121.529.

La regione che ha subito il più brusco arretramento è stata la Campania, che ha perso il 41,1% delle attività, 7.173 in numero assoluto, precipitando a 10.263 pizzerie. L’indagine condotta da CNA Agroalimentare si focalizza in particolare su due attività: le pizzerie da asporto e i ristoranti pizzeria. Ne viene fuori la fotografia di un Paese che, complice la pandemia, ha profondamente modificato molte abitudini, anche alimentari. I ristoranti pizzeria tra il 2019 e il 2021 sono calati di 87 unità, scendendo da 39.989 a 39.902, ma registrando autentici crolli, tra le principali regioni, in Campania (1.376 in meno, pari al -28,2%) e nel Lazio (744 in meno, vale a dire il -23,42%) e balzi in Trentino Alto Adige (935 inaugurazioni ossia il +239,13%), Emilia Romagna (1012 aperture pari al +48,37%), Veneto (508 inaugurazioni, +28,56%), Lombardia (636 aperture, +12,45%). Una crescita che ha permesso alla Lombardia di consolidare il primato nella graduatoria dei ristoranti pizzeria con 5.744 attività, davanti alla Campania con 3.503, tallonata dalla Toscana con 3.497.

Invece, un incremento notevole si è al contrario registrato tra le pizzerie da asporto, favorite dalle restrizioni sanitarie e dal lavoro da remoto, che costringevano in casa. Tra il 2019 e il 2021 le pizzerie da asporto sono salite del 38% vale a dire di 5.367 unità arrivando a 19.669 attività complessive. Sostanzialmente, anche se cambiano le modalità di consumo, la pizza continua ad attrarre i consumatori e a suscitare un grande interesse per la storia e le tradizioni che ne accompagnano la nascita e il consumo. Da più di dieci anni, la pizza napoletana è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea e nel 2017 “l’arte del pizzaiuolo napoletano” è stata dichiarata dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.

La pizza può considerarsi una presenza coerente e per certi versi esemplificativa fra i piatti della dieta mediterranea, oltre ad essere forse il più universalmente conosciuto. Le materie prime sono al centro dell’interesse pubblico culinario: il grano con cui viene fatta la Farina, il Lievito di Birra, l’Acqua, il Sale, l’Olio extravergine di Oliva, la Polpa di Pomodoro e la Mozzarella sono elementi mediterranei per eccellenza. La pizza diviene un incubatore culturale per la diffusione delle tradizioni legate alla Dieta Mediterranea della Campania. Grazie alla popolarità della pizza, la Dieta Mediterranea diviene uno strumento culturale di promozione del territorio che nel Cilento è riuscito ad emergere come attrattore turistico ed esperienziale

Grazie alla sinergia tra il Future Food Institute e il Comune di Pollica è recentemente nato il Pollica Living lab che fa parte del Campus Paideia, un centro sperimentale dove è possibile imparare un nuovo tipo di socialità e sperimentare pienamente il concetto di ecologia integrale di cui la dieta mediterranea è un esempio concreto. Inoltre, il territorio cilentano sta concretamente lavorando alla creazione di connessioni sempre più forti tra l’antica Elea/Velia e lo stile di vita mediterraneo riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Un obiettivo che si prefiggono Future Food InstituteParco Archeologico di Paestum e Velia e il Comune di Pollica con il Centro studi sulla Dieta Mediterranea Angelo Vassallo che rafforzano la partnership, tramite un protocollo d’intesa firmato in occasione della recentissima Eu Agrifood Week, nell’anno in cui il Comune di Pollica e il Cilento guidano il coordinamento delle Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea Unesco.

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