Autorizzata una coltivazione più intensiva dell’arancia rossa di Sicilia Igp: aumentano il numero di piante per ettaro e il tetto di produzione, secondo quanto prevede il nuovo disciplinare approvato in questi giorni. Le novità sono numerose: nuove cultivar, la zona di produzione dettagliata con più precisione, introdotte tecniche di potatura meccanizzata, consentite nuove tipologie di portainnesti e reso più al passo con i tempi il confezionamento. Insomma, un insieme di modifiche che aggiornano regole ferme agli anni Novanta e consentono al Consorzio una più efficace attività di tutela e promozione.
Il nuovo disciplinare di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp arriva con un decreto della Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare (ministero dell’Agricoltura) firmato il 18 marzo e pubblicato il 27 marzo sulla Gazzetta Ufficiale. Il Consorzio di tutela in una nota parla di «svolta epocale per il comparto» e di «passaggio a una normativa aggiornata, condivisa e profondamente moderna». La condivisione della base è il punto cruciale. Il documento infatti nasce da una serie di confronti che hanno esaltato il lavoro partecipativo e coinvolto attivamente i soci del Consorzio di tutela: produttori, agricoltori e ricercatori hanno lavorato fianco a fianco per trovare soluzioni a problemi nuovi, a partire dal cambiamento climatico e dall’evoluzione dei mercati agroalimentari. «Questo nuovo disciplinare – commenta Gerardo Diana, presidente del Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp – è il frutto di un lavoro corale, fortemente condiviso dalla nostra base sociale. Abbiamo voluto guardare avanti, dotandoci di uno strumento moderno, capace di rispondere alle sfide attuali, poste dal clima che cambia e dai mercati in evoluzione, e siamo orgogliosi di offrire ai nostri produttori e ai consumatori una maggiore garanzia di qualità e autenticità, nel rispetto della tradizione e con lo sguardo rivolto all’innovazione».
Tra le novità più rilevanti l’inserimento di tutte le nuove cultivar delle varietà Tarocco, Moro e Sanguinello, individuate e selezionate negli ultimi trent’anni. Una diversificazione che raggiunge un altro obiettivo significativo: ampliare il periodo di commercializzazione e garantire elevati standard qualitativi per diversi mesi. Il disciplinare, che risaliva alla fine degli anni Novanta, non era mai stato aggiornato rispetto alle varietà: ora, grazie alla sinergia tra il Dipartimento Agricoltura, alimentazione e ambiente dell’Università di Catania, il Crea-Ofa di Acireale e i produttori, si valorizzano cloni con caratteristiche innovative per epoca di maturazione, pigmentazione, mantenimento del frutto sulla pianta e una maggiore shelf life, ovvero durata di conservazione.
La zona di produzione, riconfermata nella Sicilia orientale (32 comuni nelle province di Catania, Enna e Siracusa), è stata dettagliata in modo da valorizzare le condizioni pedoclimatiche ideali per la biosintesi degli antociani, pigmenti naturali che donano il tipico colore rosso, determinano le proprietà benefiche all’aranciae identificano in maniera univoca il prodotto Igp da altri frutti simili.
Il disciplinare affronta poi le tematiche più attuali, comprese una gestione intensiva degli impianti, con un incremento della densità fino a 1.111 piante per ettaro e conseguentemente un innalzamento della produzione massima consentita, fino a 450 quintali/ettaro. Previsti inoltre l’introduzione di tecniche di potatura meccanizzata e il riconoscimento dei nuovi portainnesti. Tutte modifiche finalizzate a garantire sostenibilità, competitività, qualità e ad evitare frodi, in un mercato sempre più dinamico e attento alle esigenze del consumatore. Anche il confezionamento è stato adeguato alle necessità della moderna commercializzazione, mantenendo comunque inalterate le garanzie di tutela della denominazione e dei consumatori. Il documento è stato infine riscritto con un linguaggio moderno, chiaro e accessibile, a testimonianza della volontà di aprirsi al futuro senza tralasciare le radici.





