lunedì, 20 Aprile, 2026

Imprenditori agricoli con pensioni più basse degli operai

Il paradosso denunciato dal presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso del Soggiorno pensionati a Giardini Naxos. Serve un patto fra generazioni per riequilibrare la situazione

Imprenditori agricoli che dopo aver versato i contributi per i propri operai, finiscono per percepire una pensione inferiore alla loro. Lo ha denunciato con parole cariche di fierezza sindacale il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti a Giardini Naxos, in Sicilia, dal palco del 44° Soggiorno pensionati organizzato da Anpa-Confagricoltura (Associazione nazionale pensionati agricoltori).

Una forte rivendicazione a tutela dei diritti di chi ha dedicato una vita all’agricoltura. «Nel recente incontro che abbiamo tenuto con il presidente dell’Inps Gabriele Fava – ha riferito Giansanti – abbiamo posto in evidenza un tema di equità e buonsenso: è un paradosso inaccettabile che un imprenditore agricolo, dopo aver versato con orgoglio i contributi per i propri operai, finisca per percepire una pensione inferiore alla loro. Dopo una vita di sacrifici nei campi, il diritto a una vecchiaia dignitosa non è negoziabile». Il presidente di Confagricoltura è intervenuto al secondo turno del Soggiorno Anpa, accolto dal calore degli oltre 400 partecipanti riuniti in Sicilia (800 considerando i due turni). Un evento importante in cui si è parlato di un futuro che, di fatto, è già presente. E per affrontarlo serve un vero e proprio patto tra generazioni, saldo e inossidabile, non solo all’interno delle aziende agricole ma nell’intera società. Per costruire l’agricoltura di domani servono radici solide e dignità.

A rivendicare con forza questo principio è stato il presidente nazionale Anpa-Confagricoltura, Rodolfo Garbellini: «La nostra missione è lottare affinché la dignità non vada mai in pensione. Non è accettabile che quasi il 60% delle pensioni agricole sia sotto la soglia di sopravvivenza. La nostra proposta indifferibile è l’adeguamento dei trattamenti minimi a quota 750 euro mensili, la soglia vitale di dignità indicata dall’Unione europea, unita all’aggancio all’indice europeo Ipca per frenare la perdita del potere d’acquisto dei nostri anziani». Un patto tra generazioni che investe in pieno anche il welfare, come ha sottolineato il segretario generale Anpa, Angelo Santori, allargando lo sguardo alle famiglie: «Sollecitiamo il Parlamento ad approvare senza indugi il Ddl sui caregiver del governo. Dobbiamo dare un riconoscimento dignitoso all’esercito silenzioso di familiari, spesso giovani o donne, che regge il peso della non autosufficienza dei più anziani. Ricordiamo che in Italia le persone in condizione di grave disabilità superano i 3,5 milioni che necessitano di assistenza continuativa, spesso assistiti in casa. Servono tutele, congedi e contributi economici reali: il testo diventi operativo da gennaio 2027, magari alzando il tetto Isee per non escludere troppe famiglie».

A siglare definitivamente questa alleanza è stata la voce dei Giovani di Confagricoltura (Anga), guidati dal presidente Giovanni Gioia. «Spesso si dice che noi giovani siamo il futuro e che i pensionati rappresentano la storia – ha spiegato Gioia ai convenuti –. Ma la verità è che siamo tutti, ugualmente, il presente. L’agricoltura è come un albero: noi siamo i germogli, che però non possono esistere senza le radici, il fusto e la chioma rappresentati da chi ci ha preceduto. E allo stesso tempo, le radici si inaridiscono senza nuova linfa. Per questo vi chiediamo di non essere semplici spettatori, ma di continuare a essere una parte attiva e vitale della nostra organizzazione e della società».

«L’agricoltura del futuro la stiamo scrivendo oggi, basta vedere – ha sottolineato Massimiliano Giansanti – l’applicazione dell’intelligenza artificiale. La nostra è ormai un’agricoltura 5.0: profondamente innovativa, sostenibile e sempre più centrale nelle strategie del Paese. La nostra professione ha assunto una dimensione del tutto nuova: non siamo più soltanto quelli che producono frutta, ortaggi, grano o zootecnia. Oggi siamo anche produttori di energia e servizi ecosistemici, custodi dell’ambiente e protagonisti dell’agriturismo e del territorio. Questo è il nuovo, cruciale ruolo dell’agricoltura, ed è la grande sfida che Confagricoltura ha costruito in questi anni e che continuerà a guidare con forza».

Una visione fortemente proiettata verso il futuro che, tuttavia, impone di fare i conti con le drammatiche urgenze del presente. «La pesante crisi internazionale con l’aggressione russa in Ucraina e la guerra in Medio Oriente – ha concluso il presidente di Confagricoltura – hanno fatto schizzare i costi del combustibile, dell’energia e dei fertilizzanti alle stelle. Abbiamo perciò chiesto al governo un forte sostegno al comparto agricolo, oggi fortemente provato».

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