martedì, 14 Luglio, 2026

I grani antichi coltivati al Parco archeologico di Selinunte finiscono nei ristoranti stellati

Cresce l'interesse per Tumminia, Perciasacchi e Russello. Farine e pasta di Molini Del Ponte presentati alle fiere internazionali

A Selinunte tutti i campi di grano guardano verso il Tempio C: è una sorta di omaggio, di abbraccio sincero, un modo di custodirsi a vicenda. Perciasacchi, Russello e Tumminia sono grani antichi rinati sullo stesso terreno dove furono in tempi lontani: e oggi rivivono grazie alla mano di uomini che li osservano crescere quasi con devozione.

La farina Perciasacchi Molini Del Ponte, coltivata a Selinunte, è riuscita ad attirare l’attenzione di chef tristellati come Niko Romito che l’ha scelta per la sua famosa pagnotta a lievitazione naturale servita da Il Ristorante nel prestigioso Bvlgari Resort di Dubai. Anche lo chef dell’Armani al Burj Khalifa di Dubai vorrebbe provare la farina Russello, mentre Ciccio Sultano ha già richiesto la pasta per il Duomo di Ragusa.

È un progetto di grande valore culturale quello che vede insieme il Parco Archeologico di Selinunte e l’azienda di Castelvetrano: su terreni liberi da reperti, vengono coltivati i grani antichi, moliti tramite antiche macine a pietra naturale o a cilindri, per ricavare una farina di rimacina di grano duro e una semola integrale di altissima qualità. Dalla farina Molini Del Ponte nasce sia un ottimo couscous che spaghetti, busiate e abbracci, formati di pasta – con il marchio Parco archeologico di Selinunte – talmente apprezzati dagli chef internazionali da finire su tavole pregiate di ristoranti d’elite, oltre ad essere stati protagonisti alle ultime fiere di settore, al Sigep di Rimini e all’Host Arabia a Riyadh. E naturalmente la pasta è in vendita anche al punto di ristoro nel Baglio Florio del Parco, con altri prodotti come l’olio, coltivati nel sito archeologico.

«Recuperiamo parte della nostra identità, quella più autentica perché nasce dalla terra – spiega il direttore di Selinunte, l’agronomo Felice Crescente -. Dalla collaborazione con Molini Del Ponte nascono prodotti unici, esempi di un’agricoltura sostenibile e autentica. Siamo “guardiani” contemporanei, responsabili della tutela del Parco, che passa anche dal recupero di queste colture antiche».

Un modo diverso per valorizzare il Parco archeologico: i profumati campi di grano, lungo il corso del fiume Cottone o più a Nord, in contrada Bagliazzo, sono infatti aperti al pubblico ed è possibile visitarli previa richiesta. «È il nostro modo – interviene Filippo Drago, terza generazione di produttori Molini Del Ponte – di dire grazie al territorio: usare metodi artigianali ma con ritrovati tecnici contemporanei e portare il nome di Selinunte in giro per il mondo, soprattutto in contesti diversi in cui di solito non arriva».

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