lunedì, 11 Maggio, 2026

È legge l’introduzione nel codice penale del reato di frode alimentare

La Camera approva definitivamente il testo sulla tutela dell'agroalimentare italiano. L'altro delitto introdotto è il commercio di alimenti con segni mendaci. Previste anche aggravanti in caso di agropirateria, eccesso di quantità o falsa etichetta bio

Approvato definitivamente il disegno di legge sulla tutela dell’agroalimentare italiano. La Camera dei deputati, con 154 voti a favore, 1 contrario e 110 astenuti, ha approvato in seconda lettura il testo di una normativa che garantirà più trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani. Fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il provvedimento ha visto un lavoro di sinergia con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Il governo

«Un risultato storico nella giornata Made in Italy – ha detto il ministro Lollobrigida – dopo anni di annunci da parte di tutte le forze politiche il governo Meloni e il Parlamento portano a compimento un percorso per dare tutela vera al nostro sistema di agroalimentare contro l’Italian Sounding, a favore degli imprenditori ma anche di tanti cittadini che devono sapere quello che comprano. Chi li imbroglia deve pagare». Si tratta di misure, si legge in una nota, «a difesa del sistema agroalimentare italiano, per consentire alle imprese che operano correttamente di competere in un mercato leale, in cui i cittadini possano avere fiducia in ciò che acquistano, e in cui il valore del Made in Italy sia protetto e valorizzato in ogni fase della filiera».

I reati

Il testo di legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera con l’obiettivo di fornire informazioni esaustive al cittadino, anche al fine di tutelarne la salute. Di conseguenza vengono inseriti nel codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati. Il primo è la frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno. Il secondo è il commercio di alimenti con segni mendaci, per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi.

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Le aggravanti

Previste anche aggravanti. Una è l’agropirateria e si configura quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa. L’aggravante quantità sarà contestata quando i volumi della frode saranno particolarmente rilevanti. C’è poi l’aggravante biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come biologici senza esserlo. In questi tre casi le pene sono aumentate fino a 1/3.

Le indicazioni geografiche

La legge incide anche sulla protezione delle indicazioni geografiche, attività particolarmente rilevanti per l’economia agroalimentare e che secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato, di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all’estero. Per fare ciò il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta, già previsto dal nostro codice, prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro). Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso. Introdotto l’obbligo per l’autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia «diversa destinazione prevista dalla legge», ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.

Le sanzioni amministrative

Un’altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l’introduzione di misure più dissuasive, legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte. In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale.

I controlli

Viene formalmente istituita la Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal ministro dell’Agricoltura, che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l’attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle forze dell’ordine.

Uso improprio del termine «latte»

La nuova legge vieta l’utilizzo del termine latte e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta. Le sanzioni vanno da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 100.000 euro).

La filiera bufalina

Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite. Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco. Sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 150.000 euro).

Pesca

Viene riformato in modo organico il sistema sanzionatorio esistente con l’obiettivo di riordinare e accorpare le norme per renderlo più efficace e soprattutto proporzionato riparametrando l’ammontare della sanzione alla quantità del pescato e alla gravità dell’impatto ambientale procurato.

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