domenica, 6 Settembre, 2026

Frutta e verdura, nell’anno della pandemia i consumi calano dell’1%

Meno frutta e verdura sulle tavole degli italiani nel 2020, l’anno della pandemia di Coronavirus. Secondo le stime dell’Osservatorio di mercato di CSO Italy, su rilevazioni GFK, i consumi calano dell’1%.

Frutta e verdura, nell’anno della pandemia i consumi calano dell’1%

arance e kiwi

L’anno era cominciato bene. Nel primo semestre del 2020, infatti, i consumi di frutta e verdura avevano avuto un incremento del +3%. Dovuto proprio alla prima ondata della pandemia. Poi qualcosa è cambiato e si è concluso l’anno con un calo dell’1%, esattamente con 6 milioni di tonnellate, pari a 233 kg a famiglia.

Il mercato di frutta e verdura conferma così un trend negativo, in atto già da due anni. I volumi dei consumi sono calati infatti del 3,5%. Evidente segnale di sofferenza dell’intero comparto.

Non per tutti i tipi di frutta e verdura ci sono stati gli stessi risultati. Per qualcosa è andata meglio. È il caso, per esempio, delle mele, che hanno registrato un +4%, seguite dal +3% delle arance e dal +1% dei piccoli frutti. Baldo in avanti del +14%, invece, per l’uva da tavola. Cala notevolmente il consumo di angurie con un -8%, seguite da clementine (-7%) e meloni (-5%).

Gli ortaggi hanno avuto una sorte migliore, registrando un generale aumento del +2%. In pole position ci sono le patate con il loro +11%, seguite dai finocchi con +9%. Carote e cipolle si assestano a +8%. Infine nella top ten ci sono melanzane (+2%), zucchine (+1%) e peperoni. Calano invece i consumi di insalate (-5%), cavolfiori (-3%) e pomodori (-2%).

Foto di Jill Wellington da Pixabay

Anche il clima ha influenzato i consumi i frutta e verdura. Le gelate di inizio aprile, infatti, hanno compromesso la disponibilità delle drupacee sul mercato. Perdono quindi il 20% le pesche, il 23% le nettarine, il 29% le albicocche, il 21% le susine e il 20% le ciliegie.

Battuta d’arresto, infine per i consumi di ortofrutta biologica in calo del 2%, con la frutta che perde il 3% delle quantità a fronte di un incremento del 2% degli ortaggi.

Foto di Devon Breen da Pixabay

Passando alle aree geografiche, nel Nord Ovest si sono concentrati il 31% degli acquisti nazionali con un calo in valore assoluto dell’1%; in crescita del 3%, invece, il Nord Est, l’area dove si acquista il 21% del totale di ortofrutta, e al Centro e Sardegna con il 24% dei volumi nazionali.

Per quanto riguarda i prezzi invece la spesa media per famiglia è di 458 euro (+4%), con la distribuzione moderna in aumento del 3% dei volumi venduti. Gli ipermercati di contro perdono il 5%, come anche gli ambulantati e i mercati rionali (-18%), mentre crescono, infine del 3% i fruttivendoli.

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