Da Roma alla Sicilia pedalando per raggiungere le tappe del Jova Summer Party. Nell’ultima frazione verso Palermo, Jovanotti attraversa la costa tirrenica tra bagni di folla, granite, incontri improvvisati e una pausa pranzo a Cefalù.
Prima il viaggio, poi il palco. Per Jovanotti questa estate gli spostamenti tra un concerto e l’altro non sono semplicemente chilometri da coprire, ma parte dello spettacolo.
È questa l’idea alla base del Jovagiro, il lungo viaggio in bicicletta partito il 9 agosto dal Circo Massimo di Roma e costruito per collegare le diverse tappe del Jova Summer Party 2026. Un percorso che attraversa Appennino, costa adriatica e Sud Italia, arriva in Sicilia e, dopo Palermo, continuerà verso Napoli prima del ritorno nella Capitale per il gran finale del 12 e 13 settembre.
Non un semplice trasferimento in bici, quindi, ma un modo diverso di vivere il tour. Strade secondarie, paesi, incontri e deviazioni diventano parte di un racconto che Jovanotti condivide quasi in tempo reale sui social. Lo stesso progetto del Jova Summer Party viene presentato come un viaggio in cui musica, pedalate, incontri e avventura finiscono per mescolarsi.
E in Sicilia questa dimensione è diventata particolarmente evidente.
Dallo Stretto a Palermo, la Sicilia vista dalla bicicletta
Dopo aver attraversato lo Stretto, Lorenzo Cherubini ha proseguito lungo la costa settentrionale dell’isola in direzione Palermo.
A Milazzo una delle pause più siciliane possibili: granita di gelsi e mandorle tostate. A Capo d’Orlando l’arrivo si è trasformato invece in un piccolo bagno di folla, con fan e curiosi ad aspettare il passaggio del gruppo. A Santo Stefano di Camastra ad accoglierlo c’era anche il sindaco Francesco Re e non è mancato l’omaggio della città della ceramica, con un piatto realizzato per l’occasione.
È forse questo uno degli aspetti più riusciti del Jovagiro: la bicicletta riduce le distanze. Non soltanto quelle geografiche. Entrare in un paese pedalando ha un effetto completamente diverso dall’arrivare con un van della produzione e spostarsi direttamente in albergo. Ci si ferma, si incontra chi è lungo la strada, si assaggia qualcosa, si scambia qualche parola.
Il trasferimento diventa così un modo per attraversare realmente i territori che ospitano i concerti.
La tappa più lunga: 150 chilometri da Capo d’Orlando a Palermo
Mercoledì 26 agosto è stata la volta della tappa più impegnativa del viaggio siciliano: circa 150 chilometri da Capo d’Orlando a Palermo, con oltre mille metri di dislivello.
Partenza di prima mattina e un gruppo di ciclisti di livello decisamente alto. Ad accompagnare Jovanotti anche Paolo Bettini, campione olimpico ad Atene 2004, e altri amici e appassionati delle due ruote. La velocità, nonostante la distanza e il caldo, è stata tutt’altro che turistica: il gruppo ha viaggiato per lunghi tratti intorno ai 32-34 chilometri orari.
Dopo circa 80 chilometri arriva Cefalù. E, inevitabilmente, anche la fame.





A Cefalù una pausa pranzo prima degli ultimi 70 chilometri
La sosta è stata breve, perché Palermo era ancora lontana una settantina di chilometri. Per pranzo Jovanotti e alcuni dei compagni di viaggio hanno scelto 22 Cucina Isolana, il ristorante nel centro storico di Cefalù.
Più che un pranzo da grande occasione, un rifornimento da ciclisti costruito intorno a pesce, verdure e ingredienti siciliani.
In tavola sono arrivati insalata di seppia con carote, cucunci, sedano e pomodoro confit; cozze con i tenerumi; polpo; carpaccio di lampuga con mango di Lascari e bieta saltata. Per chiudere, frutta di stagione: anguria e fichi.
Una scelta coerente con la cucina di Cataldo, che lavora molto sulla stagionalità e sulla materia prima locale, interpretando la cucina siciliana in maniera contemporanea.
Il tempo di mangiare, qualche foto e di nuovo in sella verso Palermo.
Con Jovanotti anche Paolo Kessisoglu e C’è Da Fare
Durante il viaggio siciliano c’è stato spazio anche per un altro incontro significativo: quello con Paolo Kessisoglu, presente insieme a Jovanotti e legato al mondo della bicicletta anche attraverso le attività di C’è Da Fare, l’associazione non profit da lui fondata per sostenere giovani che vivono situazioni di disagio psicologico e neuropsichiatrico.
Il rapporto tra Jovanotti e l’associazione non nasce oggi. Già nel 2023 il cantante aveva devoluto 22 mila euro a C’è Da Fare attraverso un’iniziativa legata ad Aracataca, il suo viaggio di 3.500 chilometri in bicicletta dalle Ande all’Amazzonia. Anche la bici, quindi, è da tempo uno dei linguaggi attraverso cui le loro strade si incrociano.
Ora Palermo
Dopo la sosta cefaludese, Jovanotti è ripartito per gli ultimi chilometri e nel pomeriggio ha raggiunto Palermo, completando quella che era la frazione più lunga del Jovagiro affrontata fino a quel momento.
Adesso la bicicletta può aspettare per qualche ora.
Sabato 29 e domenica 30 agosto Jovanotti salirà sul palco dell’Ippodromo La Favorita per le due date palermitane del Jova Summer Party 2026. Due giornate di musica che sono anche il punto d’arrivo di un viaggio cominciato molti chilometri prima.
Ed è forse proprio questa la parte più interessante dell’esperimento di Jovanotti: riportare il viaggio dentro il tour.
Non saltare semplicemente da una città all’altra, ma attraversare ciò che c’è in mezzo. Vedere cambiare il paesaggio, incontrare le persone, fermarsi per una granita o per un piatto di cozze e tenerumi.
E poi ripartire.






