giovedì, 15 Gennaio, 2026

Vino italiano, i dazi hanno bruciato 110 milioni di euro in tre mesi

Dal Consiglio nazionale della Uiv arrivano i dati della svalutazione sui mercati americani: un taglio del 15 per cento del prezzo diretto, mentre sale quello pagato dai consumatori Usa. L'analisi del presidente Frescobaldi

Arrivano i numeri della svalutazione del vino italiano sul mercato americano e a fornirli è il presidente della Uiv (Unione italiana vini), Lamberto Frescobaldi, nel corso del Consiglio nazionale dell’associazione.

«Dobbiamo imparare a gestire il problema dei dazi – dice il presidente di Unione italiana vini – perché, a meno di improbabili quanto repentini cambi di rotta delle politiche Usa, con queste tariffe dovremo convivere. Ciò che non può durare a lungo è l’autotassazione operata dalle imprese del vino italiane ed europee per rimanere competitivi sul mercato. Nel terzo trimestre il prezzo del vino italiano diretto verso gli Usa ha subito un taglio medio del 15%, quello francese addirittura del 26%. Contestualmente, il prezzo medio di questi vini in uscita dalla distribuzione americana è salito a ottobre di circa 4/5 punti e gli ordini nei punti vendita in vista del Thanksgiving sono tutt’altro che ripartiti».

Frescobaldi guarda la realtà con franchezza: «Stiamo vivendo – spiega – una situazione di tensioni di mercato, con quasi 110 milioni di euro lasciati per strada solo nell’ultimo trimestre rispetto all’export Usa prodotto nel pari periodo dello scorso anno. Il mondo del vino deve oggi evitare catastrofismi ma anche facili ottimismi e lavorare sulla gestione della crisi. Lo stanziamento di 100 milioni di euro per la promozione inserite nel Ddl Bilancio è perciò un segnale positivo e concreto del Governo, a patto che il nostro comparto sia in cima alla lista del made in Italy da sostenere. È poi fondamentale che da parte del trade statunitense ci sia la consapevolezza che nessuno in questa fase possa pensare di lucrare in dispetto dei propri partner: oggi l’imperativo è riattivare i consumi calmierando i prezzi. Perché – ha concluso il presidente Uiv – se fino a pochi mesi fa ogni dollaro investito in vino europeo ne generava 4,5 sul mercato a stelle e strisce, oggi il moltiplicatore potrebbe invertirsi, con rischio di mancato guadagno per il mercato americano di 4,5 volte superiore al nostro».

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