sabato, 20 Giugno, 2026

Il Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti a Bologna dal 21 al 23 novembre

Annunciate le date nel corso del festival Biografilm. Presentato anche il manifesto disegnato dall'illustratore Emiliano Ponzi

Il rapporto con la città di Bologna e il suo tessuto culturale, economico e sociale si conferma un asset centrale per il Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti Fivi, che per questo ha scelto nuovamente il suo partner Biografilm – il festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e alle storie di vita – per lanciare le date dell’edizione 2026: appuntamento nei padiglioni di BolognaFiere da sabato 21 a lunedì 23 novembre.

Ieri sera (martedì 9 giugno), prima della proiezione del film Spirit Animal di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina della Fondazza il Biografilm ha ospitato la degustazione di una selezione di vini dei Vignaioli Indipendenti, cui è seguita la presentazione del manifesto ufficiale della 15ªedizione del Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti. A realizzarlo, l’illustratore Emiliano Ponzi.

«Con questa immagine bucolica – spiega Ponzi da New York, dove risiede –, immersa tra vigne e grappoli d’uva, ho voluto rappresentare la cura e l’artigianalità che caratterizzano la produzione vinicola indipendente. I protagonisti non sono soltanto il vino e l’uva, ma anche gli elementi che ne rendono possibile la crescita: il paesaggio, la luce che è fonte di vita, e soprattutto la presenza umana. La figura femminile che sfiora la vite incarna l’attenzione costante del vignaiolo, segnando una netta differenza rispetto alla produzione industriale. Qui il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra: le vigne sono osservate, seguite e comprese attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. Nell’immagine, il gesto del guardare e tendere la mano assume un valore simbolico. La donna osserva la vite e in questo scambio silenzioso emerge il tema della presenza e della vicinanza: l’importanza di essere visti e riconosciuti, in un dialogo che va dalla persona alla pianta e dalla pianta alla persona. È proprio in questa relazione di attenzione reciproca che risiede l’essenza dei Vignaioli Indipendenti».

«Un manifesto che è un inno alla vite, a ciò che significa per noi che la curiamo e coltiviamo, a ciò che riesce a ispirare gli amanti del vino che la ammirano – dice Rita Babini, vignaiola e presidente di Fivi –. Le geometrie dei vigneti, che siano le pergole dei terrazzamenti del Nord Piemonte a cui si è ispirato Emiliano Ponzi, i girapoggio dei vigneti di collina o le linee parallele delle spalliere, sono uno degli elementi più iconici del paesaggio rurale italiano, frutto del lavoro di generazioni e della stratificazione di decenni, talvolta di secoli, di interventi umani attenti, consapevoli e coerenti: per questo il paesaggio vitato è, quasi per definizione, a tutti gli effetti paesaggio culturale, dove si intrecciano memoria e cultura, e dove si riflette l’identità di un luogo. Custodi del territorio, custodi del paesaggio: questo siamo noi, a partire dalla cura dei nostri vigneti e di ciò che li circonda».

La locandina disegnata da Ponzi non rappresenta solo un’immagine bucolica, ma parla di un paesaggio rurale terrazzato con vigne pergolate che spesso caratterizza la viticoltura di collina e di montagna, ovvero quella che l’81% delle aziende Fivi pratica ogni giorno nelle aree di versante (cfr. l’indagine di Nomisma Wine Monitor Il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana, 2024). Vignaioli che incarnano la presenza umana sul territorio, di cui sono custodi, e che aprono le loro cantine al pubblico, invitandolo a vivere un’esperienza diretta del vino. I vignaioli indipendenti, cioè le aziende vitivinicole che seguono in prima persona tutta la filiera della produzione del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla vendita, sono tra i soggetti agricoli più radicati sul territorio, con cui hanno un rapporto profondo, basato su una conoscenza che spesso si tramanda da generazioni. Questo perché il territorio non è solo una denominazione sull’etichetta delle loro bottiglie, ma è ciò che contribuisce a definire il carattere, l’unicità e l’autenticità dei vini.

«L’immagine di questa edizione – sottolinea Rossano Bozzi, direttore Business Unit Heritage di BolognaFiere – rappresenta con grande efficacia l’identità del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: un luogo in cui il rapporto diretto tra persona, territorio e produzione torna ad essere centrale. Per BolognaFiere, questo appuntamento è molto più di un evento: è una piattaforma viva che connette filiere, comunità e cultura, interpretando in modo contemporaneo l’evoluzione del consumo e delle esperienze legate al vino, anche come canale privilegiato di relazione e di vendita diretta tra vignaioli e pubblico. La scelta di presentarlo all’interno del Biografilm rafforza ulteriormente questo posizionamento: il vino, come il cinema, è racconto di vite, di territori e di visioni, e trova il suo senso più pieno quando coinvolge il pubblico in un’esperienza autentica e consapevole, capace di valorizzare anche l’enoturismo come espressione concreta dei territori custoditi dai vignaioli. In questa direzione, il Mercato dei Vini conferma Bologna come punto di riferimento per la cultura enologica e per le produzioni indipendenti, dando forma a un modello in cui qualità, relazione e radicamento territoriale diventano valore condiviso».

Al 15° Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti, il pubblico sarà accolto da 1.000 vignaioli provenienti da ogni regione italiana, insieme a diverse delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a Cevi (Confédération Européenne des vignerons indépendants), e a più di 30 soci di Fioi (Federazione italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità. Come sempre, accanto alle degustazioni e allo shopping con i tradizionali carrelli e trolley, il Mercato dei Vini offrirà un ricco programma di masterclass.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di 40.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ad accogliere i Vignaioli saranno il 29 e il 30, mentre il 26 e il 28 saranno dedicati al food e ai servizi ai visitatori. La centralità di Bologna permetterà di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici, a partire dal treno: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione. Grazie alla convenzione con Trenitalia, si potrà usufruire dell’offerta ‘Speciale Eventi’ e arrivare a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. Confermati, poi, i doppi ingressi di Piazza Costituzione e Nord, a beneficio di chi giungerà al Mercato dei Vini a piedi, con i mezzi o in automobile: i due accessi consentiranno, infatti, di utilizzare sia il parcheggio di Piazza Costituzione, sia i 5.500 posti auto del multipiano Michelino, situato a poca distanza dall’uscita autostradale Bologna Fiera. 

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