Un immenso patrimonio culturale fatto di simboli, gesti e ritualità che raccontano la tradizionale festa di San Giuseppe, in onore del santo protettore delle famiglie e dei bisognosi, ritorna tra passato e presente nel volume Il Pane del Santo, un nuovo progetto editoriale curato da Antonella Corrao con le fotografie di Giandomenico Frassi e Beatrice Prada e l’art direction di Anna Cuppini. Il libro sarà presentato sabato 14 marzo alle 17 alla Fondazione Orestiadi nell’ambito del programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026. È una riedizione del catalogo Pani e dolci della Valle del Belìce, pubblicato nel 1981 con i testi di Antonino Cusumano in occasione dell’omonima mostra ideata da Ludovico Corrao a Gibellina. IL nuovo volume conservando intatto il valore documentario a distanza di oltre quarant’anni, reinterpretando in chiave contemporanea la celebre festa siciliana dove fede cristiana e cultura comunitaria si intrecciano indissolubilmente. Contemporaneamente sarà inaugurata anche la mostra fotografica, a cura di Artensis, dedicata al lavoro di Giandomenico Frassi e Beatrice Prada, che apre la settimana delle celebrazioni dedicate a San Giuseppe.
«L’idea di curare una nuova edizione del catalogo – spiega Antonella Corrao – è maturata durante il lungo isolamento della pandemia. Mai come nel periodo pandemico il valore simbolico del pane ha ritrovato la sua forza più alta. Da questa consapevolezza e con l’obiettivo di indagare l’evoluzione di questa tradizione è nata questa nuova edizione che si pone in un dialogo fertile con il passato, arricchita dalla visione contemporanea di Giandomenico Frassi e Beatrice Prada». Come un reportage fotografico realizzato sul territorio di Gibellina estendendosi all’intero territorio belicino – Castelvetrano, Partanna, Santa Ninfa e Salemi, dove si trova il Museo del Pane e del Grano – il progetto ha coinvolto le comunità, lavorando gomito a gomito con le maestranze e in particolare con le donne, depositarie delle antiche tradizioni, ma anche di tutte le istanze, e della resilienza e delle lotte che ne hanno forgiato l’identità.
Il Pane del Santo diventa dunque la testimonianza di un sapere tramandato, che si dispiega nel tempo sospeso e straordinario della festa religiosa. La preparazione e l’esposizione dei Pani di San Giuseppe nei magnifici altari preparati per l’occasione, il consumo, lo scambio e il dono: tutti momenti di un rito che contribuisce a rinnovare e rafforzare i legami sociali e identitari di un territorio che con la distruzione delle città ha perso i suoi punti di orientamento, trovando nella memoria e nella riproposizione collettiva delle pratiche il senso della comunità. La narrazione delle immagini è accompagnata anche dai testi, che includono preghiere e poesie della tradizione orale in dialetto siciliano, e i contributi di Viviana Trapani, professoressa ordinaria della Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo e di Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee, che interverranno alla presentazione.
Nell’anno di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, Il Pane del Santo rinnova ancora una volta la convinzione di Ludovico Corrao che vede l’arte come fattore insopprimibile di ogni comunità, in tutte le sue espressioni, senza distinzioni tra cultura alta e cultura bassa. Un’idea che costituisce il principio fondante del Museo delle Trame Mediterranee che accoglie nello stesso contesto l’installazione dell’artista polacco Krzysztof Bednarski, dove una tavola è imbandita da pani di sabbia che indicano la sacralità del convivio, e un contenitore tipico della tradizione contadina utilizzato per conservare l’impasto del pane.
Alla presentazione interverranno Antonino Cusumano, Viviana Trapani ed Enzo Fiammetta. Modera Antonella Corrao. Saluti istituzionali di Salvatore Sutera, sindaco di Gibellina, e Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi. Sarà presente il fotografo Giandomenico Frassi.





