
La consapevolezza nella pasticceria di oggi sono stati al centro di Pastry Best, il simposio tecnico sulla pasticceria italiana contemporanea di Petra Molino Quaglia che si è tenuto il 23 e 24 febbraio presso l’Università della Farina di Vighizzolo d’Este. Due giornate, alle quali ha preso parte il siciliano Vincenzo Armenia della pasticceria di Ispica Bruno Sicilian Finest Tastes, pensate per i professionisti del settore, dedicate alla pasticceria contemporanea e a una visione integrata del mestiere, in cui prodotto, tecnica, costi, organizzazione, comunicazione e identità dialogano tra loro come parti di un unico sistema. Un approccio, questo, che aiuta il pasticciere a compiere scelte più consapevoli: cosa produrre, come farlo, a che prezzo proporlo, come raccontarlo e come rendere il laboratorio più efficiente, riducendo gli sprechi e ottenendo risultati più concreti.
Pastry Best nasce oltre dieci anni fa come luogo di confronto tra i professionisti della pasticceria italiana e, nel tempo, si è affermato come un osservatorio capace di anticipare alcune delle principali evoluzioni del settore: dalla rinascita dei grandi lievitati al ritorno alla filiera, fino a una formazione più consapevole e a una nuova visione del laboratorio. È in questa continuità che l’edizione 2026 ha compiuto un passo in avanti deciso. Il tema Pasticceria Strategica ha spostato il focus dalla sola tecnica alla capacità di fare scelte consapevoli, che riguardano materia prima, assortimento, valore nutrizionale e culturale degli ingredienti, gestione economica e coerenza con le abitudini dei consumatori: la pasticceria contemporanea è chiamata a superare gli automatismi del passato per diventare un sistema progettato.
Al centro di questa visione ci sono materie prime provenienti da filiere che tutelano la biodiversità e valorizzano cereali e legumi ad alto valore proteico. In questo contesto, viennoiserie evoluta, biscotteria moderna e panificati da pasticceria diventano tre assi fondamentali per raccontare una nuova identità di gusto, trasparenza e coerenza. Un ruolo chiave è affidato alle Healthy Flour Petra, farine naturali e prive di additivi, frutto del metodo della famiglia Quaglia, che da quattro generazioni lavora per ottenere prodotti puliti, performanti e prevedibili senza ricorrere a correttivi artificiali.
«Con Pastry Best – ha dichiarato Chiara Quaglia, amministratore delegato di Petra Molino Quaglia -abbiamo voluto portare la pasticceria fuori dalla logica del gesto tecnico isolato e dentro una visione più ampia, dove prodotto, organizzazione e sostenibilità economica parlano la stessa lingua. Oggi il pasticciere non deve solo saper fare bene: deve saper scegliere, progettare e dare senso a ogni decisione. La pasticceria strategica nasce proprio da qui».
Il simposio ha dunque fornito idee, tecniche e visioni che diventeranno strumenti di lavoro per una professione che vuole crescere, capire e restare protagonista nel mondo della pasticceria.






