lunedì, 20 Aprile, 2026

Il dono della pace al Santo Padre: consegnata la Colomba Fiasconaro

Il dolce da 2 kg, realizzato secondo la tradizione dall’azienda siciliana, è stato presentato avvolto in un pregiato tessuto di lino, finemente ricamato a mano dalle sarte delle Madonie e impreziosito dal lavoro delle ricamatrici di Castelbuono

La famiglia Fiasconaro e il gruppo di collaboratori a San Pietro

In un contesto internazionale ancora segnato da tensioni e conflitti, la famiglia Fiasconaro ha rinnovato il proprio gesto simbolico di pace in occasione dell’udienza generale di ieri (mercoledì 18 marzo) in piazza San Pietro, durante la quale è stata donata al Santo Padre una Colomba da 2 kg, emblema di condivisione, armonia e riconciliazione tra i popoli. Il dolce, realizzato secondo la tradizione dall’azienda siciliana, è stato presentato avvolto in un pregiato tessuto di lino, finemente ricamato a mano dalle sarte delle Madonie e impreziosito dal lavoro delle ricamatrici di Castelbuono.

Un omaggio che racchiude il valore del territorio, unico anche per la presenza della preziosa resina degli alberi di frassino, ingrediente distintivo delle creazioni Fiasconaro, oggi esportate in oltre 65 Paesi. L’iniziativa si inserisce nella lunga tradizione che lega la famiglia Fiasconaro alla Chiesa. Un legame profondo portato avanti con dedizione dai titolari dell’azienda dolciaria e dall’intera famiglia.

Fin dagli inizi della loro attività, i fratelli Martino, Nicola e Fausto hanno infatti mantenuto vivo l’impegno di rendere omaggio ai Pontefici degli ultimi trent’anni, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, fino a Papa Francesco e, appunto, Papa Leone XIV. A conferma di questo rapporto speciale con la Santa Sede, lo scorso 21 novembre, in occasione della Giornata nazionale dell’albero, Fiasconaro ha donato e fatto piantare nei Giardini Vaticani due esemplari di frassino da manna (Fraxinus ornus e Fraxinus angustifolia) provenienti dalle Madonie, simbolo identitario del territorio e segno concreto di un legame che unisce tradizione, natura e spiritualità. La consegna della colomba è avvenuta alla presenza dei tre fratelli, di Mario Fiasconaro, maestro pasticcere che oggi rappresenta in azienda la terza generazione, e di padre Paolo Fiasconaro, che ha curato l’organizzazione dell’evento romano, offrendo anche l’occasione di un incontro diretto con il Santo Padre.

La famiglia Fiasconaro consegna la colomba al Santo Padre (foto Vatican Media)

Durante questo momento, è stato sottolineato il forte significato simbolico della colomba pasquale, segno universale di pace e fratellanza. Il Santo Padre ha espresso l’auspicio che questo dono possa farsi messaggero di pace in ogni angolo della terra. L’evento ha assunto anche un profondo valore umano e familiare: circa 200 tra dipendenti, collaboratori e familiari dell’azienda Fiasconaro hanno preso parte alla trasferta a Roma, vivendo due intense giornate nel cuore della cristianità.

Un’esperienza collettiva che ha permesso di toccare con mano la forte religiosità e il senso di appartenenza della comunità castelbuonese, rafforzando al tempo stesso il legame tra l’azienda e le sue maestranze. «È stata un’esperienza profondamente significativa e carica di emozione», ha dichiarato Nicola Fiasconaro, maestro pasticcere. «Condividere questo momento con i nostri collaboratori e portare al Santo Padre un simbolo come la Colomba della Pace – ha aggiunto – ha dato ancora più valore al nostro lavoro. È stato un gesto semplice, ma autentico, attraverso il quale abbiamo voluto trasmettere un messaggio universale di pace e vicinanza, rafforzando al tempo stesso il senso di comunità che ci unisce ogni giorno».

L’iniziativa ha così rinsaldato quello spirito di famiglia che contraddistingue i Fiasconaro: un legame che va oltre la consanguineità e si estende a tutti coloro che contribuiscono quotidianamente al percorso produttivo dell’azienda, rendendolo un esempio virtuoso di tradizione, fede e coesione sociale. «Ci auguriamo – ha concluso Nicola Fiasconaro – che il Santo Padre possa presto tornare a visitare la nostra terra, dove saremo lieti di accoglierlo con calore e devozione, insieme a tutto il popolo siciliano, pronti a condividere con lui i valori di comunità, fede e solidarietà che da sempre ci contraddistinguono».

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