martedì, 17 Febbraio, 2026

Contrade dell’Etna, il racconto della XIII edizione tra degustazioni e sorprese

Non so davvero da dove iniziare nel raccontare la XIII edizione di Contrade dell’Etna, evento sui vini del vulcano svoltosi dal 2 al 4 aprile al Picciolo Etna Golf Resort di Castiglione di Sicilia.

Un evento iconico per l’Etna e la Sicilia del vino, che, nonostante abbia subito un mutamento nella gestione e un po’ nel format, non ha perso la connotazione della condivisione e della festa, coinvolgendo produttori, in primis, giornalisti da tutta Italia, operatori del settore e winelover. Arricchendosi, inoltre, di nuovi momenti di approfondimento sui vini del vulcano con quattro masterclass dedicate.

La XIII edizione è stata la prima segnata dall’assenza del suo fondatore e ha, infatti, preso il via con la commemorazione di Andrea Franchetti, che nel 2008 aveva ideato Contrade dell’Etna invitando i produttori etnei nella sua tenuta di Passopisciaro per un momento di confronto e condivisione, e anche di incontro con la nota critica del vino britannica Jancis Robinson. All’epoca, per riprendere le parole della giornalista, “lo scopo della degustazione era dimostrare il diverso carattere dell’annata 2007 nelle diverse contrade”; a tutt’oggi i produttori, sempre più numerosi, portano in degustazione i campioni di vasca o di botte dell’ultima annata, nonché i loro vini attualmente sul mercato. La grande visione è sempre stata quella di conoscere in profondità questo territorio complesso che è l’Etna: assaggiare i vini delle diverse annate, prodotti nelle 133 contrade sparse per i 4 versanti, come se, metaforicamente, si scavasse attraverso gli strati dei molteplici suoli che caratterizzano il vulcano, per comprenderne l’essenza e poi raccontarla.

Sulla scia di questa visione, l’Università di Catania ha intitolato una borsa di studio ad Andrea Franchetti, con la collaborazione della famiglia e di Crew, la società che ha organizzato la manifestazione. La borsa di studio premierà progetti di ricerca in ambito universitario destinati al territorio ed in particolare al mondo produttivo del vino dell’Etna.

L’intervento del Professore Attilio Scienza, tra i maggiori esperti al mondo di vitivinicoltura, ha dato delle interessanti chiavi di lettura con il suo intervento “L’Etna, il vino: un grande mosaico”. Ha posto l’accento sulle caratteristiche uniche del territorio etneo, da inquisire per costruire un modello narrativo che possa attirare la curiosità del consumatore.  Il Prof. Scienza ha, inoltre, evidenziato il vantaggio che hanno avuto i produttori dell’Etna nell’avere, per primi in Sicilia, parlato di zonazione viticola, suggerendo però al  contempo di porre attenzione nel non appesantire il racconto rivolto a chi è estraneo al territorio, valutando piuttosto la valorizzazione attraverso menzioni geografiche aggiuntive di quelle contrade con evidenti caratteristiche distintive.

Grande attenzione per l’Etna e i suoi produttori anche da parte del governo regionale: il governatore Nello Musumeci, presente alla manifestazione, ha infatti preannunciato un piano della Regione Siciliana per i vigneti situati in particolari contesti paesaggistici,

“Il mio Governo – ha detto Musumeci – ha previsto fra i titoli delle aziende partecipanti anche quelle che hanno al loro interno dei palmenti o si trovano in contesti paesaggistici. Proprio perché abbinare il vino a un contesto di architettura rurale, diventa un binomio di identità perfetta”.

 

Un po’ di dati e fatti da sapere

Oltre 7 mila le presenze che hanno animato questa edizione di Contrade dell’Etna, 4 mila bottiglie stappate, novanta cantine e più di settanta giornalisti da tutta Italia.

Durante la conferenza stampa, è emerso che la produzione di vini Etna Doc supera i valori raggiunti prima della pandemia.

“La produzione dell’ultima vendemmia – ha detto Francesco Cambria, neo presidente del Consorzio Doc Etna – ha raggiunto i 34 mila ettolitri, superando i 32 mila ettolitri del 2019. Questo vuol dire che si torna a un imbottigliamento regolare: in crescita soprattutto i bianchi, oltre al Nerello Mascalese, il vitigno che ci ha resi famosi in tutto il mondo”.

Fra i progetti del Consorzio, anche la mappatura delle contrade presenti sul vulcano per la quale sono già stati raccolti i dati che saranno adesso elaborati.

Oggi il vigneto Etna è grande 1.118 ettari, con una produzione di 4,5 milioni di bottiglie con 383 aziende, un terzo delle quali imbottiglia.

 

Gli assaggi che mi hanno sorpresa della XIII edizione 

(in ordine sparso)

–       Aitàla, Contrada Martinella Etna Bianco Doc 2018

–       Gambino, Tifeo Etna Rosato Doc 2021

–       Al Cantàra, Amuri di fimmina e Amuri di matri Etna Rosato Doc 2020

–       Palmento Costanzo, Mofete Etna Rosato Doc 2019

–       Tenute Foti Randazzese, Aita Etna Rosato Doc 2020

–       Generazione Alessandro, Trainara Etna Bianco Doc 2020

–       Cantine di Nessuno, Milice Etna Bianco Doc 2020

–       Alberelli di Giodo, Nerello Mascalese 2017

–       Fischetti, Muscamento Etna Rosso Doc 2014

–       Murgo, nuovo spumante pas dosé di lungo affinamento di cui presto sentirete parlare

–       Monterosso, Crater Etna Bianco Doc 2019

–       Monterosso, Volcano Etna Bianco Doc 2019

–       Tenuta di Aglaea, Contrada Santo Spirito Etna Rosso Doc 2016

–       Cantine Nicosia, Vecchie Viti Tenuta Monte Gorna Etna Bianco Doc 2019

–       Azienda Spuches, Recinzio Etna Bianco Doc 2021

–       Contrada Moganazzi, Don Michele Etna Bianco Doc 2019

–       Azienda Agricola Iuppa, Lindo Etna Bianco Doc 2019

–       Benanti, Contrada Cavaliere Etna Bianco Doc 2021

–       Quantico, Etna Bianco Doc 2020

–       Terra Costantino, Contrada Blandano Etna Bianco Doc 2017

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