venerdì, 24 Aprile, 2026

Enoturismo, in Sicilia arrivano soprattutto gli stranieri

L'andamento del settore vitivinicolo analizzato da uno studio Nomisma, illustrato a Palermo nel corso di un incontro organizzato da UniCredit e Assovini

In uno scenario di mercato internazionale carico di incertezze e complessità, c’è un asset che per le imprese vinicole sta sempre più assumendo rilevanza strategica per il proprio business e che negli ultimi anni è cresciuto in maniera significativa: l’enoturismo. Se guardiamo agli arrivi di turisti nelle principali zone vinicole italiane (dalla Valdobbiadene alla Valpolicella, dalle Langhe alla Franciacorta, dal Collio al Chianti) negli ultimi cinque anni si sono registrate crescite di molto superiori – in termini di variazioni percentuali – alla media della relativa regione (al netto dei capoluoghi/città d’arte). Nel caso della Sicilia, prendendo ad esempio, i comuni dell’Etna (legati cioè al disciplinare di produzione dell’Etna Doc), tra il 2019 e il 2024 gli arrivi di turisti sono cresciuti del 17,4% contro una media dell’intera isola del 12,4%.

È uno dei dati che emergono dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata oggi a Palermo. «Il settore vitivinicolo, che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso – ha affermato Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit -, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio. UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica».

Per Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, «le nostre cantine stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino. Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono  paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie». 

Lo studio Nomisma 

Il valore che l’enoturismo genera per le imprese vinicole italiane è di circa 3,1 miliardi di euro, a dimostrazione di come ormai non si tratti più di un piano B per i produttori ma un asset strategico di valorizzazione e crescita economica. Una leva strategica che in Sicilia assume valenze ancora più significative e che la ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit ha messo in luce attraverso un’indagine qualitativa sulle imprese vinicole, mostrando – tra le altre cose – come l’enoturismo nell’isola presenti un carattere molto più internazionale rispetto alla media degli altri territori vinicoli italiani: secondo i produttori siciliani, l’identikit dell’enoturista che arriva in Sicilia è prevalentemente straniero – in particolare statunitense, tedesco ed inglese – ha un età media compresa tra 40 e 55 anni e non necessariamente è un esperto di vino, il che non rappresenta una criticità piuttosto un’opportunità per colmare un gap di conoscenza e accrescere la cultura del vino di persone che, dopo l’esperienza enoturistica, potranno divenire ambasciatori del brand aziendale e dei territori vinicoli siciliani. Guardando al futuro, secondo le stesse imprese nei prossimi anni gli enoturisti andranno soprattutto alla ricerca di esperienze personalizzate e offerte esclusive, di esperienze immersive e multisensoriali ma anche integrate con attività culturali.

Il 2025 non è stato un anno semplice per il vino. L’export italiano chiude in negativo (-3,6% nei valori) rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, la riduzione equivale a quasi 300 milioni di euro e 400 mila ettolitri. Il calo più rilevante riguarda il Nord America (-204 milioni di euro) e l’Europa extra-Ue (-89 milioni) mentre l’export verso i paesi dell’Unione Europea (che ancora rappresenta il 40% delle nostre esportazioni totali a valore) risulta in crescita e permette di mitigare la perdita. Ma il vino italiano non è l’unico a subire un calo delle esportazioni. Tutti i principali exporter mondiali registrano una riduzione: Francia -4,4%, Spagna -5,1%, Cile -10,2%, Australia -14,6%, Stati Uniti -36%. Solo la Nuova Zelanda si mantiene attorno alla parità (-0,5%) ma veniva da una chiusura in negativo nel 2024 (-6,1%). Le performance negative degli esportatori discendono da mercati internazionali che hanno ridotto consumi e acquisti di vino dall’estero. Guardando ai top mercati per import, solo Germania, Svizzera e Brasile registrano una crescita a valori nelle importazioni di vino, mentre gli Stati Uniti (causa anche svalutazione del dollaro) perdono il 12%, UK il 6%, Canada il 12%, la Cina il 15%.

Queste riduzioni si riflettono anche nelle esportazioni dei nostri vini Dop. Poche le denominazioni a livello regionale che mettono a segno una crescita: tra queste ci sono i bianchi fermi Dop della Sicilia, il cui export cresce a valore del 2,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita che nemmeno i dazi di Trump riescono a bloccare: a differenza della media dei vini italiani che negli Usa lasciano sul campo quasi il 13% in valore, i bianchi Dop della Sicilia aumentano nell’export verso gli Stati Uniti dell’8,4%. All’opposto il caso dei rossi Dop della Sicilia che perdono, sempre in termini di export, l’11% rispetto all’anno precedente, trainati al ribasso proprio dagli Usa, primo mercato di sbocco. I dati Istat di export, ad ogni modo, tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero, ma partono da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat.

Il calo nei consumi di vino rosso è una tendenza che ormai da molti anni si sta manifestando anche nel nostro paese, complice indubbiamente una riduzione nella consumer base degli italiani che bevono vino abitualmente (quotidianamente o più volte a settimana) e che rappresentano il nocciolo duro per i consumi di vino rosso. Una componente che si sta progressivamente riducendo: basti pensare che gli italiani di età over 60 che quindici anni fa dichiaravano di bere vino abitualmente erano il 70%. Oggi sono il 54%.

Al di là di queste evoluzioni, il territorio resta sempre prioritario nelle scelte di consumo di vino per gli italiani: sia che lo si acquisti per il consumo domestico che lo si beva fuori-casa, più di 4 consumatori su 10 guardano principalmente all’origine (regionale o tramite la presenza di una Dop/Igp).

Negli ultimi tre anni la produzione vinicola dell’isola si è assestata attorno ai 2,7 milioni di ettolitri, con una componente di quella a denominazione (Dop+Igp) vicina all’80% (la media italiana è pari al 72%). I vini bianchi la fanno da padrone, con una quota superiore al 64% della produzione regionale (la media italiana è poco distante, al 62%) e, come visto prima, rappresentano la categoria che negli ultimi anni ha trainato l’export di vino dall’isola: +50% la crescita nell’ultimo decennio del valore complessivo, con gli Usa oggi primo mercato di sbocco (22% dell’export vinicolo dalla regione), seguiti da Germania (12%), Uk (7%), Paesi Bassi e Canada (entrambi con una quota del 6%).

Sicilia en Primeur 

Sicilia en Primeur nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell’ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera. L’evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell’isola. Scegliendo tra 12 itinerari differenti, i professionisti della stampa viaggiano alla scoperta delle aziende vinicole e del territorio. Il vino diventa, così, una chiave di lettura esclusiva per comprendere la straordinaria varietà e biodiversità dell’Isola ed il suo patrimonio storico-culturale, insieme alla storia dei produttori e delle aziende vitivinicole.

Il format vincente di Sicilia en Primeur prevede enotour rivolti alla stampa e visita alle aziende vitivinicole partecipanti ed i territori di produzione, degustazioni tecniche e talk su temi di attualità, un convegno dedicato all’incontro con i produttori e alle degustazioni nelle postazioni aziendali. L’ultima edizione del 2025 ha coinvolto oltre cento giornalisti provenienti da tutto e cinquantasette aziende associate.

Nella foto turisti in visita presso l’azienda Principe di Corleone

Ultimi articoli

Catania, arriva il Sabato del Vignaiolo

Il 9 maggio appuntamento in piazza Scammacca, protagonisti i produttori Fivi. Degustazioni illimitate, masterclass esclusive e un talk sul futuro del vino indipendente

Sicula Gin, in ogni sorso il sapore e la storia dell’Isola

Il progetto ideato da Sebastiano D'Angelo ha fatto strada. La memoria è il punto di partenza, poi c'è lo sviluppo di una passione. La distillazione vissuta come in cucina: «Lavoro come fa uno chef che studia ogni dettaglio»

I gelatieri di sei continenti a Sherbeth 2026

Record di candidature e crescita globale per la diciottesima edizione. Selezionati 59 partecipanti, l'ultimo arriverà da un contest in Australia. Il festival in programma a novembre a Palermo

Il progetto italiano per una filiera integrata del tonno rosso del Mediterraneo

È stato presentato al Seafood Expo Global di Barcellona da Op Tonnieri Italiani. Si fonda su sostenibilità, tracciabilità e sviluppo commerciale

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

I vini Doc Sicilia partner del Fuorisalone di Milano Design Week

Scenario della collaborazione è Clan Upstairs, iconico concept store di Brera, riconosciuto per la sua selezione di brand di ricerca e per il ruolo di laboratorio creativo

Pantelleria Doc, l’esperienza positiva dello stand condiviso con il Comune a Vinitaly 2026

Uno spazio più ampio  e funzionale, concepito come una terrazza affacciata sull’isola. Sold out la masterclass condotta assieme al Consorzio dell'Etna

Boom del Grecanico, è il vino con la maggiore crescita in Italia nei supermercati

I dati dell'Istituto di ricerca Circana sulle vendite nella grande distribuzione, diffusi al Vinitaly, confermano il calo dei consumi. Il più richiesto in Sicilia è il Nero d'Avola