venerdì, 17 Aprile, 2026

Appello al governo per la mensa nelle scuole: numerose adesioni all’iniziativa di Foodinsider

Le mense a scuola, utili all’alimentazione dei bambini, ma anche alla loro crescita culturale. Un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim) arriva da Foodinsider, «Associazione di promozione sociale (Aps) – si legge nel sito – che nasce come osservatorio sulle mense scolastiche che ogni anno monitora lo stato del servizio di ristorazione scolastica per identificare modelli virtuosi e best practice; realtà virtuose che diventano benchmark di riferimento per quelle amministrazioni che vogliono migliorare la qualità del servizio a scuola».

L’appello, sottolina l’organizzazione, è «a favore di una scuola che nutra l’individuo e il pianeta». Nel sito viene spiegato: «Le nuove Indicazioni 2025 per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, recentemente pubblicate, non contemplano il tema del cibo e della ristorazione scolastica, un aspetto di fondamentale importanza per la crescita e il benessere dei bambini. Per questo abbiamo scritto l’appello mensa e cibo a scuola indirizzato al Ministero dell’Istruzione e del Merito per integrare una parte importante del percorso didattico».

Secondo Foodinsider, l’alimentazione scolastica è una queastione non solo nutrizionale, ma anche educativa e culturale. Da qui l’avvio di «una riflessione condivisa tra esperti di ristorazione scolastica, pediatria, pedagogia e agricoltura sostenibile, politiche del cibo, sfociata nell’appello a cui hanno aderito già molte associazioni e reti, mentre altre sono in procinto di farlo. Chiediamo che queste tematiche vengano integrate nelle nuove Indicazioni 2025, affinché la mensa scolastica sia riconosciuta come parte integrante del percorso formativo».

Nell’appello, agli «egregi membri del Ministero dell’Istruzione e del Merito», si legge che «il momento del pasto non è solo un atto nutrizionale, ma una vera e propria opportunità educativa, specie nel nostro paese, la cui forza culturale ed economica si gioca anche intorno all’importanza della propria cultura alimentare. È in mensa che i bambini imparano a nutrirsi correttamente e a conoscere nuovi alimenti, a socializzare, a rispettare le regole di convivio, a sviluppare consapevolezza di sé e del proprio corpo e a coltivare un rapporto sano e equilibrato con il cibo. L’educazione alimentare è parte integrante della crescita psicologica, fisica e sociale di ogni bambino e bambina. E se la scuola ha la responsabilità di proporla trasversalmente in ogni disciplina, il pasto è senza dubbio il momento in cui lo sforzo educativo trova concreta attuazione. La mensa scolastica non può essere esclusa dalle Indicazioni». Secondo il documento, «la mensa scolastica non è solo un luogo di apprendimento individuale: è anche un punto di connessione tra la scuola, la comunità e il territorio. Il cibo che arriva nel piatto è il risultato di un processo articolato, che richiede competenze specifiche, strategie mirate e un costante dialogo tra tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni ai produttori locali, dalle famiglie agli educatori. Un menù scolastico buono non è solo nutrizionalmente equilibrato, ma anche sostenibile e radicato nella realtà locale. La mensa può e deve diventare uno spazio in cui i bambini non solo si nutrono, ma entrano in relazione con il territorio che li circonda, scoprendo i prodotti locali, il valore della stagionalità e il significato di una filiera corta e sostenibile». A giudizio di Foodinsider, «sottovalutare la funzione educativa del pasto scolastico è un rischio che non si può correre in un paese che serve ogni giorno più di 2 milioni di pasti e in questo servizio investe somme e sforzi organizzativi ragguardevoli che hanno anche lo scopo di migliorare le abitudini alimentari della popolazione e dunque prevenire obesità, diabete e altre malattie legate ad abitudini scorrette. Esiste oggi un numero crescente di Comuni, di scuole, di insegnanti e di famiglie impegnate nel miglioramento della ristorazione scolastica: è una strada vincente, che genera cultura, salute e rispetto per l’ambiente». La mensa, ribadisce l’associazione, «è “tempo scuola” ed è parte integrante del processo educativo». Da qui l’appello: «Vi chiediamo quindi di prendere in considerazione l’integrazione di questo tempo delle Nuove Indicazioni 2025, riconoscendo il suo valore formativo e pedagogico». Inoltre, insiste Foodinsider, «è fondamentale che venga valorizzato il ruolo del cibo non solo come nutrimento, ma come strumento educativo per sensibilizzare i bambini e le bambine (e dunque le loro famiglie) a scelte consapevoli, al rispetto della biodiversità, alla sostenibilità e alla cultura alimentare».

L’appello al Ministero indica tre azioni necessarie per rivedere le Indicazioni 2025 affinché riconoscano la mensa scolastica come parte integrante del percorso educativo e della costruzione di una cittadinanza consapevole: la prima è «riconscere il tempo trascorso in mensa come parte integrante dell’attività educativa, in linea con gli obiettivi di sviluppo dei bambini e delle bambine e inserire tale argomento all’interno del documento»; la seconda è «sostenere l’importanza dell’educazione alimentare, promuovendo un approccio integrato che coinvolga insegnanti, educatori, famiglie e professionisti del settore, valorizzando attività e competenze che mettano in primo piano le esperienze concrete (attività laboratoriali, orti scolastici, uscite presso fattorie didattiche nel territorio per comprendere le filiere alimentari)»; la terza è «investire nella formazione specifica per il personale scolastico affinché possa affrontare il momento del pasto come un’opportunità educativa.La scuola non è un’entità isolata, ma un organismo vivo che dialoga con la società in cui è inserita. Riconoscere il valore della mensa scolastica significa riconoscere il valore di una scuola che educa non solo con le parole, ma anche con le scelte quotidiane, costruendo un legame concreto tra i bambini, il cibo e il territorio in cui crescono».

Fra le associazioni e gli enti che hanno aderito, c’è Slow Food Italia, la Rete nazionale dei borghi Genius Loci De.Co., Cittadinanzattiva, Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica), act!ionaid e tanti altri.

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