venerdì, 13 Marzo, 2026

Amaro Amara saluta l’estate con una cena firmata Cuttaia-D’Angelo sul mare di Taormina

Pino Cuttaia e Agostino D’Angelo

Il 10 settembre Taormina si prepara a vivere una serata destinata a restare impressa nella memoria. Nella cornice intima e scenografica del ristorante pieds dans l’eau Brizza, presso Villa Sant’Andrea, al Belmond Hotel, Taormina Mare, un luogo magico sospeso tra mare e roccia, a partire dalle 20 andrà in scena una cena esclusiva che, come un rito di fine estate, saluta con eleganza la bella stagione. Sedici ospiti selezionati, due chef d’eccezione, cinque portate, una cena esclusiva vissuta tra il cielo e il mare di Taormina. Un appuntamento gastronomico in cui l’arte della cucina dialoga con l’anima dell’Etna, e ogni piatto racconta il territorio. A guidare questo racconto sarà Amaro Amara, custode, ambasciatore interprete della Sicilia più autentica, con i suoi profumi di Arancia Rossa di Sicilia Igp e delle erbe spontanee vulcaniche, per suggellare un’esperienza unica e indimenticabile.

A orchestrare il percorso gastronomico saranno l’executive chef Agostino D’Angelo, del ristorante Brizza, e Pino Cuttaia, due stelle Michelin, che per la prima volta firmeranno insieme un menu degustazione pensato come un dialogo a più voci. Una cucina che intreccia memoria e ricerca, mare e terra, ironia e poesia, in un crescendo di suggestioni.

Dopo un benvenuto a tavola d’autore, il percorso gastronomico prenderà il via con il Mosaico dello chef Agostino D’Angelo, un piatto che si fa racconto visivo e sensoriale. Pesci e crostacei leggermente marinati incontrano gli agrumi e la frutta nelle loro molteplici forme – in zest, essiccati e in gel – dando vita a un affresco gustativo dalle tinte vivaci, capace di restituire la freschezza del Mediterraneo in tutta la sua complessità.

A seguire, la mano di Pino Cuttaia sorprenderà con la sua Crème brûlée di polpo, un gioco di ironia e intelligenza che ribalta le attese: ciò che sembra un dolce francese si rivela un piatto salato, arricchito da una crema di cavolfiore e da una croccante cialda di pelle di polpo. È un gesto che trasforma la materia prima mediterranea in una riflessione sul gusto, con leggerezza e profondità.

La cena raggiungerà poi il suo cuore con la Giostra Mediterranea, creazione iconica di Cuttaia. In questo piatto il pomodoro siccagno, con la sua intensità solare, incontra la delicatezza della besciamella di mandorla, la dolcezza sorprendente del miele di pomodoro, il croccante corallo di lenticchie rosse, il profumo dell’olio al basilico e la maestosità del gambero rosso. Un intreccio armonico di consistenze e sapori che danza nel piatto, rievocando il ritmo della Sicilia più autentica.

Lo Scampo dello chef D’Angelo chiuderà con una proposta ricca e stratificata: emulsione ai crostacei, corallo d’astice, cipolla all’agro, tartare e tuberi compongono un viaggio nei sapori marini più intensi, dove tecnica e sensibilità esaltano la materia prima.

Il gran finale dolce sarà invece un crescendo di memorie e nuove suggestioni. Cuttaia proporrà la sua Nuova Cassata, un gioco di memoria e identità che reinterpreta il dolce più iconico dell’isola con leggerezza e modernità. La ricotta, resa vellutata da un filo d’olio, diventa veicolo per esaltare la mandorla del marzapane, in un equilibrio che modernizza la tradizione senza tradire la radice profonda. Per l’occasione l’iconico dessert di Cuttaia incontrerà una riduzione di Amaro Amara in un dialogo perfetto tra le note agrumate e amaricanti del liquore e la complessità del dolce simbolo della pasticceria siciliana, dando vita a un finale che racconta la Sicilia in modo autentico e sorprendente.

Poi toccherà a D’Angelo firmare il dessert principale, una Mousse allo yuzu accompagnata da gelato al sesamo nero, crumble al caffè, cacao e acqua blu, in cui la freschezza orientale incontra la profondità mediterranea. A chiudere la serata sarà la piccola pasticceria dello chef D’Angelo, accompagnata dall’inconfondibile firma di Amaro Amara. Non soltanto servito come rituale di fine pasto, ma protagonista di un dialogo creativo con le creazioni dolciarie: dalla cassata reinterpretata da Cuttaia ai petit four conclusivi. Un intreccio di aromi che, dal brindisi finale fino all’eco dei piatti, unisce i profumi degli agrumi etnei alla freschezza del mare di Taormina.

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