martedì, 17 Febbraio, 2026

Percorsi turistici, al debutto «Discovering Rural Sicily»

La presentazione di Discovering Rural Sicily

Dal Belice fino alla maestosità dell’Etna, per scoprire le terre del Barocco, ma anche le zone del nisseno e i peloritani. Sette Gal fanno rete per la prima volta e realizzano “Discovering Rural Sicily“, un percorso immaginario che “lega” queste zone della Sicilia alla scoperta di un’Isola lontana dalle solite mete turistiche, ma più vera e inesplorata. Ente capofila del progetto è il Gal Valle del Belice (Caltabellotta, Contessa Entellina, Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa).

Gli altri Gal coinvolti nell’iniziativa sono Gal Etna Sud (Mascalucia, Tremestieri Etneo, San Giovanni La Punta, Camporotondo Etneo e San Pietro Clarenza), Gal Terra Barocca (Modica, Ragusa, Ispica, Scicli, Santa Croce Camerina), Gal Terre di Aci (Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Valverde), Gal Terre del Nisseno (Campofranco, Villalba, Sutera, Sommatino, Serradifalco, San Cataldo, Riesi, Mussomeli, Montedoro, Milena, Mazzarino, Marianopoli, Delia, Caltanissetta, Butera, Bompensiere, Acquaviva Platani), Gal Valli del Golfo (Vittoria, Acate, Comiso, Gela), Gal Taormina e Peloritani (Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Forza d’Agrò, Furci Siculo, Gallodoro, Itala, Letojanni, Limina, Mandanici, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Rometta, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora,  Taormina,  Messina esclusivamente per le zone agrarie 5 e 6 (Contrade: Gesso, Salice, Castanea delle Furie, Massa San Giorgio, Massa San Giovanni, Massa Santa Lucia, Massa San Nicola, Curcuraci, Altolia, Molino, Giampilieri Superiore, Briga Superiore, Pezzolo, Santo Stefano Briga, Galati Sant’Anna, Galati Santa Lucia, Mili San Marco, Mili San Pietro, Larderia)).

Con loro anche il centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione. Il progetto è finanziato dal Dipartimento regionale siciliano dell’agricoltura. Tra i partner dell’iniziativa figurano l’assessorato regionale siciliano del turismo, l’assessorato regionale siciliano dei beni culturali, la federazione italiana Strade del Vino, Unpli Sicilia, l’osservatorio sul turismo delle isole europee, il Cnr Ismed.

La presentazione alla Bit di Milano

Il progetto è stato presentato in anteprima alla Bit di Milano. Alla conferenza, moderata da Daniela Scarsi, hanno preso parte, tra gli altri, Beatrice Briguglio, direttore e Roberto Garufi del Gal Taormina e Peloritani “Terre dei Miti e della Bellezza”; Giuseppe Trefiletti, presidente onorario Uras Federalberghi Sicilia; Marco Platania, docente di economia del turismo dell’università di Catania. “Le sfide di questo progetto sono tante – dice Marco Platania – ma il lavoro dei Gal è quello di creare una rete che funzioni per dare al turista ciò che si aspetta. Offrire sul mercato esperienze turistiche uniche collegate a un territorio fortemente identitario come la nostra Isola. La Sicilia è stata sempre ricercata per questa sua vocazione identitaria e la capacità di raccontare tradizioni e abitudini che ci caratterizzano. Da dopo il Covid questa tendenza è aumentata. Sarà importante, dunque, farci trovare pronti”. “Un’azione voluta dalla Regione siciliana per mettere i Gal in rete e promuovere i nostri territori in maniera sinergica – dice Beatrice Briguglio – Un’azione importante perché si concentra sul turismo rurale, un nuovo modo di presentare un’offerta turistica in Sicilia, di tipo esperienziale, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale. Il nostro Gal sta spingendo tantissimo sulla promozione. Siamo un territorio molto variegato che ha come punta di diamante la città di Taormina, una città dal turismo elitario e dai grandi numeri. Ma al suo interno ci sono territori meno conosciuti che hanno la necessità di essere immessi in questi circuiti per emergere. Un progetto che stiamo portando avanti insieme ad altri Gal e che ci può consentire di avere nella nostra Regione un turismo differente, dal punto di vista dell’offerta, ma molto attrattivo”.

Cos’è Discovering Rural Sicily

Un turismo sostenibile, con la valorizzazione dei beni culturali, ma soprattutto delle filiere produttive. Strade che collegano i vari comuni aderenti, per scoprire e approfondire la conoscenza di questi territori, spesso lontani dalle classiche mete. Un modo per “andare lenti”, conversare con gli abitanti del luogo e fermarsi a degustare le bontà enogastronomiche di questi luoghi. “I territori rurali soffrono della scarsa capacità di aggregazione del sistema turistico e produttivo a causa della dimensione ridotta delle imprese, della sottocapitalizzazione e della scarsa propensione alla cooperazione – dicono i portavoce di Discovering Rural Sicily – Ecco perché si è pensati a un sistema di aggregazione, per cooperare e costituire reti di collaborazione durature finalizzate allo sviluppo dei contesti locali con approccio partecipativo, prevedendo azioni comuni di offerte di servizi integrati, nonché percorsi di incontro, sinergie, confronto e scambio di esperienze tra i diversi territori associati a questa iniziativa”.

Nel “mare magnum” delle tante offerte turistiche, in Sicilia mancava quella dedicata a questo approccio “glocal”. Nonostante, secondo alcuni dati, in Sicilia i flussi turistici siano in costante ascesa, le mete più visitate rimangono quelle più tradizionali. Mentre vaste comunità, a volte anche molto prossime ai principali attrattori turistici, vengono completamente bypassate. “Abbiamo notato, però – proseguono da Discovering Rural Sicily – che sta emergendo un nuovo turista che dimostra una crescente preoccupazione per l’ambiente. Questo tipo di viaggiatore è più sensibile ai valori e alle identità culturali dei luoghi visitati. Ecco perché il turismo contemporaneo deve essere dunque economicamente redditizio, ambientalmente sostenibile e socialmente equo”. Le comunità locali, dunque, al centro di questo nuovo progetto che promuove un turismo attento alle ricadute sulla comunità locale e sull’ambiente con criteri di equità, consente al viaggiatore di riconoscersi nei valori fondanti la comunità di accoglienza, sostiene le filiere produttive e turistiche locali, promuove la valorizzazione delle tradizioni culturali locali e il rispetto ambientale, coinvolge e accompagna principali stakeholder e le comunità locale nel processo di sviluppo dell’offerta turistica sostenibile ed integrata.

Gli obiettivi

I Gal al centro di Discovering Rural Sicily dell’iniziativa. Il turismo “target” dell’iniziativa, quindi quello rurale, è improntato sulla qualità dell’offerta, e non sulla mera quantità dei numeri. “Il turismo ad alto carico antropico non è proponibile in contesti rurali di fatto sovrapponibili con le cosiddette Aree interne – dicono gli ideatori del progetto – Da un lato abbiamo il compito e il dovere di tutelare e salvaguardare le risorse materiali e immateriali del territorio e la qualità della vita delle comunità in esso insediate. Dall’altro dobbiamo assicurare la sostenibilità economica, ambientale e sociale di tutti i territori coinvolti”.

Nel sito che sarà presentato a breve, i turisti troveranno tutte le indicazioni sui percorsi da poter seguire, i luoghi in cui dormire o mangiare e le info utili, come l’accessibilità dei luoghi, dedicate a quei turisti che necessitano di maggiori attenzioni. Veri e propri pacchetti “pre-confezionati” che il turista potrà comodamente acquistare dal pc di casa sua. Questa fase è stata affidata a tour operator specifici. Nei prossimi mesi saranno attivati “viaggi-prova” per testare i percorsi e far conoscere, ad alcuni selezionati tour operator e influencer, le potenzialità dei pacchetti. Alcuni territori, inoltre, attiveranno una sezione espressamente rivolta ai “nomadi digitali” e a tutti coloro che, per lavoro o per scelta di vita, sono interessati a trasferirsi parzialmente o definitivamente in queste zone.

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