mercoledì, 6 Maggio, 2026

La Società Milano, il tempio dei cocktail delle meraviglie

Trovare un Bistrot Cocktail Bar dove sentirsi immediatamente a proprio agio, proprio nel centro di quella Milano che corre sempre (ma poi, dove arriva?), è più arduo del passaggio attraverso la cruna dell’ago del famoso cammello. Ecco perché La Società Milano, in via Panfilo Castaldi n. 19, il locale di Giulia Litrenta e Andrea Romanelli, è un’isola felice nel mezzo della bolgia milanese, dove rilassarsi sorseggiando cocktail circondati da pezzi di design, quadri e miniature di ET e Gremlins. 

Giulia Litrenta, ex carriera nell’immobiliare che conta, è una deliziosa padrona di casa, sorridente, solare, capace di raccontare ogni centimetro de La Società Milano, che considera quasi casa, dove ha messo il suo stile, oltre che il suo cuore. Certamente complementare e diversa da suo marito Andrea Romanelli, ottimo Chef (ha lavorato per Cannavacciulo a Villa Crespia), più serio all’apparenza, determinato e diretto come la sua cucina. Il nome del locale, La Società Milano, ci racconta di loro, e di ciò che hanno creato tra queste mura: un luogo democratico, dove ognuno è responsabile del benessere altrui. La Società, appunto.

Un po’ Isola che non c’è, un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie, l’atmosfera che si respira è tutt’altro che consueta, come i 120 Gin in selezione, e i cocktail preparati su misura. Provate a sfidarli, dando loro il vostro gusto, qualche elemento distintivo che vi caratterizzi al palato, e voilà, loro sapranno portarvi un Cocktail che vi calza a pennello. Con me è andata proprio così, e mi hanno stupita con una rivisitazione del Moscow of Mule con Gin, sciroppo allo zenzero, lime fresco e angostura: un’esplosione di gusto, con giusto equilibrio sulla parte alcolica, e lunga, meravigliosa persistenza. 

Il gioco si fa serio, quando si passa al foodpairing coi cocktail, pratica maledettamente difficile, se non se ne conoscono le regole. Anche in questo caso Giulia e Andrea vincono con sapienza negli accostamenti, e con una cucina dai sapori chiari, senza mezze misure, che piace proprio perché ogni elemento rimane sé stesso senza travestimenti. 

Ottimi i Bigoli con stracotto d’anatra su crema di patate allo zafferano, sia per la consistenza della pasta, al dente per 12 minuti di cottura, che per la quantità del condimento, che c’è, si sente, e di cui si può far scarpetta (Deo gratias!). Il cinghiale al dolceforte su crema di finocchio, cioccolato e cialda di polenta, è un’altra bomba gustativa, a dire dello Chef Andrea Romanelli, più delicata in questo menù estivo, rispetto alla versione invernale, che a questo punto bisogna assolutamente provare. 

In chiusura ci sono i dolci, alcuni preparati al momento, come il Tiramisù, con una coreografia piacevolissima, fatta con maestria dal personale di sala, tra tazzina del caffè, moka e lingotto di cioccolato. Il gusto poi, degno della danza a cui avete assistito. 

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