domenica, 26 Aprile, 2026

La scheda: Arianna Occhipinti, il trionfo dei vini delle terre rosse di Vittoria

Nata nel 2004 in contrada Fossa di Lupo, si è pian piano estesa ad altre zone fortemente vocate. Il lavoro della fondatrice è riconosciuto a livello internazionale. Vanta dieci etichette con distribuzione in 60 paesi e una produzione annua di circa 160.000 bottiglie

L’azienda agricola Arianna Occhipinti nasce nel 2004 a Fossa di Lupo, contrada a grande vocazione vitivinicola nel territorio di Vittoria, in Sicilia. Un luogo magico dove la terra, che la sera si colora di rosso ed è pettinata dal vento che arriva dagli Iblei, si appoggia da un lato su una strada: la SP 68.

Una strada provinciale come tante, ma con una storia speciale. Un tempo era di pietra, stretta poco più di un sentiero; tremila anni fa collegava Gela a Kamarina, percorreva come oggi le strade del Cerasuolo di Vittoria e da Caltagirone proseguiva per Catania e Lentini. Lì, stretta tra cielo e terra, la linea di quella strada segnava anche il destino di questa azienda. Al primo ettaro di terra, accanto al palmento di Fossa di Lupo, ne sono seguiti altri. L’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Pettineo, Bastonaca, Santa Teresa, Serra d’Elia, Santa Margherita.

«Un percorso – si legge sul sito dell’azienda – che abbiamo accompagnato passo dopo passo, con la consapevolezza che sotto le sabbie rosse di Vittoria, si nascondesse qualcosa di speciale, il calcare, il tufo, il gesso che negli anni abbiamo cercato di fare esprimere sempre più nei vini». A Bombolieri la vigna spazia e s’ingobbisce sullo zoccolo calcareo della contrada, le viti sono di venti e più anni, e la corte su cui affaccia la cantina riesce a intrappolare tutta la forza solare degli Iblei.

«Mai come in questo approdo – spiega Arianna Occhipinti, la fondatrice dell’azienda, alla quale ha dato il suo nome – mi sento di aver percorso una strada coerente. Mai come oggi percorrendo le diverse contrade sino a Santa Margherita a Chiaramonte Gulfi, sentiamo di portarci dietro passato e futuro allo stesso tempo. La nostra SP 68 era la più antica strada del vino mai attestata». Generazioni e generazioni di contadini si erano messi in marcia per portare il loro vino fino alla costa. «Ci sentiamo custodi di questi paesaggi agricoli, consapevoli della nostra tradizione agricola e volgendo comunque il nostro sguardo al futuro», si legge semore sul sito.

La filosofia produttiva Occhipinti si basa su pratiche agricole biologiche, biodinamiche e naturali in genere, e metodi di vinificazione naturale sia nei vigneti che in cantina, percependo territorio, vignaiolo e agricoltura come un unico movimento. Per Arianna, il vino deve essere autentico, racconto del territorio, delle stagioni e della personalità di chi lo produce. La superficie vitata totale conta oggi 40 ettari di vigneto e la produzione vinicola comprende 10 etichette, con particolare attenzione ai vini di contrada, che esprimono le caratteristiche dei singoli territori. Oltre al vino, l’azienda produce olio e, con l’obiettivo di conservare e tutelare la biodiversità e l’equilibrio tra piante, animali, piccoli organismi e la natura in genere, viene coltivato grano Tumminia – antica varietà autoctona siciliana – alberi da frutto come pere, arance, mandarini e cedri, e capperi selvatici dei Monti Iblei per un totale di circa 26 ettari, affiancati da 1.500 metri quadrati di orto, intervallati da mandorli e carrubi. La produzione di farina, pasta, biscotti, succhi, marmellate e confetture va a comporre la linea di prodotti Orto&Dispensa, trasformati in collaborazione con artigiani locali.

Il lavoro di Arianna Occhipinti è riconosciuto a livello internazionale, con distribuzione in 60 paesi e una produzione annua di circa 160.000 bottiglie, distribuite in 60 Paesi del mondo, nei cinque continenti. La guida ai vini di Sicilia del Giornale di Sicilia da anni include l’azienda vittoriese tra le cantine top dell’Isola.

Nata a Marsala e cresciuta a Vittoria, Arianna Occhipinti eredita la passione per la vigna dallo zio Giusto, fondatore dell’azienda agricola Cos, e l’amore per la campagna e l’attitudine progettuale dal padre, l’architetto Bruno. Il primo incontro con il mondo del vino avviene a 17 anni, quando accompagna lo zio Giusto al Vinitaly e ne rimane affascinata. Studia Viticoltura ed Enologia all’Università di Milano e durante il percorso di studi matura l’idea che l’unico vino possibile è il vino naturale: un vino «umano», espressione pura del territorio di provenienza, e la cui identità e originalità va preservata il più possibile. Dopo essersi laureata e aver viaggiato per le cantine d’Europa, sente il bisogno di tornare in Sicilia spinta dal desiderio di investire sulla sua terra e i suoi vigneti. Nel 2004 avvia la sua azienda a partire da un ettaro di terreno coltivato a Nero d’Avola e Frappato accanto al palmento di Fossa di Lupo, cui segue negli anni il recupero di piccole vigne nelle altre contrade.

Prima di fondare l’azienda, nel 2003, in una lettera scritta al critico Luigi Veronelli, Arianna Occhipinti aveva reso omaggio alla terra e preso posizione contro la «falsa enologia appesantita da un evidente piede industriale», facendosi conoscere nel panorama enologico nazionale. In seguito, nel 2012, un articolo di Eric Asimov sul New York Times la lancia come figura di spicco del vino naturale a livello globale. Nel 2013 esce il libro Natural Woman. La mia Sicilia, il mio vino, la mia passione, edito da Fandangoin cui Arianna racconta la sua storia e la sua visione del vino. Il libro ha rappresentato un momento di riflessione e di racconto dei primi dieci anni di attività dell’azienda.   

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