giovedì, 11 Giugno, 2026

Grandi firme a Palermo per la cena benefica «A Lume di Stelle»

Gli chef e la brigata di cucina di A Lume di Stelle

Alta cucina, arte e beneficenza sono stati i protagonisti della seconda edizione di «A Lume di Stelle», la cena-evento benefica organizzata da Mag, Master Academy Antonino Galvagno e andata subito sold out. Quest’anno, per la cena, sono stati scelti gli eleganti saloni di Palazzo Sant’Elia, in via Maqueda 81 a Palermo e la mostra dell’anno «Pinakothek’a» con la straordinaria collezione Elenk’Art. Si è cenato, dunque tra le opere d’arte in esposizione, in un’atmosfera di elegante esclusività.

Ai fornelli alcune tra le più prestigiose firme stellate della cucina e della pasticceria siciliana e nazionale che, per l’occasione, hanno realizzato i loro piatti in un luogo decisamente insolito. Gli ospiti della cena, infatti, hanno avuto la possibilità di sedere attorno a tavoli sistemati nelle sale in cui è allestita «Pinakothek’a», la mostra che mette insieme oltre duecento opere della collezione Elenk’art – da Cagnaccio a Guttuso, da Christo e Jeanne-Claude ad Arienti – nata da un’idea condivisa fra Fondazione Sant’Elia, Città Metropolitana di Palermo ed Elenka, curata dagli storici dell’arte Sergio Troisi e Alessandro Pinto e che, in sei mesi, è stata visitata da oltre 9 mila persone.

Cornice di una seppia di Pino Cuttaia

«A Lume di Stelle» è stata anche una serata all’insegna della beneficenza, che ha permesso di acquistare due carrelli pediatrici di emergenza con sistema Broselow che consente, tramite colori differenti dei cassetti che corrispondono ad altezze e pesi diversi dei pazienti, di determinare ed individuare con rapidità il dosaggio di un farmaco da somministrare al bambino. I carrelli saranno donati all’associazione Aslti Odv «Liberi di crescere», attiva presso l’unità operativa di Oncoematologia pediatrica dell’Arnas Civico (Padiglione 17C – Maurizio Ascoli).

La risata del gambero di Gaetano Trovato

Ai fornelli, per dar vita al menu protagonista della serata, gli chef Pino Cuttaia del ristorante La Madia, 2 stelle Michelin a Licata; Gaetano Trovato del ristorante Arnolfo, due stelle Michelin a Colle Val d’Elsa; Nino Di Costanzo del ristorante Danì Maison, due stelle Michelin ad Ischia; Giuseppe Amato, best pastry chef al mondo 2018 e direttore dell’Accademia Mag; Vincenzo Abagnale, executive pastry chef del San Domenico Palace Taormina, a Four Seasons Hotel.

Bufala in Sicilia di Nino Di Costanzo

«Queste cene, per noi, sono una straordinaria opportunità per coniugare arte e cibo, presenza sul territorio e solidarietà – ha affermato il direttore della Mag Giuseppe Amato -. Vogliamo ringraziare tutti gli ospiti che con la loro presenza hanno permesso il successo della serata e tutti gli amici chef che si sono uniti a noi per dare forza al nostro lavoro. Con l’aiuto di tutti, abbiamo dato il nostro piccolo contributo per dar vita ad un momento di bellezza e solidarietà a Palermo».

La riberina pannosa limonata di Giuseppe Amato

Ad aprire la cena è stato il benvenuto dello chef Francesco Palumbo con i suoi «Finger di rosticceria siciliana». Quindi si è entrati nel vivo con l’antipasto «Cornice di una seppia» (seppia, mandorle, limone e umami di nero di seppia) di Pino Cuttaia. Il primo piatto con la firma dello chef Gaetano Trovato è stato «La risata del gambero» (riso carnaroli, zafferano, gambero rosso di Mazara e zucchine in fiore). Al secondo ha pensato lo chef Nino Di Costanzo con «Bufala in Sicilia» (guancia di bufalo al Nero d’Avola e miele, patate al latte). Il pre dessert «La riberina pannosa limonata» (gel di fragola con crema di panna cotta e gelato alla crema di limone) è stato affidato a Giuseppe Amato. Vincenzo Abagnale ha realizzato il suo dessert «Fichi in nero» (composta di fichi con gelatina di foglie di fico e gelato al sesamo nero). I petit four di Nino De Pasquale, hanno concluso la serata in dolcezza. In abbinamento ai piatti, sono stati serviti i vini dell’azienda Tasca D’Almerita, mentre per l’aperitivo, le bollicine offerte dalla cantina Casa Grazia.

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