venerdì, 13 Marzo, 2026

Da Menfi all’Etna, così Renzo Barbera ridisegna il futuro di Tenuta Stoccatello

Quella di Tenute Stoccatello è una storia centenaria. È il 1923 quando viene piantato il primo vigneto di Catarratto nella valle del Carboj, areale di rara bellezza e fecondità che si estende nell’estremo sud della valle del Belìce. Bisogna però attendere il 1963 prima di vedere nascere nel territorio di Menfi l’odierna Tenuta Stoccatello, azienda nella quale oggi è Renzo Barbera, omonimo del nonno, a dedicarsi agli oltre 50 ettari vitati e all’imbottigliamento dei vini Avvocà (Nero d’Avola) e Animi (Grillo).

L’azienda, che dal 2012 opera in regime biologico, produce 16mila bottiglie l’anno (10mila per il Grillo e 6mila per il Nero d’Avola), ma l’intenzione di Renzo Barbera è quella di crescere progressivamente. Esattamente come ha fatto dal 2007 ad oggi, puntando su vini autenticamente territoriali capaci di valorizzare intelligentemente le enormi ricchezze dell’areale belicino. La composizione prevalentemente calcarea dei suoli, il clima mite dell’alta collina (i vigneti si trovano a circa 400 metri sul livello del mare) e la cura nella vinificazione si combinano in queste due etichette che hanno sin da subito trovato un riscontro importante tra gli amanti dei grandi classici siciliani.

Avvocà, il Nero d’Avola secondo Tenuta Stoccatello

Chiamato così da Renzo Barbera in onore del nonno, Avvocà è un Nero d’Avola di buona struttura che non tradisce le attese. Un rosso equilibrato, in qualche modo moderno per essere un Nero d’Avola, che si propone come buon accompagnamento di carni rosse e portate dai sapori decisi. Un rosso della tradizione che, nonostante il passaggio in barrique, mantiene una bella freschezza.

Animi è un Grillo in purezza che si distingue per una grande freschezza e la capacità di coniugare nel calice tutte le virtù dei bianchi della Sicilia sud-occidentale. Un bianco coerente, tra naso iconico e sorso diretto e piacione. A caratterizzare Animi, neanche a dirlo, è la sua spiccata mineralità e la sua tendenza sapida che raccontano di un vino pensato, costruito e proposto per rappresentare al meglio il territorio. Un vino davvero completo.

La novità dell’Etna, ecco il rosato

Oltre a Menfi, adesso, c’è anche la scommessa sull’Etna. Un ettaro e mezzo in contrada Passopisciaro dedicati al Nerello Mascalese che Renzo Barbera ha voluto vinificare in rosato. Parliamo di un Etna doc proposto in sole 1200 bottiglie che vuole rappresentare un punto di partenza per un incremento qualitativo delle etichette. Il rosa particolarmente tenute non tradisce la giovane età del vino, ma le premesse per un’evoluzione positiva ci sono tutte: profumi convincenti e sorso deciso.

Il futuro di questa bella azienda di famiglia, tirata su oltre 100 anni fa e condotta ancora adesso con la stessa passione e lo stesso rispetto di un tempo, è proprio il caso di dirlo, ci appare davvero roseo.

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