mercoledì, 10 Giugno, 2026

Borghi dei Tesori, tre i weekend: ecco cosa c’è da visitare

Dal museo militare nella Casamatta di Custonaci alle memorie del terremoto di Montevago. A Piana degli Albanesi è possibile visitare il laboratorio del cannolo, a Partanna scoprire la preparazione della vastedda del Belice

L’edizione 2026 di Borghi dei Tesori Fest, coordinata da Michele Ruvolo, conferma il periodo di tarda primavera, weekend in cui i borghi paiono abitare tutti in giardini naturali. Anche quest’anno i Comuni si passeranno il testimone da un weekend all’altro. Il festival è stato presentato stamattina (29 aprile) a Palermo dalla presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, che lo organizza assieme all’associazione Borghi dei Tesori. L’iniziativa è giunta al suo sesto anno.

I venticinque borghi

Si inizia il 9 e 10 maggio (sabato e domenica) per raggiungere Alessandria della Rocca, Burgio, Caltabellotta, Balestrate, Delia, Piana degli Albanesi. Il weekend successivo (16 e 17 maggio) toccherà a Calatafimi Segesta, Camporeale, Centuripe, Custonaci, Ganci, Geraci Siculo, Montelepre, Petralia Soprana. Infine il terzo e ultimo fine settimana (23 e 24 maggio), ecco scendere in campo Bisacquino, Cassaro, Chiusa Sclafani, Frazzanò, Giuliana, Licodia Eubea, Montevago, la new entry Partanna, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro. Venticinque in tutto i borghi dell’edizione 2026, Partanna la new entry. Ovunque ad attendere i visitatori, ci saranno giovani innamorati dei borghi, animati dalla voglia di mostrare, raccontare, rendere viva ogni esperienza. Il loro coinvolgimento fa parte del processo di rigenerazione sociale e di riappropriazione identitaria che Le Vie dei Tesori conduce insieme con i Comuni.

Primo weekend: 9 e 10 maggio

Il festival sarà un incrocio tra luoghi, esperienze e passeggiate alla scoperta dei centri storici o dei siti naturali nelle immediate vicinanze. Nel primo weekend – sabato 9 e domenica 10 maggio – Alessandria della Rocca è pronta a raccontare la storia della cieca Angelina ma soprattutto condurrà una visita sensoriale tra profumati origaneti. Si scopre come si fondono le campane a Burgio, dove torna visitabile dopo anni la chiesa di San Giuseppe, considerata la Cappella Sistina di Sicilia. Caltabellotta apre l’eremo di Santa Maria di Montevergine, esempio di convivenza pacifica: c’è uno splendido Crocifisso molto venerato dalla comunità. A Delia, nel cuore dell’Isola, si cucinano le dolci Cuddrireddri delle castellane, si scoprono antichi mulini e si applaudono i famosi sbandieratori nell’antico castello trecentesco. A Piana degli Albanesi non poteva mancare un laboratorio sul cannolo, ma si possono anche visitare le chiese di rito bizantino e la ghost town di Borgo Schirò con Ascosi Lasciti. Balestrate, infine, si perderà tra vini dolci e cantine ambiziose, ma riserva una sorpresa ai golosi, ovvero i laboratori artigianali di gelato.

Secondo weekend: 16 e 17 maggio

Nel secondo fine settimana (sabato 16 e domenica 17 maggio) si parte da Custonaci, dove, mimetizzata nella montagna, c’è una casamatta trasformata in un vero museo militare colmo di memorabilia; ma si scende anche nella grotta della clava (tra i must dello scorso anno) con gli speleologi del Cirs; si raggiunge una cava di marmo dismessa del Cerriolo; e un monumento di archeoastronomia, la Porta del Sole. A Calatafimi Segesta si visita uno dei bagli di produzione del Marsala dei Florio e si comprende la simbologia dei pani votivi dei Ceti del Santissimo Crocifisso.

Vi racconteranno che il papà di Silvana Mangano, la famosa «mondina» di Riso Amaro, era di Petralia Soprana e l’attrice a 13 anni passò a casa della nonna i mesi in cui l’Italia combatteva: la ricorderà Mario Sabatino, memoria novantenne di Petralia, attraverso foto e documenti conservati alla biblioteca Frate Umile (che è già uno luogo dell’anima arroccato sui monti). Sempre sulle Madonie si resterà di stucco davanti allo Spasimo di Sicilia e alla cripta dei preti imbalsamati a Gangi, dove c’è la bottega di Fabrizio Fazio, uno dei pochissimi costruttori di tamburi a cornice, tammorre, tamburi medievali e imperiali. Invece, si conteranno i conventi a Geraci Siculo, attraversata da una passeggiata alla scoperta dei vicoli fioriti. A Montelepre vi spiegano che la pasta all’antica… non è pasta ma un dolce prezioso. A Camporeale, dove la salsiccia è un’arte, i salumi sono da premio e le cantine producono vini da competizione. Un salto verso Oriente ed ecco Centuripe, dove un artista di oggi dialoga perfettamente con il passato e spiegherà cosa è la stranissima «decorazione ferrugginosa a pelo».

Terzo weekend: 23 e 24 maggio

Nel terzo e ultimo weekend – sabato 23 e domenica 24 maggio – la scelta dei visitatori sarà parecchio ardua perché i borghi coinvolti sono tanti: a partire da Partanna, che partecipa al festival per la prima volta e apre chiese e santuari, conta le maioliche delle sue torri, pedala in e-bike ma soprattutto conduce a pranzo tra i contadini, a gustare ricotta e vastedda preparate dai pastori. Sui Sicani, tre comunità hanno deciso di costruire un unico itinerario teatralizzato sul filo dei miracoli, immerso in tesori d’arte: dal dialogo notturno tra una donna e un piccolo Crocifisso che risponde tra guarigioni e prodigi a Chiusa Sclafani, alla rievocazione del miracolo della Madonna del Balzo (1664) a Bisacquino, alla guarigione dal colera nel 1837 grazie alla Madonna dell’Udienza a Giuliana. Poco lontano si conteranno i dolci petali di una specialità delicato e fragrante come il Fiorello di San Mauro Castelverde. A Prizzi si conteranno gli archi di pietra immersi tra i vicoli arabi e i costumi dei famosi «diavoli».

A Montevago si potranno ripercorrere le memorie del terremoto fino ai ruderi della Matrice appena messi in sicurezza e valorizzati con un intervento che ha portato alla luce cripte e scale che erano rimaste sotto le macerie. Oppure scoprire la vista mozzafiato sulla Valle del Belice da Villa di lu Chiuppo. A Sant’Angelo Muxaro ci si muoverà tra affascinanti cavità naturali e il museo archeologico con i suoi ori.

Saltando sul lato orientale dell’Isola, ecco la minuscola Cassaro che si muove tra memorie quotidiane di due secoli fa, racconta la sua storica «banda» e cerca i mulini ad acqua lungo il corso dell’Anapo, ma soprattutto conduce con Ascosi Lasciti ad un altro sito fantasma, Borgo Rizza. Licodia Eubea invece rende omaggio all’affresco commovente della Crocifissione nella Grotta dei Santi, e conduce alla scoperta del borgo. Infine, Frazzanò, dove ogni chiesa è medievale, il monastero basiliano è un vero colpo d’occhio arroccato sulla montagna, ma è stato anche recuperato un antico palazzo con affreschi, trompe l’oeil, arredi e salotti da conversazione.

Come partecipare

Le Vie dei Tesori ha messo a disposizione dei festival dei Borghi l’efficienza di una rete già consolidata e l’esperienza organizzativa di una manifestazione che quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni ed è tra le più importanti rassegne di valorizzazione e rigenerazione culturale del Paese. Borghi dei Tesori Fest è smart e digitale, con un unico coupon valido per le visite in tutti i luoghi – esperienze e passeggiate hanno un coupon dedicato – che apriranno le porte. Come nel Festival delle città, un coupon da 18 euro varrà per 10 visite, un coupon da 10 euro per 4 visite; meglio prenotare, soprattutto per le degustazioni. I coupon saranno disponibili sulla piattaforma delle Vie dei Tesori e negli infopoint in ciascun borgo. Schede dei diversi luoghi, esperienze e passeggiate nei borghi, e tante curiosità su www.leviedeitesori.com.

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