sabato, 15 Agosto, 2026

Vinitaly 2023, Sostain presenta la sostenibilità made in Sicily tra buone pratiche e sinergie

Si è svolto in un’affollata sala Respighi del Palaexpo della Fiera di Verona, nel corso del Vinitaly 2023, un appuntamento dedicato ai principi e ai progetti di viticoltura green messi in pratica sull’isola grazie al protocollo SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura in Sicilia, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e da Assovini Sicilia.

Il talk “SOStain, la sostenibilità made in Sicily”, organizzato dalla Fondazione SOStain Sicilia e moderato dal conduttore televisivo Federico Quaranta, è stato infatti un momento di confronto e condivisione sui temi dello sviluppo sostenibile delle cantine aderenti al programma.

Ad aprire il Forum Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, che ha sottolineato come la Sicilia sia il simbolo più potente e la migliore ambasciatrice nel mondo del valore della sostenibilità. Successivamente Fabio Piccoli, direttore editoriale di Wine Meridian, ha riportato alcuni dati di rilievo a partire dalla crescita esponenziale del mercato dei vini da viticoltura sostenibile nelle sue varie “versioni” pari quasi al 168% nell’ultimo decennio.

Alberto Tasca, Presidente Fondazione SOStain Sicilia, ha percorso un bilancio  dei risultati sin qui raggiunti a 2 anni dalla nascita della Fondazione. “Eravamo pochissimi quando siamo partiti e in poco tempo sono diventate 37 le cantine associate alla Fondazione SOStain Sicilia – ha sottolineato – tra queste 22 sono già certificate, per 5.131 ettari di superficie vitata e 20.229.200 bottiglie. Queste realtà condividono la volontà di sperimentare buone pratiche finalizzate al rispetto dell’ecosistema, nella valorizzazione della biodiversità e nella creazione di un modello produttivo virtuoso”. 

Lucrezia Lamastra, coordinatrice del Comitato Scientifico Fondazione SOStain Sicilia, ha poi aggiunto: “C’è un fil vert che unisce i 10 requisiti minimi di SOStain, composto da quattro visualizzazioni: quella della bilancia, necessaria per misurare la propria impronta ma anche per avere il senso della misura, dal peso della bottiglia all’uso di energia, fino al limite alla solforosa. Quella della natura, che rimanda all’importanza della cura dell’ambiente, dalla gestione del vigneto, al divieto del diserbo chimico, così come l’utilizzo di materiali eco compatibili nel vigneto. Quella della Sicilia, protagonista di un un programma nato in Sicilia, per la Sicilia. Quella del patto, alla base di un accordo di collaborazione/condivisione tra le aziende, il comitato scientifico e i consumatori”.

Successivamente un panel di interventi dedicati a progetti emblematici e collaborazioni:

-“La bottiglia 100% Sicilia”, a cura di O-I, azienda leader nella produzione di contenitori in vetro. Grazie all’impulso della Fondazione SOStain Sicilia, si è concretizzato il progetto “100% Sicilia”, nato dall’unione di O-I Italy e da Sarco Srl, azienda siciliana che opera nel settore dei servizi ambientali e dei rifiuti: un’iniziativa che mira alla produzione di una bottiglia leggera, in grado di abbattere le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto del vetro, poiché prodotta interamente in Sicilia con il 90% di vetro riciclato proveniente unicamente dalla Regione. Nello specifico, infatti, la materia prima è di provenienza siciliana, le bottiglie sono prodotte in Sicilia, vendute successivamente sul territorio e riempite con vino siciliano in modo da compiere un esercizio completo di Closed Loop Economy.

“Il nostro obiettivo è quello di realizzare programmi concreti e studiati ad hoc per la riduzione dell’impatto ambientale; – ha affermato Ernesto Ghigna, European Wine Marketing Manager di O-I” – Questo progetto prevede che tutto il vetro raccolto in Sicilia arrivi allo stabilimento di Marsala, il luogo dove verrà poi impiegato per una produzione sostenibile e in linea con i parametri della Circular Economy”.

– “Una seconda vita per i tappi della aziende SOStain” è la nuova collaborazione con Amorim Cork Italia, realtà leader nella produzione dei tappi di sughero, pioniera della “giustizia sociale” per una gestione di valore del capitale umano, da decenni modello anche in materia di sostenibilità ambientale e culturale. L’azienda propone la raccolta di tappi in sughero usati e i tappi ridotti in granina daranno vita a mobili di design della collezione Suber. Una parte del ricavato verrà donato a un’associazione no profit del territorio siciliano.  Il progetto originario si chiama ETICO ed è attivo in varie regioni da oltre dieci anni. “In Amorim rivolgere lo sguardo al futuro – ha sottolineato Carlos Veloso do Santos, Amministratore Delegato – significa stringere una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura. Da un lato, questo significa intercettare gli oltre 800 milioni di tappi in sughero che ogni anno vengono gettati nella spazzatura. Dall’altro lato, significa anche diffondere una cultura e una consapevolezza della sostenibilità. Si pensi che a partire dal progetto ETICO arriviamo a generare la perfetta economia circolare: si supportano le onlus aderenti e si offre una seconda vita al tappo che diviene granina usata nella linea di design Suber. Accento vigoroso è anche quello che mettiamo sulle risorse umane, con tantissime iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa nella grande famiglia Amorim. Per noi il benessere aziendale è la chiave del successo: ce lo ha riconosciuto la certificazione Family Audit e ora abbiamo avviato il percorso per diventare una Organizzazione Positiva, orientata a rendere felici, oltre che i clienti, anche dipendenti e collaboratori quando sono in azienda”.

– “EduSOStain”, nato dalla collaborazione con la Fondazione Allianz UMANA MENTE, seguendo la volontà di offrire opportunità di crescita formativa e professionale nel settore agricolo per soggetti vulnerabili e garantire uno sviluppo socio-economico sostenibile. In partnership con le cantine e con due organizzazioni non profit di Palermo, un gruppo di persone con disagio psichico e alcuni minori a rischio di emarginazione sociale saranno coinvolti in attività formative, finalizzate all’acquisizione di conoscenze e tecniche riguardanti l’agricoltura sostenibile. Questa prima fase propedeutica troverà concreta applicazione con l’allestimento e la cura quotidiana di un orto sociale e biologico, e con la gestione di un punto vendita.  

“L’incontro tra le Fondazioni ha dato vita a un rapporto di collaborazione per la formazione in campo dell’agricoltura sostenibile e per la realizzazione di un orto urbano. Un progetto sviluppato a partire dal modello dell’Orto Felice – l’orto sociale avviato nel 2012 dalla Fondazione Allianz UMANA MENTE a Borgo San Felice, in Toscana – replicato a Palermo con diverse realtà del mondo non profit e un gruppo di aziende vitivinicole, che hanno deciso di lavorare all’unisono per favorire l’equità sociale e l’integrazione di persone a forte rischio di emarginazione. Una sinfonia di soggetti che hanno deciso di puntare sulla sostenibilità e sulla bella terra siciliana, con l’obiettivo di voler fare la differenza”. 

“La sostenibilità fa bene allo sviluppo economico della Sicilia” è stato invece il titolo dell’intervento a cura di Unicredit. “La sostenibilità – sottolinea Salvatore Malandrino, Responsabile Regione Sicilia di UniCredit Italia – è un elemento fondamentale del nostro modello di business e i fattori ESG sono sempre più integrati in tutte le attività della banca, con obiettivi ambiziosi e soprattutto con un monitoraggio concreto da parte del Top management. UniCredit sostiene il settore del Vino con un’offerta dedicata, proprio a conferma dell’attenzione verso un comparto di eccellenza del sistema produttivo del Paese: One4Wine, un’offerta di prodotti e servizi a 360° per il settore vitivinicolo, una gamma di soluzioni dedicate e studiate per offrire un sostegno concreto alla crescita e all’internazionalizzazione di ogni azienda della filiera”.

Tra i progetti presentati, anche quello realizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini DOC Etna, per incentivare anche le piccole aziende del territorio etneo a misurare il proprio livello di sostenibilità e ottenere la certificazione SOStain.

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