mercoledì, 6 Maggio, 2026

Agrumi e pepe rosa per l’ultima arrivata del progetto birra a firma Costanza

Grano Perciasacchi, bucce di agrumi di Sicilia, bacche di sommacco e bacche di pepe rosa: sono gli ingredienti dell’ultima arrivata nella famiglia delle birre a firma Villa Costanza. Il suo nome è Birra PortoCostanza, dal nome di uno dei ristoranti della filiera del gusto Costanza a Palermo. Si tratta di una Pale Ale in stile siciliano che va a completare l’offerta, ricercata e identitaria, di birre artigianali: «L’idea di creare una birra a marchio Villa Costanza nasce dalla passione per questa bevanda – racconta Marco Durastanti, proprietario assieme alla sorella Costanza – ma anche e soprattutto dalla volontà di mettere insieme piccoli produttori siciliani dando vita ad una rete virtuosa interamente locale con una ricaduta economica reale». 

Il progetto di birra Costanza, che porta con sé storie e territori, nasce con una Pale Ale, Bionda Costanza, il cui ingrediente autoctono aggiunto nella cotta sono le bucce di mandarino tardivo di Ciaculli. Grano russello, uva passa di Pantelleria e carrube secche sono invece gli ingredienti che danno vita alla Birra Rossa Costanza, mentre la manna delle Madonie dà vita ad una Lager, la Birra Bastione & Costanza. Un gusto per ogni palato e per ogni abbinamento possibile insomma ma quello con la pizza rimane il più quotato.

«Il nostro obiettivo è la valorizzazione del territorio, della filiera corta, della genuinità dei prodotti. Questo ci ha portato anche all’autoproduzione non solo della birra ma anche del vino, con tre etichette, di un amaro e dei prodotti della terra del nostro orto che proponiamo nei menù dei nostri ristoranti», aggiunge Marco.

Una produzione di nicchia ma funzionale ad una crescita circolare del territorio e che è garanzia di qualità per gli avventori. E se il progetto birra al momento sembra essere stato completato, il traguardo più vicino riguarda il mondo dei distillati: «Stiamo definendo la produzione – anticipa Marco –  di un amaro più secco per soddisfare il gusto di chi ama i sapori più forti. Il nostro amaro è frutto delle erbe del nostro orto, ovvero carciofo, cardo selvatico, cicoria e alloro. Ne proporremo un altro dove stiamo cercando di ridurre al minimo i residui zuccherini». Toccherà ancora aspettare qualche mese ma “entro l’estate dovrebbe essere pronto”, garantisce Marco.  

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