«Quest’anno la vendemmia nel versante occidentale dell’isola si sta dimostrando ottima»: è quanto afferma Diego Cusumano, insieme al fratello Alberto, alla guida dell’omonima cantina vinicola. «L’uva che stiamo raccogliendo è matura, sana con dati organolettici perfetti, il che ci fa ben sperare per l’annata. Ovviamente – continua il produttore – la vigna ha prodotto di meno, a causa del clima che quest’anno, soprattutto in Sicilia, ha raggiunto condizioni termiche ed idriche estreme per la campagna, oltre che per l’uomo».
Meno uva, ma migliore. «La vendemmia – si rallegra Diego Cusumano – si sta dimostrando eccellente in qualità, in particolare per i nostri vigneti radicati in montagna come ad esempio la nostra tenuta Ficuzza e la tenuta Castelluzzo sull’Etna, che grazie all’altitudine hanno saputo resistere al caldo estremo di quest’anno. Noi siamo, lo dico tra virgolette, fortunati perché la nostra lungimiranza ci ha fatto fare i giusti passi nel passato, con adeguate strategie caratterizzate però da importanti investimenti nella vigna e nella vite, ma se la politica non interviene con un piano pluriennale, ragionato, concertato con i produttori che ne devono essere parte attiva, il futuro, si pensi soltanto ai moltissimi piccoli vignaioli che ovviamente non hanno la possibilità di investire oltre la capacità della loro dimensione, è grigio».
Cusumano ricorda che «il vino è uno degli aspetti più caratterizzanti del made in Italy» e rilancia «la necessità – si legge in una nota dell’azienda – di un’azione forte da parte di tutto il sistema-Paese a difesa e sostegno della filiera vitivinicola tutta, che si traduca concretamente e per davvero, oltre le parole, in un’urgente strategia comune, concordata e dettagliata nei successivi step, nella quale lo Stato immetta denari e risorse e magari allenti il gravame della burocrazia».





