sabato, 27 Giugno, 2026

Sang del Pais 2020, un rosso francese fuori dagli schemi

La Francia fa così tanti grandi vini, che alcune uve le regala agli altri (Malbec) e altre invece le dimentica. È il caso, ad esempio, del Fer Servadou. Chi di voi ne ha mai sentito parlare? Siamo nel sud ovest, una sorta di New Mexico francese, luogo fuori dai radar, dal monopolio di air bnb, dai bistrot con il salmone in crosta e l’avocado toast. Insomma, posti in cui vivere, dove essere felici, forse.

Una Aop, Marcilliac, di quelle indie (la fanno solo 5 produttori) che piacciono a quelli che fanno tardi. Un’uva di quelle che amo, schietta e appagante, diretta ma complessa, semplice ma mai banale, che ci ricorda come dovrebbe essere la vita, sempre.

Sì, questo Sang del Pais, vino dal nome esistenzialista, è uno di quelli che ci ricorda che il vino è prima di tutto emozione (liquida), appagamento dei sensi e felicità a momenti, come cantava Carotone. Una visiva intensa, violacea, criptica, un naso di frutta rossa e note ferroviarie, ferrose, viaggiatrici. Al palato beojoulaisgeggiante, ma con stile, un peso medio, diranno quelli amano la boxe, ma con l’agilità di un welter.

Un vino per quelli che bevono il vino anche perché hanno sete. Un vino per quelli che cercano in una bottiglia un’emozione fuori dagli schemi e la storia di un luogo. Fuori dall’hype plutocrate del Bordeaux e dalla coolness da Salone del Mobile della Borgogna in rosso. Un vino da bere solo perché ti piace e perché ti va, senza pretendere di restare.

Appagante in modo semplice ma eterno, come una notte d’amore tra sconosciuti. De bere in quelle notti lì in cui si fa così tardi che poi diventa presto. Un rosso da ore piccole, ma da grandi emozioni. Io lo bevo ascoltando la prima hit del 2022: Drunk Text Me. Lei si chiama Lexi Jayde, fresca, diretta e indimenticabile, indie come questo rosso da Marcillac.

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