martedì, 17 Febbraio, 2026

Principe di Corleone, prima vendemmia 100% biologica

Leoluca e Pietro Pollara

La vendemmia 2025 segna una data importante per Principe di Corleone, che celebra traguardi e riconoscimenti frutto di un percorso costante verso la la grande attenzione in vigna e in cantina, sempre più sostenibile nel solco del lavoro fatto fino ad ora. La raccolta delle uve è iniziata il 18 agosto con condizioni climatiche favorevoli e una qualità dei grappoli che promette vini di eccellenza, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle tradizioni dell’entroterra siciliano.

«La vendemmia 2025 in Principe di Corleone si sta mostrando molto incoraggiante – racconta l’agronomo dell’azienda, Pietro Pollara – abbiamo iniziato con le varietà precoci come lo Chardonnay e con la base spumante di Nerello Mascalese per la produzione del nostro metodo classico San Loè Brut». La vendemmia sta proseguendo con il Grillo, il Merlot ed il Syrah, poi toccherà all’Inzolia e al Cabernet Sauvignon. La raccolta dell’uva per la famiglia Pollara si concluderà ad ottobre con gli ultimi grappoli del Catarratto a 950 metri di altitudine, un vero e proprio cru aziendale. Il quantitativo medio di uva si aggira sui 70 quintali per ettaro ed il clima caldo e poco umido hanno evitato malesseri per le piante, tranne qualche piccolo attacco di insetti che è stato contenuto e non ha arrecato particolari danni.

La cantina di Principe di Corleone

La cantina di Corleone è certificata Sostain da diversi anni e parte dei vigneti era già in regime biologico, ma i vini che nasceranno da questa vendemmia potranno fregiarsi del bollino verde: «Da quest’anno tutta la produzione di uva delle nostre tenute sarà Bio – precisa Leoluca Pollara, responsabile marketing dell’azienda – e siamo in procinto di attivare anche un nuovo impianto fotovoltaico che andrà a coprire quasi totalmente il fabbisogno energetico aziendale così da risultare più sostenibile e a minor impatto ambientale per quanto riguarda il rilascio di Co2 dovuto all’uso di energia elettrica». Un messaggio chiaro: fare vino oggi significa anche salvaguardare il futuro e così che questo inizio vendemmia segna l’apice del lavoro fatto fino ad ora con un percorso virtuoso orientato alla sostenibilità ambientale, etica e produttiva, tanto in vigna quanto in cantina. Un impegno concreto, basato su pratiche agricole rispettose dell’ecosistema e su scelte tecnologiche volte a ridurre l’impatto ambientale in ogni fase del ciclo produttivo.

I vigneti della tenuta, adagiati sulle colline tra i 300 e gli 800 metri sul livello del mare, sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica e sostenibile, mentre in cantina si punta sul risparmio idrico, sull’energia pulita e su tecnologie a basso impatto. Negli ultimi tempi inoltre si è deciso di utilizzare bottiglie più leggere (450 grammi) e alcune di queste provengono dal progetto «bottiglia 100% Sicilia». Inoltre, sono stati introdotti alveari di ape nera sicula, una specie autoctona e a rischio, fondamentale per l’impollinazione e l’equilibrio degli ecosistemi agricoli con il progetto «HoneyBees & Vineyard», promosso dalla Fondazione SOStain Sicilia in collaborazione con la Fai (Federazione apicoltori italiani). La cantina della famiglia Pollara ha ricevuto anche la certificazione di Wine in Moderation dall’associazione europea che da anni è impegnata nella valorizzazione della «cultura del vino» e nella promozione di un uso responsabile del vino, segno di una sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale del vino.

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