venerdì, 24 Aprile, 2026

Messina, a Casa e Putìa i Balcani incontrano i Nebrodi

In collaborazione con il ristorante Demenna di San Marco d'Alunzio, prende forma una cena a quattro mani che riscrive il dialogo tra Sicilia e Albania. Protagonisti gli chef Martina Dodeci e Rushan Xhafaj

A Messina, il 29 aprile, Casa e Putìa apre le porte agli chef Martina Dodeci e Rushan Xhafaj del ristorante Demenna di San Marco d’Alunzio, affascinante borgo montano incastonato tra i Monti Nebrodi, per raccontare una versione inedita della cucina balcanica che si fonde con la materia prima siciliana.

Il titolo – Il mondo è piatto: i Balcani abbracciano i Nebrodi – è già una dichiarazione. «In un momento storico in cui il gusto globale tende a uniformarsi — stesso lessico, stessi ingredienti, stessi format — la risposta non è chiudersi, ma mescolare con consapevolezza, contaminarsi e restituire nuove idee e prospettive», spiega Adriana Sirone, socia e cofondatrice di Casa e Putìa.

Per farlo, Casa e Putìa invita il ristorante Demenna, guidato da Rushan Xhafaj, chef di origine albanese che nei Nebrodi ha trovato una seconda grammatica gastronomica, insieme a Martina Dodeci, siciliana di San Marco d’Alunzio. Dopo esperienze in cucine di alto profilo internazionale, i due scelgono di mettere radici in Sicilia, trasformando il piccolo borgo — appena duemila abitanti, tra i più belli d’Italia — nel loro progetto di vita e cucina. Formati all’Alma e passati da realtà prestigiose, da Copenaghen a San Sebastián, con Demenna danno forma a un luogo di ristoro che supera le etichette e si concentra su una cucina personale, fatta di memoria e contaminazioni, dove la materia prima siciliana e la stagionalità restano centrali, ma vengono rilette attraverso esperienze e linguaggi contemporanei.

«Quella del 29 aprile non sarà la solita cena a quattro mani vissuta come un esercizio di stile, né un viaggio esotico di facciata», afferma Rushan Xhafaj. «Sarà un racconto da attraversare, piatto dopo piatto: si parte dalle antiche rotte commerciali tra Albania e Sicilia, passando dalla memoria delle comunità arbëreshë, per arrivare a piatti che vogliono esprimersi con un linguaggio nuovo, vivo, che chiede di essere condiviso».

Gli ingredienti siciliani attraversano così la concretezza della cucina balcanica, cambiando prospettiva e ritornando in una forma inedita e dimostrando che le tradizioni non sono mai statiche, ma vivono di scambi continui. Una visione che Casa e Putìa porta avanti da sempre, riconoscendosi più come luogo di passaggio che di sosta, uno spazio in cui le storie gastronomiche si intrecciano senza perdere profondità.

Il menu si apre con il tarator, salsa fresca di yogurt, aneto e cipolla in agrodolce, accompagnata da sgombro marinato: un inizio che richiama la convivialità della meze balcanica. Si prosegue con il carciofo Catania–Tirana, dove la tradizione siciliana si intreccia con la trahana fermentata, arricchita da note minerali di lattuga di mare e un tocco di liquirizia. Il risotto alla penicillina illirica rilegge in chiave contemporanea il conforto del brodo di pollo, mentre la guancia di manzo, tra terrina, funghi dei Nebrodi e verdure in conserva, evoca la profondità della paçe balcanica. Chiude il kadaif, alleggerito da un cremoso alle noci e da un gelato alla cera di ape nera sicula, per un finale che trasforma la dolcezza in qualcosa di più sottile ed essenziale.

A tenere il ritmo della serata sono i vini di Baglio del Cristo di Campobello, scelti non per accompagnare ma per dialogare. Niente abbinamenti timidi: la cucina balcanica, fatta di fuoco, spezie e materia, richiede vini capaci di reggere il confronto — e qui lo trovano. Da una parte piatti densi, generosi, quasi materici; dall’altra vini strutturati, figli di una terra calcarea e abbagliante come quella di Campobello di Licata. A fare da ponte, una freschezza minerale che agisce come una corrente d’aria: pulisce, alleggerisce, invita al boccone successivo. Più che un abbinamento, un equilibrio dinamico.

Al dessert, a far da ponte tra l’infanzia balcanica e le radici di una Sicilia antica, sarà abbinato Marena di Antonella, un vino aromatizzato frutto di un’antica ricetta di famiglia della fine dell’ottocento, prodotto dalla unione di mosto pregiato e prodotti selezionati del territorio quali mele cotogne, fichi secchi, carrube, foglie di amarena e mandarini acerbi. 

Ultimi articoli

Catania, arriva il Sabato del Vignaiolo

Il 9 maggio appuntamento in piazza Scammacca, protagonisti i produttori Fivi. Degustazioni illimitate, masterclass esclusive e un talk sul futuro del vino indipendente

Sicula Gin, in ogni sorso il sapore e la storia dell’Isola

Il progetto ideato da Sebastiano D'Angelo ha fatto strada. La memoria è il punto di partenza, poi c'è lo sviluppo di una passione. La distillazione vissuta come in cucina: «Lavoro come fa uno chef che studia ogni dettaglio»

I gelatieri di sei continenti a Sherbeth 2026

Record di candidature e crescita globale per la diciottesima edizione. Selezionati 59 partecipanti, l'ultimo arriverà da un contest in Australia. Il festival in programma a novembre a Palermo

Il progetto italiano per una filiera integrata del tonno rosso del Mediterraneo

È stato presentato al Seafood Expo Global di Barcellona da Op Tonnieri Italiani. Si fonda su sostenibilità, tracciabilità e sviluppo commerciale

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

Nel cuore di Palermo nasce Forno Margherita, punto d’incontro fra pizza e cucina di qualità

Palermo si arricchisce di un nuovo spazio dedicato alla ristorazione di qualità. Si trova in via Libertà, di fronte a Villa Zito e ad...

Atelier Gourmet a Gatteo Mare, la cucina a km 0

Cresce il progetto agricolo della famiglia Santoro. Un patrimonio coltivato con metodi rigorosamente biologici, senza pesticidi o additivi chimici, che rappresenta la base della proposta gastronomica del locale

Il Mirabelle di Roma svela il nuovo menu, fra carbonara di tonno e ricci e filetto di rombo in sfoglia di patate

Il ristorante con vista panoramica sulla capitale punta sull'altissima qualità delle materie prime. Lo chef Stefano Marzetti invita gli ospiti in un viaggio culinario che trascende le mode