mercoledì, 12 Agosto, 2026

La ‘Mbracciata, nuova creazione della pasticceria di Messina, può essere definita un prodotto identitario?

Nel lessico corrente i termini tipicotradizionale e identitario vengono spesso utilizzati come sinonimi. In realtà, sul piano storico-culturale e istituzionale, essi indicano categorie profondamente diverse. La distinzione si fonda su tre criteri essenziali: temporalità, territorialità e funzione simbolica. Chiarirli non è un esercizio teorico, ma una necessità per evitare sovrapposizioni improprie e costruire politiche di tutela e valorizzazione coerenti.

Un prodotto è tradizionale quando dimostra una continuità nel tempo. La tradizionalità riguarda la permanenza di una pratica produttiva o gastronomica trasmessa di generazione in generazione. È una categoria legata soprattutto alla dimensione storica: ciò che si ripete nel tempo diventa tradizione. Tuttavia, un prodotto tradizionale non è necessariamente esclusivo di un territorio, né rappresenta automaticamente un simbolo identitario. Può essere diffuso in più aree e conservare valore culturale senza assumere centralità simbolica.

Diversa è la nozione di prodotto tipico. Qui entra in gioco la territorialità in senso giuridico ed economico. Il prodotto tipico è legato a un’area delimitata ed è regolamentato da disciplinari che ne codificano modalità produttive, materie prime e standard qualitativi. La tipicità consente l’accesso a strumenti di tutela come DOP o IGP, SGT, IGP, ect e risponde a una funzione prevalentemente economica: proteggere il prodotto da imitazioni, rafforzare le filiere locali, posizionarlo nel mercato globale. Tuttavia, anche la tipicità non coincide automaticamente con l’identità. Un prodotto può essere perfettamente tipico e certificato, ma non costituire l’emblema profondo di una comunità.

La categoria più complessa è quella dei prodotti identitari. Qui la dimensione centrale non è né il disciplinare né la semplice continuità storica, ma il riconoscimento di una comunità ben precisa. Un prodotto identitario incarna il genius loci, lo spirito del luogo. È parte della memoria collettiva, evoca appartenenza, si intreccia con riti, feste, narrazioni, leggende. Non basta che sia antico: occorre che sia percepito come segno distintivo della comunità, elemento attraverso cui il territorio si racconta e si riconosce.

In questa prospettiva si inserisce la Denominazione Comunale (De.Co.), proposta negli anni Novanta da Luigi Veronelli, che non certifica una qualità merceologica ma riconosce un valore civico e culturale, di unicità e di appartenenza.  La De.Co. è uno strumento di patrimonializzazione, non un marchio commerciale: attribuisce al prodotto un significato narrativo e identitario, se tale significato è realmente radicato nella comunità.

Alla luce di questa distinzione, la ‘Mbracciata , nuova creazione della pasticceria di Messina, può essere proclamata prodotto identitario? Intanto, mancano gli elementi che configurano la piena identità culturale condivisa e diffusa nel luogo di origine. Non si riscontra un radicamento narrativo consolidato nel lungo periodo, con ritualità, leggende o centralità simbolica tali da farne l’emblema prioritario della comunità infine, non appare patrimonializzata come segno distintivo condiviso, capace di rappresentare il territorio nella sua autorappresentazione pubblica.

Definire identitario un prodotto richiede prudenza e rigore. L’identità non nasce da una strategia di marketing né da una dichiarazione formale approssimata: è il risultato di una sedimentazione storica, di un riconoscimento collettivo diffuso e di una funzione simbolica stabile nel tempo. Quando questi elementi non sono pienamente presenti, è più corretto parlare di prodotto di pasticceria buono, uno dei tanti,  ma privo di genius loci. I laboratori di pasticceria poi per definizione, sperimentano sempre prodotti commerciali nuovi, per  incuriosire la propria clientela con l’effetto novità, ma la novità è identità?

La distinzione tra tradizionale, tipico e identitario non stabilisce gerarchie, ma chiarisce funzioni diverse. Il tradizionale riguarda la continuità nel tempo; il tipico la tutela territoriale e normativa; l’identitario l’appartenenza e il simbolo, chiaramente ognuno ha la propria cassetta degli attrezzi. 

In un’epoca dominata dalla globalizzazione, in cui le diversità rischiano di essere appiattite da modelli uniformi, i Borghi Genius Loci DeCo si configurano come presìdi di localismo consapevole, laboratori culturali capaci di proteggere la memoria storica, trasmettere saperi tradizionali e generare innovazione sociale sostenibile. Diffidate che parla di DeCo senza citare mai chi le ha ideate, e diffidate anche chi ha adottato gli strumenti dei marchi, nella DeCo   al solo scopo di alimentare confusione.

Ultimi articoli

Camporeale celebra la Sciavata, la focaccia dei contadini

Una manifestazione della durata di due giorni per dare lustro alla tradizione gastronomica. Al centro dell'attenzione anche i vini del territorio

Fiasconaro e Ypsigrock in partnership: Castelbuono laboratorio di arte, musica e gusto

In occasione della 29ª edizione del Festival, installazioni, performance con Corrado Fortuna, degustazioni e il progetto Ypsigro raccontano il territorio attraverso creatività e identità

Da Cefalù a Terrasini: 9 ristoranti imperdibili per questa estate

Cucine contemporanee, terrazze sul mare, giardini mediterranei e sapori...

Assud Santamarina, a Palermo l’apoteosi della pizza trapanese

Con grande attenzione alla stagionalità, il marsalese Ignazio Passalacqua ha creato uno spazio esaltato dallo chef Livio Candela. L'impasto è il cuore del progetto e nasce da una miscela del Mulino Mogavero di Termini Imerese

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Strozzapreti, strangozzi e strangolapreti: differenze vere, regione per regione

Questo articolo è un messaggio pubblicitario a cura di...

Non perderti

Mulino Bianco ridà slancio all’inzuppo con le Fisarmoniche Cioccolato

La nuova offerta disponibile dalla seconda metà di maggio. Nasce dall'esperienza delle Fisarmoniche e dopo un progetto di ricerca e sviluppo durato sei anni. La produzione nello stabilimento di Melfi

La crisi climatica minaccia l’aroma del cioccolato di Modica: la scienza prova a salvarlo

Il progetto Scentinel crea un'impronta digitale dei profumi per preservarli dall'estinzione. Durante la tostatura e la macinazione vengono campionati dai sensori, per poi essere immagazzinati in una banca dati

Nutella, vasetti in edizione limitata con i luoghi iconici di dieci città d’arte italiane

La nuova collezione fa parte di un progetto realizzato in collaborazione con Enit. «Un percorso che valorizza il territorio attraverso un linguaggio accessibile e riconoscibile», dice Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato di Ferrero Commerciale Italia