mercoledì, 16 Settembre, 2026

Insetti a tavola, le tarme della farina si possono mangiare: ok dall’Efsa, ma siamo pronti?

Presto anche in Europa si mangeranno regolarmente insetti. Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) le tarme della farina, allevate ed essiccate, possono essere mangiate senza rischi.

Tarme della farina, si possono mangiare

A qualcuno forse l’idea non piacerà molto. Se nel mondo orientale è diffusa la pratica di mangiare insetti, da questa parte del Globo è ancora vista come una cosa che fa ribrezzo. Eppure molti di questi piccoli animaletti hanno valori nutrizionali eccellenti.

A presentare la richiesta di autorizzazione al commercio è stata un’azienda francese. L’Efsa ha analizzato  il profilo tossicologico, il potenziale rischio di allergie, nonché il processo di allevamento e trasformazione. Il risultato è stato favorevole alla produzione di tarme della farina essiccate per essere mangiate. 

Tarme della farina commestibili, primo caso in Europa

tarme della farina

La strada è ancora lunga, prima di vederci servire un piatto di insetti. Al momento non c’è alcun via libera definitivo ma è stato fatto un passo avanti. È la prima volta, infatti, che l’Efsa esprime un suo giudizio in merito ad un insetto come alimento, da quanto, nel 2018, è stata ufficializzata la procedura di autorizzazione di questo tipo di prodotti alimentari in Europa.

Da allora l’Efsa ha ricevuto un gran numero di richieste di valutazione in merito a un’ampia varietà di fonti di alimenti sia tradizionali che inedite. Si va da prodotti erboristici derivati da piante ad alimenti a base di alghe e frutti non autoctoni. Tra questi non manca una grande varietà di insetti commestibili.

Adesso, secondo il regolamento sui “Novel Food”, entro sette mesi, dovrà essere la Commissione Europea a presentare una proposta di autorizzazione per l’immissione sul mercato che dovrà essere poi votata dai Paesi membri.

Non pensate di vedervi servire un piatto di insetti in stile Timon e Pumbaa nel film Disney “Il re Leone”. Le tarme, infatti, verranno trasformate in snack o in un ingrediente di preparati per biscotti, barrette proteiche e pasta.

La cultura degli insetti commestibili

Baco da setta in acqua bollente

In gran parte del mondo orientale, mangiare insetti non è una novità. Dalla pasta artigianale all’uovo con i grilli ai millepiedi cinesi al forno, dalle tarantole arrostite senza conservanti del Laos, ai vermi giganti della farina dalla Thailandia.

Ogni paese ha la sua ricetta a base di questo “novel food” che sta prendendo sempre più piede. Anche in Europa si comincia a diffondere la cultura degli insetti commestibili. Soprattutto dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dato parere positivo per il consumo umano alla larva gialla della farina (Tenebrio molitor) essiccata termicamente, intera o sotto forma di farina.

Una delle bancarelle di “street food” molto diffuse in Cambogia

Tra tutti gli insetti sembra tuttavia che sia il baco da seta all’americana, assicura Coldiretti, “la vera “star” degli insetti commestibili”. Ma ci sono anche “le farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite, le cimici d’acqua dalla Thailandia, ricche di fibre, proteine e vitamine fino agli “aperinsetti”. Si tratta di vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino made in Belgio, magari da mandare giù con un sorso di Vodka con bachi da seta”.

E per i palati più temerari, continua Coldiretti, anche “gli scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, scarabei consigliati come aperitivo servito in spiedini, anch’essi thailandesi”.

Vasta la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti al gusto barbecue, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti made in Thailandia.

Il consumo di insetti

A spingere verso il consumo di insetti è da qualche anno la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) forte del fatto che nel mondo almeno 2 miliardi di persone mangiano già quasi 2000 specie di insetti.

Mentre in Europa è entrato in vigore dal primo gennaio 2018 il regolamento Ue sui ‘novel food’ che riconosce gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi e ne consente quindi la commercializzazione a scopo alimentare. Ma solo una minoranza dei paesi dell’unione ha recepito tale normativa. L’Italia, insieme alla Francia, è tra i paesi più restii.

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