domenica, 21 Giugno, 2026

Il fine dining del Monferrato che pesca anche in Sicilia, ma… Adagio

Due nuovi menu degustazione nell'offerta culinaria del ristorante del Relais Amaranto, sotto la guida dello chef Mario Maniscalco, originario di Ribera. Dal percorso intimo a quello che attraversa il Piemonte

Nel cuore del Monferrato, all’interno del Relais Almaranto, il fine dining Adagio inaugura la nuova stagione gastronomica con due percorsi degustazione che raccontano l’evoluzione della cucina dello chef Mario Maniscalco. Un racconto che si rinnova seguendo il ritmo delle stagioni e che trova nella materia prima, nel territorio e nella memoria personale i suoi elementi fondanti.

Classe 1993, nato a Ribera, in provincia di Agrigento, Maniscalco porta in cucina un’impronta profondamente legata alle sue origini e in particolare alla figura della madre panettiera: è tra farine, impasti e lievitazioni che nasce il suo primo legame con il cibo. In Adagio, questa visione si traduce in un equilibrio tra radici siciliane e territorio piemontese.

Riflessi nella materia

Il menu degustazione Riflessi nella Materia rappresenta l’espressione più personale dello chef: un percorso in cinque portate in cui la materia prima diventa linguaggio. Qui Sicilia e Piemonte si incontrano in modo diretto, attraverso ingredienti, tecniche e ricordi. La materia viene osservata, ascoltata e trasformata, mantenendo intatta la propria identità, proprio come lo chef si riflette in essa.
Eccoli i piatti del nuovo menù primavera-estate: Terra Veritas, con fragola grigliata, peperone, pomodoro acido e wasabi di mela verde; Sparaci, omelette, asparagi selvatici, umami di pomodoro e sfogliata di patate; Raffermo, una pasta di pane recuperato con alici, ricotta e fave, manifesto della filosofia zero waste dello chef; Nebrodi, pancia di maialino croccante con ketchup di barbabietola, sedano rapa e pistacchio; Urtica, ortica cristallizzata, mousse ai ceci, fagioli e limone candito.

Metamorfosi territoriale

Accanto al percorso più intimo, il menu Metamorfosi Territoriale propone un viaggio in cinque portate attraverso il Piemonte, dalle pianure alle colline fino alle alture. Ogni piatto prende forma da un territorio preciso, trasformandosi e dialogando con gli altri in una narrazione fluida, proprio come il paesaggio piemontese. Le proposte: Cuneo–Imperia, la Via del Sale, con baccalà mantecato, acciughe e cremoso di patate arrosto al finocchietto selvatico; Avigliana–Carmagnola, capunet di tonno di coniglio con spuma di cipolla rossa e gelée di verdure in agrodolce; Vercelli–Cherasco, riso gigante con lumache, aglio orsino e pomodoro verde fermentato; Guarene–Nizza, filetto di Fassona con ciliegia al Nizza e jus al dragoncello; fino al dessert Pancalieri–Martini & Rossi, con mandorla, cioccolato fondente, menta e vermouth.

La terra come origine

Alla base della proposta gastronomica di Adagio c’è un forte legame con la terra e con il concetto di filiera corta. I fornitori sono selezionati sul territorio e le materie prime locali rappresentano il punto di partenza di ogni creazione. All’interno del Relais Almaranto prende vita un orto che è estensione della cucina stessa. Uno spazio coltivato nel rispetto dei ritmi naturali, senza forzature, in cui stagionalità e sostenibilità guidano ogni scelta. Progettato in stretta sinergia con lo chef, l’orto contribuisce a definire l’identità gastronomica del ristorante: ortaggi a foglia, erbe aromatiche e microproduzioni vengono selezionati in funzione dei piatti, garantendo freschezza e coerenza.

Gli abbinamenti

A completare l’esperienza, Adagio propone tre percorsi di abbinamento – vino, light e zero – studiati per accompagnare ogni portata. Accanto a una selezione di etichette locali e internazionali, trova spazio una ricerca dedicata agli abbinamenti analcolici. Un percorso pensato per offrire un’esperienza completa anche senza alcol, capace di sorprendere per complessità ed equilibrio.

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