Al Mangia’s Himera Resort di Campofelice di Roccella, durante la Festa Sicilia d’Autore 2026, il Premio Tappeto Rosso 2026 ha acceso i riflettori su una figura che da anni intreccia creatività, comunicazione e impresa nel segno della Sicilia: Danilo Li Muli. Pubblicitario, editore, oggi oste. Tre definizioni che, nel suo caso, non descrivono tre vite diverse, ma un unico percorso: quello di un autore capace di trasformare le idee in immagini, le immagini in identità e l’identità in esperienza.
Il riconoscimento, consegnato da Angelo Butera, direttore artistico del Castelbuono Jazz Festival, è stato assegnato nel corso di una serata dedicata alle eccellenze siciliane e ai protagonisti che, in ambiti diversi, contribuiscono a raccontare e valorizzare l’identità del territorio. Nel corso della serata sono stati premiati anche Marcello Mangia, per l’eccellenza nel turismo e per il contributo dato alla valorizzazione della Sicilia, La Braciera, realtà palermitana diventata riferimento nel mondo della ristorazione e dell’intrattenimento, e il Marefestival di Salina, prestigioso premio cinematografico indipendente che valorizza il cinema, gli autori e la cultura delle isole.

Per Danilo Li Muli il premio ha assunto subito un significato intimo e personale. Dal palco, infatti, lo ha dedicato alla moglie Eva Polanska, compagna di vita e figura centrale nella storia di KePalle – Arancine d’Autore. Una dedica che è diventata racconto. Li Muli ha ricordato come Palermo, nella sua storia gastronomica, sia stata segnata anche dallo sguardo e dal talento di persone arrivate da fuori: Caflisch, che ha inciso nella cultura della pasticceria; Caviezel, legato alla tradizione del gelato; ed Eva Polanska, che ha contribuito a dare all’arancina una nuova dignità, portandola dentro un sistema fatto di rispetto, regole, metodo e cura.
Con Eva, l’arancina è stata pensata non solo come prodotto popolare, ma come elemento da proteggere, ordinare e valorizzare. Un simbolo della città trattato con la stessa attenzione che si riserva alla grande pasticceria: peso, equilibrio, qualità, ricetta, servizio, continuità. Una visione razionale, ma attraversata da un amore autentico per il prodotto e per il territorio che l’ha accolta.
È dentro questa prospettiva che nasce e cresce KePalle – Arancine d’Autore: non semplicemente un format gastronomico, ma un progetto di identità. Un modo per raccontare Palermo attraverso uno dei suoi simboli più forti, restituendogli centralità, linguaggio e contemporaneità.
La storia di KePalle, del resto, è inseparabile dalla storia professionale di Danilo Li Muli. Fondatore della storica agenzia Gomez & Mortisia, Li Muli ha attraversato per anni il mondo della comunicazione visiva, contribuendo a definire parte dell’immaginario grafico e culturale della città. Ha firmato e ideato progetti diventati riconoscibili, dal logo del Palermo Calcio al “160” del Giornale di Sicilia, fino a numerosi marchi, quelli di Tgs e campagne e percorsi di comunicazione legati ad aziende, istituzioni e realtà culturali del territorio.
Il suo lavoro ha sempre avuto una caratteristica precisa: non limitarsi all’estetica. Per Li Muli il segno deve funzionare, parlare, restare. Deve diventare memoria collettiva. È una creatività concreta, popolare e insieme raffinata, capace di muoversi tra strada e progetto, ironia e disciplina, intuizione e metodo. Anche per questo il Premio Tappeto Rosso 2026 non appare come un semplice riconoscimento celebrativo, ma come la sintesi di una traiettoria. Quella di un creativo siciliano che ha saputo portare la comunicazione dentro l’impresa e l’impresa dentro il racconto culturale di una città.

La motivazione della targa ne restituisce pienamente il senso: «Per la straordinaria visione creativa, l’impegno imprenditoriale e il costante contributo all’identità culturale e visiva della nostra terra. Ha saputo trasformare le idee in icone e la comunicazione in arte, dimostrando che il talento visionario e il legame con le proprie radici possono ridisegnare il futuro».
Parole che descrivono un percorso costruito nel tempo, fatto di visioni ma anche di lavoro quotidiano, di intuizioni e di squadra, di radici e di trasformazione. Nel premio a Danilo Li Muli c’è dunque anche il riconoscimento a una certa idea di Sicilia: una Sicilia che non si limita a custodire la tradizione, ma la rilegge, la organizza, la comunica e la porta nel presente. Una Sicilia capace di essere popolare senza essere banale, contemporanea senza perdere memoria, creativa senza rinunciare alla concretezza. nEd è forse proprio qui che si trova il tratto più autentico del suo percorso: avere cambiato strumenti senza cambiare vocazione. Dalla pubblicità all’editoria, fino alla ristorazione, Danilo Li Muli ha continuato a fare ciò che ha sempre saputo fare: costruire identità. Dare forma alle idee. E trasformarle in icone.





