giovedì, 30 Aprile, 2026

Consorzio Doc Sicilia, bilancio 2025: i mercati asiatici in crescita

Dopo due annate complesse, la vendemmia 2025 ha segnato un ritorno a livelli produttivi più regolari

Si chiude con un bilancio più che positivo per il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia, che conferma la denominazione tra i protagonisti della scena enologica nazionale e internazionale. L’anno è stato segnato da un’intensa attività di valorizzazione e promozione dei vitigni autoctoni, con un lavoro crescente sulla biodiversità e sulla riscoperta delle varietà storiche dell’isola, un patrimonio che racconta l’identità profonda di un territorio unico.

«Dopo due annate complesse, la vendemmia 2025 ha segnato un ritorno a livelli produttivi più regolari, con circa 3 milioni di ettolitri raccolti su 97.000 ettari vitati. Un risultato che conferma la Sicilia tra le principali regioni viticole italiane e ne evidenzia la sua capacità di coniugare biodiversità e sostenibilità», afferma Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio. «Per quanto riguarda i mercati esteri – prosegue – il 2025 ha mostrato dinamiche differenziate: negli Stati Uniti la tenuta del mercato è stata complessivamente positiva, pur in un contesto reso più complesso dalle politiche commerciali, mentre nell’area asiatica si è registrato un interesse crescente verso i vini siciliani. In questo scenario, il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia ha rafforzato il proprio presidio attraverso attività mirate di promozione e comunicazione».

Nel 2025, il mercato ha registrato infatti un crescente interesse soprattutto per i vini bianchi, con Grillo e Lucido (Catarratto) in primo piano. Un risultato che conferma la capacità della denominazione di interpretare al meglio le tendenze del consumo internazionale. Con i suoi 29.000 ettari, il Lucido è la varietà bacca bianca più diffusa in Sicilia; la sua notevole versatilità e la straordinaria variabilità intra-varietale rendono il Lucido capace di esprimersi con coerenza e tipicità tanto in zone costiere quanto in aree collinari e montane. Questo apre scenari importanti sia per la produzione di vini bianchi di pronta beva e freschezza, sia per l’elaborazione di bianchi strutturati da affinamento e basi spumante di grande pregio, come dimostrato nell’ambito del progetto «Vista Lucido» appena concluso. Parallelamente, è proseguito lo studio sulle oltre 70 varietà autoctone presenti sull’isola: le micro-vinificazioni condotte nel 2025 hanno evidenziato almeno 7-8 biotipi di particolare interesse, che potranno arricchire ulteriormente il panorama enologico siciliano.

Con l’arrivo del 2026, il Consorzio darà avvio a nuove azioni di comunicazione e promozione della Doc Sicilia, che avranno uno dei momenti clou al Vinitaly. Oltre alla partecipazione alle principali fiere del settore, in Italia e nel mondo, verranno organizzati anche una serie di appuntamenti dedicati non solo al trade ma anche ai consumatori, pensati per far conoscere le mille sfaccettature della Sicilia come autentico continente vitivinicolo, attraverso esperienze che uniscono territorio, cultura e stile enologico. Oggi il Consorzio rappresenta oltre 7.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori, custodi di una produzione che supera gli 80 milioni di bottiglie e che esprime la ricchezza di un mosaico viticolo esteso in tutta l’isola. Un sistema coeso che ha contribuito a rafforzare la reputazione dei vini siciliani nel mondo, rendendoli espressione contemporanea di un territorio dalla storia millenaria.

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