mercoledì, 10 Giugno, 2026

Alle Cuoche Combattenti il premio per l’inclusione delle Donne del Vino

Una scultura di Testa di Bacco dell'orafo Gerardo Sacco è stata consegnata alla fondatrice Nicoletta Cosentino

«Donne, vino e cibo», il leit motiv 2026 dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino, a Palermo si declina in riscatto, coraggio ma soprattutto rinascita. A Nicoletta Cosentino, Cavaliere della Repubblica, founder di Cuoche Combattenti, progetto di imprenditoria sociale che ha come obiettivo l’emancipazione economica delle donne vittime di violenza di genere attraverso la creatività culinaria, è stato consegnato il premio Cibo, inclusione e dignità, la Testa di Bacco cesellata in argento dall’orafo Gerardo Sacco, simbolo tangibile di un impegno civile che va oltre il calice».

«Felicità!», ha esordito con entusiasmo e commozione Nicoletta Cosentino. «Ricevere questo premio dall’Associazione nazionale delle Donne del Vino – ha aggiunto – è per noi motivo di grande felicità. Essere riconosciute da altre donne, che come noi conoscono le difficoltà di fare impresa e di coniugarla con l’impegno civile e sociale, ci riempie di orgoglio e ci fa sentire parte di un mondo di donne per le donne, che dedicano attenzione e cura per supportare chi è più fragile o svantaggiata, senza voler primeggiare ma sostenendo chi ha più bisogno, offrendo una rete di sicurezza fatta di relazioni. Grazie all’associazione Donne del Vino per l’importante riconoscimento».

Alla cerimonia di consegna, avvenuta il 23 maggio, nel laboratorio delle “Cuoche Combattenti, in via Cluverio 36 a Palermo, sono intervenuti Giuliano Forzinetti, assessore comunale alle Attività produttive ed Economiche che ha portato i saluti del sindaco Roberto Lagalla, Roberta Urso, consigliere nazionale di Ddv, ed una folta rappresentanza di socie della delegazione siciliana, presieduta da Flora Mondello, anche lei presente all’evento. «Quando il Consiglio nazionale delle Donne del Vino – ha detto Roberta Urso – si è riunito per esprime le candidature, il mio primo pensiero è andato alle Cuoche combattenti, progetto che unisce donne diverse, ne custodisce le storie e dà loro l’opportunità per cominciare una nuova vita ribaltando un altro stereotipo: la cucina, il luogo a cui storicamente le donne sono state relegate, diventa un avamposto rivoluzionario contro la violenza e l’abuso. Rappresentano, un esempio virtuoso di forza, coraggio, autonomia e resilienza». «Il premio che l’associazione ha assegnato alle Cuoche combattenti – ha detto Flora Mondello – dimostra che Le Donne del Vino sono da sempre e per sempre a fianco delle donne, della loro resilineza e del loro talento. Sono per le donne e ancor più per le Cuoche Combattenti che hanno saputo tirar fuori un talento ed una forza fuori dal comune per creare impresa e valorizzare tradizioni».

Alla Fondazione Cesvi (premio Cibo per la Vita, oltre il confine) e a Slow Food (premio Cibo, economia del rispetto e solidarietà) gli altri due riconoscimenti istituiti dall’Associazione.

Il premio ha suggellato l’intreccio di vite e di valori tra le Donne del Vino Sicilia e le Cuoche Combattenti conosciute ed apprezzate anche in diverse occasioni da Marisa Leo, Donna del Vino Sicilia, caduta per mano dell’ex compagno, in prima linea per la rinascita delle donne con il progetto DxD: calici di vita. «Tu sei perfetta così come sei», la frase che lei amava particolarmente, è l’insegna del laboratorio dove le Cuoche Combattenti si allenano in un percorso di autostima e di consapevolezza, con la produzione di confetture di frutta di stagione e marmellate, conserve dolci e salate, prodotti da forno, utilizzando tutti prodotti locali a Km 0, nel quadro della riaffermazione della cultura locale e dell’attenzione alla sostenibilità ecologica. Inoltre i prodotti sono inseriti nel circuito della rete di consumo critico e solidale in collaborazione con altre piccole realtà presenti a Palermo che coinvolgono orti sociali e condivisi.

«Il laboratorio – ha spiegato Nicoletta Cosentino- è legato alla cooperativa agricola Ciauli, così da creare una filiera corta locale e garantire la genuinità dei prodotti. Da maggio 2025 abbiamo riattivato i primi tirocini, collaborando con Cesie Ets, Fondazione Don Calabria per il sociale Ets, Fondazione Its Albatros, Asp e Comune di Palermo. Stiamo attivando anche dei laboratori di trasformazione alimentare rivolti a studenti del settore, turisti e appassionati, oltre alle degustazioni di vini e prodotti delle Cuoche Combattenti, che ci consentono anche di continuare a far luce e diffondere consapevolezza sulla violenza maschile sulle donne e soprattutto sulla possibilità concreta di uscire da relazioni abusanti». Ogni prodotto ha un’etichetta «antiviolenza», sono circa trenta, ciascuna con un messaggio diverso che smonta stereotipi e ruoli sulla donna come vittima, per valorizzarla come protagonista della sua vita. Sofia, il nome è di fantasia, di origini albanesi, giunta in Sicilia seguendo un amore sbagliato, ha detto che «il laboratorio di Cuoche Combattenti è il mio posto nel mondo».

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