domenica, 15 Febbraio, 2026

Abbiamo provato il Nero d’Avola del futuro: viene da Caltagirone ed è magnifico

Ho assaggiato il Nero d’Avola del futuro, viene da Caltagirone ed è già tra noi. Strana storia quella del Nero d’Avola che, per i wine lovers della mia generazione, è diventato quasi un tabù, l’innominabile, il vino che bevevano i genitori, l’eno-equivalente dei Duran Duran e di Venditti. Insomma, una roba poco ironica, fuori dal tempo e tristemente lontana. 

E se invece il Nero d’Avola fosse, o perlomeno potesse essere, una cosa diversa che un rosso romantico, agile, che fa delle freschezza della dinamica le sue stelle polari, un vino dal DNA contemporaneo con poca estrazione, poco alcol e tanta, tanta poesia?

D’altronde nella storia, come insegna Hegel, per avere una realtà diversa basta solo pensarla prima. Il Nero d’Avola a cui siamo abituati è solo uno dei Nero d’Avola possibili. C’è un mondo che va oltre le stanche tassonomie enologiche delle Doc e dei consorzi il cuoi ruolo nel 2022 sembra solo quello di uccidere la fantasia perpetuando un neoclassicismo enoico, passatista e conservatore che premia molto di più il conformismo, rispetto agli slanci. 

Lo penso da molto da tempo e gli assaggi me lo continuano a confermare. I migliori vini in Sicilia si fanno fuori dalla Doc: sono banali IGT, ma non ditelo troppo in giro perché i poliziotti della “qualità” sono agguerriti e temibili. Una eno-FSB in servizio permanente. 

Tornando al vino nel mio bicchiere, questo “Terre di Conventazzo” di Sallemi è semplicemente magnifico. Una 2015 la cui freschezza naive e la provocante sensualità, ricordano la Sandrelli in bianco e nero dei film di Pietrangeli. 

Un rubino scuro, ma mai ermetico, nonostante il vino non sia filtrato. Naso speziato e balsamico e in bocca è il Nero d’Avola che sognavo di bere da anni. Tre anni di botte grande che avverti solo per gli effetti, mai sul palato: dinamica, freschezza, e persistenza che resta, non solo nel palato, ma nella mente  come un’idea non troppo platonica di un Nero d’Avola altro. Non calligrafico e stucchevolmente neoclassico, ma che guarda al futuro, qualunque esso sia. 

Da bere ascoltando una canzone dello stesso anno, che già nel titolo sembra parlare questo vino. Lui è Sam Smith e il pezzo si chiama Like I can.

Ultimi articoli

CONSORZIO DOC DELLE VENEZIE: PACCHETTO VINO UE, PASSO AVANTI PER IL SETTORE

Rafforzati promozione ed enoturismo, leve strategiche di crescita per...

Armetta: “quasi sublime” da cent’anni 

A volte, soltanto a volte, ciò che si semina...

Materia Prima – L’essenza dell’appennino in riva al lago

Frequento questo cucuzzolo d’Appennino da oltre quarant’anni. Gli Appennini...

Olio d’oliva: è il clima il vero protagonista del comparto

Per ASSITOL, quella che si avvia a conclusione è...

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Vino italiano, i dazi hanno bruciato 110 milioni di euro in tre mesi

Dal Consiglio nazionale della Uiv arrivano i dati della svalutazione sui mercati americani: un taglio del 15 per cento del prezzo diretto. L'analisi del presidente Frescobaldi

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

Cerasuolo di Vittoria DOCG: a Bologna va in scena il rosso “contemporaneo” che sfida i luoghi comuni

L'unica DOCG di Sicilia protagonista a Slow Wine Fair 2026: una masterclass dedicata per scoprire l'anima fresca, dinamica e territoriale della denominazione più meridionale...

PALAZZO RIPETTA OSPITA JJ JULIUS SON OF KALEO: DOVE IL ROCK INCONTRA L’ALTA ENOLOGIA

Un’esperienza esclusiva tra ospitalità cinque stelle, grandi vini e musica internazionale nel cuore di RomaPalazzo Ripetta, hotel indipendente a cinque stelle nel cuore di Roma...

PASSITO DI PANTELLERIA “FUORI CARTA”: PASQUA VINI FIRMA UNA NUOVA ESPERIENZA DI DEGUSTAZIONE 

Parte dall’Ambasciata d’Italia a Parigi la nuova sfida con cui Pasqua Vini suggerisce una lettura più ampia e non convenzionale del Passito, scardinando l’approccio...