domenica, 16 Agosto, 2026

Lo scandalo del Noma, Redzepi si dimette: «Le scuse non bastano»

Lo chef tristellato travolto dalle accuse di comportamenti violenti e abusi sui dipendenti. «Lascio ai nostri straordinari leader la guida del ristorante»

René Redzepi lascia il Noma. Lo chef tristellato ha annunciato con un post sui social la decisione di dimettersi dalla guida del celebre pop-up a Los Angeles, per rimediare agli errori del passato. Il cuoco osannato per la sua capacità di sperimentare in cucina è stato travolto dall’inchiesta del New York Times, che ha raccolto numerose testimonianze di ex dipendenti, che hanno raccontato le violenze e gli abusi che hanno caratterizzato alcuni anni fa la guida di Redzepi.

«Le ultime settimane – ha scritto nel post su Instagram – hanno portato attenzione e discussioni importanti sul nostro ristorante, sul settore e sulla mia passata leadership. Ho lavorato per essere un leader migliore e la cultura aziendale del Noma ha compiuto grandi passi avanti. Ma le scuse non bastano, mi assumo la responsabilità delle mie azioni. Dopo oltre vent’anni trascorsi a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di fare un passo indietro e lasciare che i nostri straordinari leader conducano il Noma verso il suo prossimo capitolo. Mi sono anche dimesso dal Consiglio di amministrazione di Mad, l’organizzazione no-profit che ho fondato nel 2011».

La residenza del celebre ristorante, inaugurata nella città californiana, continuerà per altri 15 giorni, con cene da 1.500 dollari a testa. Ma Redzepi non ci sarà. Considerato uno dei migliori chef al mondo, inventore della cosiddetta «nuova cucina nordica», ha annunciato la decisione con una storia su Instagram, in cui parla commosso ai dipendenti riuniti in sala prima dell’apertura. «Per chiunque si chieda cosa significhi questo per il ristorante – continua Redzepi -, lasciatemi dire chiaramente: il team di Noma oggi è il più forte e stimolante di sempre. Siamo aperti da 23 anni e sono incredibilmente orgoglioso delle nostre persone, della nostra creatività e della direzione che Noma sta prendendo. Questo team continuerà a lavorare insieme nella nostra residenza a Los Angeles, che sarà un momento importante per mostrare il loro impegno e accogliere gli ospiti in un’esperienza davvero speciale».

La missione di Noma per il futuro, secondo lo chef che l’ha fondato, «è continuare a esplorare idee, scoprire nuovi sapori e immaginare cosa potrà diventare il cibo nei decenni a venire. Noma è sempre stato più grande di qualsiasi persona. E questo prossimo passo onora questa convinzione».

La bufera che lo ha travolto negli ultimi giorni è partita con un’inchiesta del New York Times, in cui decine di ex dipendenti raccontano di aver subito o assistito a maltrattamenti fisici e psicologici nella cucina del Noma a Copenaghen, ristorante chiuso già da tempo. Nei giorni scorsi, l’eco delle proteste aveva provocato il ritiro di due dei principali sponsor: American Express e Blackbird. La prima aveva riservato sei serate per i suoi clienti Platinum negli Stati Uniti, mentre Blackbird aveva acquistato biglietti per circa 100.000 dollari distribuiti lungo tutta la residenza, prevista per 16 settimane.

Ultimi articoli

Camporeale celebra la Sciavata, la focaccia dei contadini

Una manifestazione della durata di due giorni per dare lustro alla tradizione gastronomica. Al centro dell'attenzione anche i vini del territorio

Fiasconaro e Ypsigrock in partnership: Castelbuono laboratorio di arte, musica e gusto

In occasione della 29ª edizione del Festival, installazioni, performance con Corrado Fortuna, degustazioni e il progetto Ypsigro raccontano il territorio attraverso creatività e identità

Da Cefalù a Terrasini: 9 ristoranti imperdibili per questa estate

Cucine contemporanee, terrazze sul mare, giardini mediterranei e sapori...

Assud Santamarina, a Palermo l’apoteosi della pizza trapanese

Con grande attenzione alla stagionalità, il marsalese Ignazio Passalacqua ha creato uno spazio esaltato dallo chef Livio Candela. L'impasto è il cuore del progetto e nasce da una miscela del Mulino Mogavero di Termini Imerese

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Strozzapreti, strangozzi e strangolapreti: differenze vere, regione per regione

Questo articolo è un messaggio pubblicitario a cura di...

Non perderti

Gianni Marino conquista il pubblico di Rai 1 con la cucina siciliana

Il cuoco bagherese ha partecipato a Uno Mattina Weekly per due giorni: il sabato ha proposto l'involtino di melanzane, la domenica il cous cous

L’estate 2026 dello chef Lorenzo Ruta con tre appuntamenti di gusto

Il 4 luglio «Spighe, raccolti, racconti», assieme al pizzaiolo Daniele Baglieri e in collaborazione con il pastificio Minardo. L'8 agosto «Fuochi d'estate» con Diego Radenza e il 31 agosto «Chef in festa»

Taormina, al ristorante del Timeo sbarca il pastry chef Giuseppe Amato

Già campione del mondo nel 2021, il pasticcere nato a pochi chilometri di distanza vanta una lunga esperienza nell'alta ristorazione