martedì, 17 Febbraio, 2026

Valle dei Templi, territorio riconosciuto paesaggio rurale storico

Il paesaggio rurale della Valle dei Templi di Agrigento, definito da Pirandello il bosco di mandorli e di ulivi, dove sono ancora disponibili le fonti d’acqua utilizzate nell’antichità dai greci, è stato riconosciuto paesaggio rurale storico italiano. L’apposita commissione del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, infatti, ha dato parere positivo all’iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali di una porzione di oltre 300 ettari ricadenti nell’area. Territori la cui conservazione rappresenta una testimonianza del passato, sia da un punto di vista della tutela sia sul fronte delle pratiche agricole in uso. Un contesto paesaggistico unico al mondo per la sua peculiare caratteristica di resilienza, intatta da migliaia di anni. L’iscrizione materialmente avverrà con apposito decreto ministeriale. 

«Proporre un’offerta integrata del territorio – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – consente di accrescere l’attrattività turistica, con un effetto moltiplicatore. Aggiungere un tematismo come quello della sostenibilità rurale a un’area oggi conosciuta prevalentemente per il suo inestimabile valore archeologico, già peraltro sito Unesco, è un valore aggiunto che può portare ulteriori positive ricadute economiche e incrementare i flussi di visitatori».  

«La candidatura della Valle dei Templi all’iscrizione nel Registro – aggiunge l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – nasce dalla collaborazione virtuosa tra pubblico, privato e realtà del terzo settore, attraverso un’associazione temporanea di scopo (ats) costituita dal Parco archeologico, dalla società Terra del Barone e dal Fai – Fondo ambiente italiano. Il riconoscimento è la conferma di come soggetti di diversa natura che operano con una comunità di intenti possano raggiungere, insieme, obiettivi capaci di contribuire alla crescita del territorio».

La proposta progettuale è stata presentata nel 2021 e, dopo un esame preliminare da parte dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, nel 2022 il Ministero ha autorizzato la presentazione della candidatura. L’elaborazione del dossier è stata affidata al dipartimento di Architettura dell’Università RomaTre. Dopo diverse richieste di integrazioni e sopralluogo tecnico, la candidatura è stata definitivamente approvata per l’iscrizione al Registro, finalizzando anche le politiche pubbliche di tutela che hanno incentivato iniziative di recupero agricolo all’interno del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta.

Attualmente i paesaggi storici iscritti nel Registro sono 33, quasi tutti sono localizzati nel centro-nord dell’Italia. Tra questi, Montepulciano e Pienza, la Valpolicella, la Valdichiana, il Greve in Chianti, Valdobbiadene, Trequanda, la Selva di Fasano, la Costiera Amalfitana, le Cinque Terre. In Sicilia c’è il paesaggio della pietra a secco dell’Isola di Pantelleria

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