martedì, 17 Febbraio, 2026

Succulente di nome e di fatto, le 6 piante da balcone che piacciono agli chef stellati

Lo sapevate che alcune delle piante presenti sui vostri balconi, possono essere gustate oltre che ammirate? Sono colorate, facili da coltivare e decorative ma possono tranquillamente anche rappresentare un valido ingrediente per le vostre creazioni culinarie. 

Ad aver individuato le numerose piante da balcone commestibili – che sono già utilizzate nei ristoranti stellati e di fine dining –  è La Clarice Orto Sinergico, start up italiana con sede a Cannara (Perugia) che si occupa di coltivazione e studio di erbe rare per l’alta ristorazione. Vediamo quali sono le 6 più conosciute:

1 – Acetosa Sicula dal sapore acetato, acquoso e minerale

2 – Sedum Spectabile con foglie succulenti e croccanti e dal sapore di uva fresca

3 – Tappeto rosa  (erba cristallina di Cooper) succosa, fresca e molto minerale

4 – Begonia, dal sapore acetato e di limone

5 – Haworthia molto croccante e dal sapore di peperone verde o di mela

6 – Semprevivo dal sapore di noce

Si tratta di piante che appartengono al genere delle “succulente”, o, come le chiamiamo noi, “grasse” con sapori molto più delicati rispetto alle erbe aromatiche ampiamente usate in cucina. “Siamo abituate a vedere queste erbe sul balcone di casa ma la nostra curiosità ci ha portato ad iniziare ad assaggiarle per capire quali sono quelle commestibili, stiamo facendo numerose attività di ricerca, testandone i sapori e gli abbinamenti. Ne stiamo già coltivando  circa  20 che abbiamo proposto ai ristoranti di fine dining con cui lavoriamo ottenendo un riscontro positivo poiché stuzzicano la creatività degli chef attratti da prodotti sconosciuti ma intriganti per le note che possono apportare ad un piatto” commenta Davide Narcisi, fondatore insieme al fratello Diego della start up La Clarice Orto Sinergico.

Queste piante si caratterizzano per l’elevata percentuale di acqua contenuta al loro interno, con sapori che possono spaziare dall’essere neutre a note acetate, fino ad arrivare a note di pesce, mollusco, legume fresco e sentori erbacei in generale. Ma ciò che le rende uniche  è proprio la consistenza e la mineralità che aggiungono al piatto.

Si utilizzano a crudo e le loro foglioline sono perfette per creare un’insalata creativa, per insaporire con una nota acetata una tartare di carne o pesce, ancora ad esempio per dare mineralità e croccantezza ad una zuppa di pesce. 

“I numerosi programmi di cucina hanno portato all’attenzione del grande pubblico e degli chef dei ristoranti gourmet erbe totalmente sconosciute come ad esempio la salicornia, il finocchietto marino, l’erba ostrica che oggi troviamo anche nei supermercati e vengono utilizzate nella cucina casalinga dagli appassionati, in futuro nelle nostre case potremmo trovare a tavola anche la begonia e oltre piante che mai avremo immaginato di poter mangiare”, aggiunge Diego Narcisi.

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