venerdì, 16 Gennaio, 2026

Montepulciano d’Abruzzo, l’elogio del New York Times: “I doni della semplicità”

Un recensione lusinghiera per il Montepulciano d’Abruzzo. Eric Asimov, il critico che si occupa di vini sul New York Times, elogia il rosso italiano come un “perfetto esempio” di un “buon semplice vino da ogni giorno”.

Montepulciano d’Abruzzo, l’elogio del New York Times: “I doni della semplicità”

valpolicella

Il Montepulciano d’Abruzzo conquista i palati d’oltreoceano. Sicuramente ha conquistato quello del critico Eric Asimov che sul New York Times ha pubblicato una recensione da fare invidia dal titolo: “Montepulciano d’Abruzzo: i doni della semplicità”.

Un vino semplice quindi, alla portata di tutti e degno di doveroso rispetto. “I buoni, semplici vini da tutti i giorni, del tipo che possono essere aperti senza cerimonie o permessi speciali, hanno un posto speciale nel mio cuore. Sono le bottiglie più care per gli amanti di vini”, scrive l’enologo nella rubrica ‘Wine School’.

Posto di merito per il rosso italiano. “Alla Wine School – scrive – ci teniamo di più a questi vini semplici e quotidiani. Non solo offrono uno splendido spettro di piaceri accessibili, ma stabiliscono la linea di base per affrontare con sicurezza le proprie preferenze”.

Una svolta per un vino che in passato non aveva goduto di una buona reputazione. Grazie ad Asimov, però, ottiene il suo riscatto. “Negli anni Ottanta, quando cominciai ad occuparmi di vini, il Montepulciano non ispirava particolarmente: era pesante e poco interessante o, verso la fine del secolo, quercioso e dolciastro. Più di recente però un numero crescente di piccoli e seri produttori sono apparsi sulla scena e la qualità è diventata sempre migliore”.

L’attenzione ai produttori

vino italiano, spazio

L’enologo ha raccomandato tre etichette: Cirelli Montepulciano d’Abruzzo 2019, Tiberio Montepulciano d’Abruzzo 2017 e De Fermo Montepulciano d’Abruzzo Concrete 2018. Di loro ha fornito una descrizione a partire dai produttori.

“Bottiglie eccellenti fatte da produttori che lavorano semplicemente e senza artificio. Mostrano tutti il lato promettente del vitigno e del luogo”. E ancora: “Qui a Wine School, pensiamo al semplice in molti modi più positivi. Primo, lo usiamo in termini di agricoltura e produzione. Più semplici sono i processi, il più delle volte, migliore è il vino”.

Immagini da Pixabay

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