Secondo i dati Istat, nel 2024 le aziende agrituristiche in Italia hanno raggiunto quota 26.360, con un incremento di 231 strutture rispetto al 2023 (+0,9%). Il report Le aziende agrituristiche in Italia indica inoltre un dinamismo più marcato nel Mezzogiorno, che cresce del 2,5%, con picchi significativi in Sicilia e Sardegna (+6,1% nelle Isole). Agriturist, l’associazione nata su iniziativa della Confagricoltura, accoglie con soddisfazione questi dati, che testimoniano la capacità delle imprese agrituristiche di innovare, investire e continuare ad attrarre ospiti italiani e stranieri. Vista la diffusione delle aziende agrituristiche sul territorio italiano, in particolare nelle zone collinari e montane, l’agriturismo può rappresentare una risposta al problema dell’overtourism nelle grandi città.
«In un contesto economico complesso – dice il presidente di Agriturist, Augusto Congionti – i dati Istat certificano come l’agriturismo continui a rappresentare uno dei pilastri del turismo italiano, ma il lieve incremento registrato nel 2024 non deve farci adagiare sugli allori: molte imprese oggi resistono più che crescere, e senza interventi mirati rischiamo di compromettere il futuro di un comparto strategico per i territori rurali». Per potenziare il settore, aggiunge Congionti, «servono misure politiche nazionali e regionali che riducano gli adempimenti amministrativi, sostengano la multifunzionalità agricola, intervengano sui costi energetici e sul lavoro stagionale». Il presidente ribadisce quanto l’Associazione chiede da tempo: tutela del paesaggio rurale; taglio degli oneri burocratici, oggi tra i principali ostacoli all’attività; investimenti in digitalizzazione e un piano di promozione unitario che valorizzi il brand dell’ospitalità rurale italiana nel mondo. «Le imprese agrituristiche – conclude – sono presidio del territorio, della biodiversità, delle produzioni agricole e dell’accoglienza autentica. Serve una strategia chiara e un sostegno concreto: tutelare l’agriturismo significa valorizzare l’Italia dei borghi, i paesaggi rurali, le tradizioni enogastronomiche e il turismo sostenibile».






