
Lo sviluppo di nuove varietà di Glera resistenti alle principali malattie fungine, come peronospora e oidio, al centro dela masterclass Innovazione, sostenibilità, resistenza: le nuove coordinate della Glera del futuro, organizzata nell’ambito del Vinitaly 2026 che si è aperto oggi, 12 aprile, dal Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e dai Vivai Cooperativi Rauscedo presso lo stand consortile (Pad. 8 – I2-I3). Si tratta di un tema rilevante per il futuro della viticoltura. Le varietà presentate – ottenute attraverso incroci mirati e programmi di ricerca avanzata – mantengono una base genetica proveniente dalla Glera tradizionale, con l’obiettivo di preservarne identità, qualità e tipicità, introducendo al contempo caratteristiche di maggiore resilienza e adattabilità alle principali patologie fungine.
«Il tema delle varietà resistenti – afferma Diego Tomasi, direttore del Consorzio – rappresenta oggi uno degli ambiti più interessanti della ricerca viticola applicata. Si tratta di un percorso che richiede rigore scientifico e visione, perché l’obiettivo non è sostituire la Glera, ma comprenderne l’evoluzione possibile in un contesto di sostenibilità ambientale e locale. Questi nuovi incroci ci permettono di indagare soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale mantenendo al centro il rapporto con gli abitanti del territorio».
«Le quattro nuove varietà resistenti, figlie di Glera — spiega Yuri Zambon, direttore di Vcr — e caratterizzate da resistenza poligenica a peronospora e oidio, nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di Vcr e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028». Secondo Zambon, «disporre di una gamma di varietà resistenti significa poter rispondere alle diverse esigenze dei territori e alle differenti espressioni enologiche, mantenendo al centro l’identità della Glera».
Nel corso della masterclass è stata proposta una degustazione comparativa di otto vini spumantizzati, quattro incroci ottenuti in due ambienti diversi, e un testimone da glera tradizionale. Obiettivo valutare le potenzialità qualitative di queste nuove selezioni anche in condizione pedoclimatiche diverse. L’interesse verso queste soluzioni è legato, in ultima analisi, alla loro capacità di contribuire a una viticoltura più sostenibile, in particolare attraverso la riduzione dell’impiego di trattamenti fitosanitari e il contenimento dell’impatto ambientale.
Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di sperimentazione avviato dal Consorzio, in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, e reso possibile dall’autorizzazione della Regione Veneto all’impianto di vigneti sperimentali nel 2024. Le varietà oggetto di studio sono attualmente destinate esclusivamente a fini di ricerca e non sono ancora impiegabili nella produzione di vini a Denominazione di origine protetta. La sperimentazione in corso rappresenta tuttavia un passaggio fondamentale per comprendere il ruolo che queste soluzioni potranno avere nel futuro della Denominazione, nel pieno rispetto della sua identità.





