giovedì, 10 Settembre, 2026

Estratti di origano e rosmarino nel controllo delle fitopatie e nella conservazione degli alimenti

All’Italia mancano 20 mila tonnellate di prodotto per raggiungere l’autosufficienza. Una produzione che potrebbe interessare, a occhio e croce, 5 mila ettari di superficie coltivata. Quello delle erbe aromatiche e officinali, alla luce di questi numeri, appare come un comparto non solo vitale, ma anche dalle buone prospettive. Per quanto non si debba sottovalutare la concorrenza straniera e in particolare dei paesi extra Ue che riescono a immettere sul mercato prodotto (non sempre di qualità) a prezzi bassi. Prezzi che, pur deprimendo il mercato, non impediscono di dare valore al prodotto italiano, la cui qualità è universalmente riconosciuta. Non è un caso, infatti, che l’origano prodotto nel Bel Paese prenda quasi in toto la via dell’export e che per far fronte alla richiesta interna, poi si debba fare ricorso al prodotto extra Ue.

Delle prospettive di erbe aromatiche e officinali coltivate in Sicilia di come valorizzarle al meglio e delle tecniche innovative da introdurre nella loro coltivazione, si è parlato nel corso del convegno conclusivo del “Val.Inn.P.O.” che si è tenuto lo scorso 18 febbraio, ad Agrigento. Il progetto di ricerca e di trasferimento dell’innovazione, con focus specifico su origano e rosmarino, è stato promosso dal Gruppo Operativo che ha come capofila l’azienda agricola “Muxarello” di Salvatore Ciulla e ha potuto contare su numerosi partner scientifici e imprenditoriali del settore agricolo. Finanziato nell’ambito della sottomisura 16.1 del Psr Sicilia 2014/2020, il progetto ha perseguito l’obiettivo di riconvertire e/o diversificare le aziende cerealicole collegandole a filiere di potenziali utilizzatori, ovvero aziende del comparto erboristico, farmaceutico e agroalimentare.

Il comparto delle erbe officinali e aromatiche, sebbene sia considerato marginale, fa numeri importanti. In Italia sono circa 3 mila le aziende che su circa 7 mila ettari coltivano 120 specie. Ne vengono commercializzate 300, sviluppando un fatturato di 750 milioni di euro. La Sicilia detiene il primato in Italia per numero di aziende (500) ed occupa il sesto posto per superficie investita. Interessante, comunque, il fatto che nell’Isola siano numerose le aziende con superfici superiori a un ettaro, ampiezza che rappresenta la media italiana. Molte di queste aziende aderiscono alla Fippo (Federazione Italiana Produttori Piante Officinali) il cui presidente Andrea Primavera, nel progetto Val.Inn.P.O. ha svolto il ruolo di innovation broker.

Il progetto Val.Inn.P.O., esempio concreto di trasferimento nella realtà di campo delle ricerche di laboratorio basato sulla sinergia Crea-Dc e Unipa per la parte scientifica, e un gruppo di aziende con capofila la Muxarello di Salvatore Ciulla, è stato condotto seguendo il leitmotiv della sostenibilità a tutto tondo: non solo ambientale, ma anche economica e sociale.

«Tra tutte le innovazioni testate spicca la realizzazione di un prototipo di essiccatore ad energia solare che nel giro di circa 48 ore riesce ad essiccare a bassa temperatura e “a costo zero” il prodotto fresco. Una innovazione che contribuisce ad abbattere il costo energetico dell’essiccazione che incide sui costi totali per ben il 50%», ha spiegato Michele Massimo Mammano, del Crea-DC e responsabile scientifico del progetto Val.Inn.P.O.

Non sono da meno, poi, le applicazioni di alcuni composti estratti dall’origano nella conservazione degli alimenti e in particolare degli ortofrutticoli freschi. Risultati che aprono grandi orizzonti sulla possibilità di ampliare l’export verso paesi lontani evitando l’uso di prodotti che sì allungano la shelf life, ma sono nocivi alla salute. Interessanti anche le applicazioni fitoterapiche delle sostanze presenti negli oli essenziali di origano nel trattamento di alcune patologie fungine delle colture agrarie (ticchiolatura del nespolo, botrite, oidio e mal secco degli agrumi) di cui ha riferito Adele Salamone, ricercatrice del Crea-DC di Palermo e le potenzialità dei formaggi ovini freschi a pasta pressata (tuma) arricchiti con olio essenziale di origano di cui ha parlato Giuliana Garofalo, assegnista di ricerca presso il Dipartimento Saaf dell’Ateneo palermitano. Con Carlo Greco, ricercatore dell’Università di Palermo specializzato in sensoristica, sistemi esperti, telerilevamento, la platea ha fatto un vero e proprio salto nel futuro prossimo. Nella sua dettagliata presentazione ha riferito delle grandi potenzialità dell’agricoltura 4.0 anche nel comparto delle piante aromatiche e officinali.

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