giovedì, 9 Luglio, 2026

Podere Sapaio annuncia la costruzione del nuovo Padiglione firmato Alvisi Kirimoto

Massimo Alvisi e Junko Kirimoto Kirimoto (foto di Ilaria Magliocchetti Lombi)

Podere Sapaio annuncia l’avvio dei lavori per la nuova cantina, progettata dallo studio di architettura Alvisi Kirimoto, fondato da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto. Il nuovo edificio sorgerà tra i filari di Bibbona, a pochi chilometri dalla costa livornese, e l’inaugurazione è prevista entro il 2027.

Concepita come un’architettura immersiva, in profonda armonia con il territorio, la nuova cantina sarà interamente dedicata alla produzione di Sapaio, etichetta iconica e punta di diamante dell’azienda. Un progetto che rappresenta un passaggio chiave nell’evoluzione di Podere Sapaio, rafforzando l’identità contemporanea del marchio.

«Sapaio è giunto a un momento della sua evoluzione in cui sentivo il bisogno di uno spazio capace non solo di accogliere il vino, ma anche di raccontarne l’essenza», afferma Massimo Piccin, fondatore di Podere Sapaio. «Ho immaginato – aggiunge – una cantina in grado di dialogare con il paesaggio e con la nostra idea di agricoltura, che è fatta di rispetto, ascolto e consapevolezza. La produzione di Sapaio porta con sé il segno di un’artigianalità che sfiora l’arte: un gesto radicato nella terra, ma capace di elevarsi e comunicare con autenticità».

Firmato dallo studio Alvisi Kirimoto, il progetto prende il nome di Padiglione Sapaio: un’architettura dedicata non solo alla vinificazione, ma anche alla degustazione e alla celebrazione del territorio, in linea con la filosofia dell’azienda, fondata nel 1999 da Massimo Piccin e da sempre orientata all’ascolto del paesaggio e alla sua valorizzazione. Ogni elemento naturale – la terra, la luce, il cielo, l’ombra – si intreccia con l’architettura, diventando parte integrante della sua identità. Il Padiglione è stato pensato come un organismo aperto, poroso, attraversabile, capace di entrare in relazione con il contesto e con il ritmo lento della natura.

Il nuovo edificio, di oltre 1.000 metri quadrati, non sarà un oggetto da esibire, ma un luogo vivo in cui il vino possa raccontarsi nella sua forma più autentica. Il piano superiore ospiterà una terrazza panoramica affacciata sui vigneti, pensata come spazio di degustazione e contemplazione del paesaggio. Al livello inferiore troveranno posto tinaia e barricaia, integrate nel terreno, in diretto contatto con la terra, a testimonianza di una continuità tra materia, gesto agricolo e architettura. «Con il Padiglione Sapaio abbiamo voluto tracciare un segno fondativo sospeso nel paesaggio, rispettandone però l’identità profonda e lasciandoci guidare dalle sue caratteristiche naturali e culturali. Non un oggetto isolato, ma un luogo permeabile, dove l’architettura accoglie le luci, i suoni e i ritmi della campagna, trasformandoli in materia del costruire», spiega l’architetto Massimo Alvisi, co-fondatore dello studio. Secondo quanto si legge nel comunicato dell’azienda, questo nuovo spazio – insieme casa e orizzonte – racconterà Sapaio con ancora maggiore coerenza, custodendo il silenzio della produzione e mettendo in scena l’essenza di un vino che è ricerca, ascolto, gesto agricolo e visione.

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