sabato, 30 Maggio, 2026

Il Consorzio Asti Docg brinda allo spumante rosé

Via libera con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale alla produzione della nuova tipologia. Il primo brindisi al Vinitaly

L’Asti Rosé è realtà. Si è concluso infatti l’iter burocratico, avviato a fine 2023, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento che inserisce la tipologia rosata nel disciplinare di produzione dell’Asti Docg.

Il nuovo prodotto (imbottigliabile a partire da trenta giorni dalla pubblicazione in GU) sarà un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%). Potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut, offrendo così alle aziende la possibilità di modulare il residuo zuccherino in base alle proprie scelte stilistiche e alle esigenze dei diversi mercati potenzialmente interessati a questa nuova tipologia.

«L’inserimento dell’Asti Rosé nel disciplinare – dichiara Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg – rappresenta un importante riconoscimento della storicità e della vocazione enologica di questo territorio. Questa nuova tipologia costituisce un unicum nel panorama italiano: è infatti un prodotto che unisce due vitigni diversi, entrambi aromatici. A Vinitaly brinderemo simbolicamente per la prima volta a questo risultato; nei mesi successivi, le aziende che credono nel progetto e hanno investito nella sperimentazione ne svilupperanno la produzione, inizialmente stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, anche in base alla risposta del mercato».

Tra le modifiche approvate al disciplinare, anche l’eliminazione del peso minimo delle bottiglie: una scelta sostenibile che permette ora alle cantine di adottare soluzioni più leggere, riducendo l’impatto ambientale. Viene infine abolito l’obbligo di riportare la dicitura «Asti» sui tappi.

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