giovedì, 11 Giugno, 2026

C’è un luogo, a Palermo, in cui il tempo sembra perdere la sua consueta urgenza e il rumore della città arretra

In pochi sanno che Palermo “nasconde” un luogo dove il tempo ritrova il suo passo lasciando spazio ad un silenzio abitato. Non è un’esperienza costruita per stupire: qui la natura non è un elemento decorativo, ma un linguaggio preciso, fatto di ritmi lenti, gesti misurati e presenze che insegnano senza parlare. È uno spazio reale, vissuto, in cui la relazione tra esseri umani e animali diventa pratica quotidiana di cura, ascolto e crescita. In questo luogo si entra con discrezione e si resta per scelta. Tutto risulta profondamente trasformativo: è un ambiente che chiede tempo, attenzione, disponibilità all’ascolto. Ogni spazio, ogni percorso, ogni relazione racconta una visione chiara, costruita nel tempo attraverso un lavoro quotidiano che tiene insieme competenza tecnica e sensibilità umana, rigore metodologico e responsabilità sociale.

All’interno dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia prende forma un progetto che restituisce sostanza a una parola spesso abusata: inclusione. Qui l’inclusione non è dichiarata, ma praticata. Un’area ampia e strutturata accoglie percorsi educativi e terapeutici rivolti in particolare a bambini che vivono condizioni di fragilità. Non si tratta di interventi episodici, ma di un sistema coerente e continuativo, in cui ogni gesto si inserisce in un disegno più ampio e ogni scelta risponde a un bisogno reale.

Asini, cavalli, pony, animali da cortile e specie meno consuete condividono questo spazio con educatori, operatori specializzati e famiglie. Non sono presenze rassicuranti fine a sé stesse, ma veri mediatori di relazione. La lentezza dei loro movimenti, la prevedibilità delle reazioni, il contatto fisico e l’assenza di giudizio creano un ambiente stabile, in cui i bambini possono sentirsi al sicuro, riconosciuti e liberi di esprimersi. È in questa dimensione che gli interventi assistiti con gli animali trovano la loro efficacia più autentica, lontana da qualsiasi forma di spettacolarizzazione.

La Fattoria di Gabri non è luogo di intrattenimento, ma spazio educativo e relazionale; un ambiente ricco di significato che si esprime in ogni gesto amorevole, che ritrovi in ogni sguardo gentile. Qui l’apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta: si coltiva un orto, si raccolgono le uova, si curano gli animali, si osservano i ritmi della natura, si monta a cavallo fuori dai circuiti sportivi e si cammina accanto agli asinelli nei percorsi di trekking someggiato. Sono gesti semplici, essenziali, che restituiscono valore al fare e al tempo condiviso, costruendo un rapporto autentico con l’ambiente.

Ogni attività è pensata per stimolare autonomia, responsabilità e fiducia, rispettando i tempi e le caratteristiche di ciascun bambino. La lentezza diventa una risorsa, non un limite. La ripetizione dei gesti crea familiarità, sicurezza emotiva, continuità. In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dall’onoterapia, pratica ancora poco diffusa nel Sud Italia. L’asino, animale schivo e paziente, diventa un alleato silenzioso in percorsi che lavorano sull’emotività, sulla comunicazione e sulla regolazione delle emozioni. Non c’è forzatura, non c’è messa in scena: c’è relazione. Ed è proprio questa autenticità a rendere l’esperienza profondamente umana ed efficace.

Dietro questa visione c’è una presenza che ne rappresenta l’origine e la continuità: Valentina Cellura, ideatrice e anima della Fattoria di Gabri, è lei ad aver trasformato un’intuizione in un progetto concreto, strutturato e riconoscibile. Attraverso la cooperativa sociale SiciliaBedda, Cellura ha costruito uno spazio che non si limita a offrire servizi, ma genera relazioni, fiducia e senso di comunità. Il suo ruolo non è soltanto progettuale o organizzativo, ma profondamente umano: una guida costante capace di tenere insieme visione e operatività, metodo e ascolto. Senza questa presenza, senza questo lavoro quotidiano e silenzioso, il progetto non esisterebbe nella forma che ha oggi.

Il progetto poggia su basi scientifiche e metodologiche solide, ma non rinuncia mai a una dimensione etica chiara. Mettere la persona al centro significa costruire percorsi rispettosi, sostenibili e adattabili ai bisogni individuali. Significa anche ripensare il ruolo degli spazi pubblici e delle istituzioni come luoghi di servizio reale, aperti alla comunità e capaci di generare valore sociale. È in questo dialogo virtuoso che si inserisce il sostegno delle istituzioni che, ciascuna nel proprio ambito di competenza, riconoscono l’importanza di questo progetto e ne accompagnano la crescita, contribuendo a trasformare una visione in una pratica concreta di welfare condiviso.

Visitare la Fattoria di Gabri non significa semplicemente entrare in una fattoria. Significa attraversare un’idea diversa di welfare, in cui la cura non è delegata ma condivisa e l’inclusione non resta una dichiarazione di intenti, ma diventa esperienza quotidiana. È un invito a guardare gli animali non come strumenti, ma come compagni di percorso, capaci di restituire, attraverso la loro presenza, una forma di equilibrio che spesso dimentichiamo.

Chi arriva qui se ne va con qualcosa in più. Non un ricordo da raccontare, ma un’esperienza che resta. Un tempo diverso, che continua a lavorare anche dopo. E il desiderio, quasi inevitabile, di tornare.

Ultimi articoli

Capo, Vucciria e Ballarò: quel che resta dei mercati storici di Palermo

Quelle «balate» che mai si sarebbero potute asciugare ora non sono più bagnate dai venditori di pesce. Le pittoresche bancarelle spesso lasciano il posto a ristoranti e street food. Ma qualcosa del passato rimane...

I Morgante, il sapore dell’ospitalità siciliana che sa ancora sorprendere

A pochi passi dal Teatro Massimo, I Morgante è molto più di un ristorante. È un luogo dove cucina, vino, musica ed accoglienza si fondono in un’esperienza che racconta la Sicilia più autentica. Dai turisti che arrivano su consiglio di amici agli artisti che vi fanno tappa dopo lo spettacolo, qui ogni dettaglio contribuisce a trasformare una cena in un ricordo destinato a durare.

A Bisacquino il Festival delle Eccellenze dedicato alle produzioni locali

Il sindaco Di Giorgio: «La promozione del territorio passa dalla valorizzazione dei prodotti tipici come grano, olive, cipolle con l’obiettivo di rigenerare i borghi a rischio abbandono»

Pozzallo, il gusto del Mediterraneo va in scena: torna Calici dei Cabrera

Dal 12 al 14 giugno la Villa Comunale ospita la quarta edizione della manifestazione. Tre giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche del Sud-Est siciliano, tra degustazioni, cooking show, cultura del vino, musica jazz e valorizzazione delle produzioni identitarie del territorio

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

Solidarietà in cucina: i cuochi professionisti alla Missione Speranza e Carità

La sezione di Bagheria dell'Anfi ha organizzato il Pranzo delle Palme nella struttura fondata da Biagio Conte. Ai fornelli i soci del Dipartimento emergenze della Fic

Banco Alimentare, «Pasqua è serenità»: uova solidali a Catania, pasti caldi a Enna con McDonald’s

Vendita nel segno della beneficenza alla Legatoria Prampolini del capoluogo etneo. Nei giorni scorsi nella città del Castello di Lombardia l'iniziativa «Sempre aperti a donare»

A Palermo la sfida culinaria dei pazienti in attesa di trapianto di rene

Manifestazione alla Gambero Rosso Academy per dimostrare che anche una dieta nefropatica può diventare un’esperienza di gusto. I partecipanti guidati dai grandi chef, come Nino Graziano, Tony Lo Coco, Pino Cuttaia e Carmelo Trentacosti