venerdì, 11 Settembre, 2026

Olio d’oliva: è il clima il vero protagonista del comparto

Per ASSITOL, quella che si avvia a conclusione è una campagna olearia tra luci e ombre, a causa dei fenomeni di meteo estremo che hanno influenzato la produzione e il mercato.

A determinare l’andamento del settore olivicolo-oleario è il cambiamento climatico, la variabile che più incide su produzione e mercato. Lo sottolinea ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, aderente a Federalimentare e Confindustria, commentando la campagna olearia che si avvia a conclusione.

A settembre, le previsioni indicavano il ritorno alla normalità, con una stima di produzione pari a 300mila tonnellate, dopo anni di siccità e costi alti. “In parte è andata così – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva dell’Associazione – l’Italia ha certamente recuperato quantità e posizionamento di mercato. Tuttavia, nel corso dei mesi, le prospettive si sono ridimensionate a causa dell’instabilità climatica, ormai divenuta un fattore di grande impatto”.

In particolare, la Spagna, leader di mercato per i quantitativi di produzione, soffre da mesi gli effetti di cicliche piogge alluvionali. Durante l’inverno, il maltempo ha colpitoduramente anche il Sud Italia. Questa enorme quantità di pioggia mette a rischio la salute degli ulivi, che non sopportano grandi quantità di acqua. Al contrario, di recente l’aumento delle temperature ha permesso a regioni come Piemonte e Val d’Aosta di avvicinarsi all’olivicoltura.

Che futuro aspettarsi per il comparto? “La preoccupazione – osserva la presidente degli industriali – è che l’attuale fase climatica possa impattare in modo irreparabile sulle piante, aggravando lo storico deficit produttivo dell’olivicoltura italiana, che riesce a soddisfare solo un terzo del nostro fabbisogno, pari a 1 milione di tonnellate”. Per questa ragione, da decenni le aziende olearie sono costrette a importare dall’estero, selezionando con cura la materia prima nel Mediterraneo. “Guardiamo con favore il Piano olivicolo Nazionale, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole con l’intento di accrescere i quantitativi e modernizzare il settore, introducendo nuovi sistemi colturali e varietà più resistenti agli stress idrici ed alle fitopatologie. In questo modo, sarà più agevole anche valorizzare la specificità dell’extra vergine italiano“. Un obiettivo che richiederà tempo e impegno. “In un quadro così incerto a causa del clima imprevedibile – aggiunge Anna Cane – appare indispensabile diversificare le fonti di approvvigionamento per proporre al consumatore prodotti sani e sicuri, grazie ai nostri sistemi di tracciabilità e controllo qualità“.

L’Italia conta già su una rete nazionale unica nel suo genere, composta da ben 8 autorità competenti che vigilano sul prodotto immesso sul mercato italiano, sia dalle frontiere che nel frantoio. Il SIAN, il sistema telematico nazionale che monitora i flussi oleari in entrata e in uscita dall’Italia, assicura una costante verifica degli oli prodotti o semplicemente posti in commercio. “Abbiamo chiesto alla Commissione Europea di rafforzare la tracciabilità in tutta Europa – ricorda la presidente degli imprenditori oleari – estendendo il Sian a tutta l’Europa“.

L’olio d’oliva è anche l’unico prodotto alimentare sottoposto ad analisi sensoriale (panel test), che ne valuta la qualità, prima di essere posto in commercio, grazie al giudizio di un gruppo di assaggiatori professionisti. Ogni oleificio effettua, al suo interno, migliaia di controlli ogni anno sulle materie prime e sui suoi prodotti finiti: oggi la tecnologia, attraverso l’utilizzo sempre più diffuso del QR code, consente al consumatore di seguire l’intero percorso dell’olio, dal campo alla tavola.

Secondo i dati del Consiglio Oleicolo Internazionale, l’olio d’oliva rappresenta il 4% dei consumi di grassi alimentari nel mondo. “C’è ancora tanto lavoro da fare – conclude la presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL – per promuovere il nostro extravergine, che non è un condimento qualsiasi, ma un incontro di sapori, storia, salute e convivialità”.

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