domenica, 23 Agosto, 2026

Vini dealcolati: produzione in aumento, ma consumatori e ristoranti sono ancora restii

I dati dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly: nel 2026 si prevede un incremento produttivo del 90 per cento, la quota export è al 91%, il grosso delle vendite arriva dal canale retail (77%)

Nel 2025 in Germania, Regno Unito e Stati Uniti i vini Nolo (no e low alcohol) hanno realizzato un valore delle vendite nella grande distribuzione di oltre 1,2 miliardi di euro e l’equivalente di 160 milioni di bottiglie commercializzate. Numeri – rileva lo studio dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly presentato oggi a Verona – ancora bassi, ma che cominciano a rappresentare una fetta significativa di mercato anche per i vini dealcolati, segmento che vede quest’anno esordire la produzione nel Belpaese dopo anni di stallo legislativo.

L’Italia, che sino a ora destinava la produzione di dealcolati all’estero, parte quindi con l’handicap temporale e ciò si nota nelle quote di mercato – attorno al 2,5% – occupate soprattutto in Germania e Regno Unito. Ma il contesto è destinato a cambiare. Secondo l’indagine condotta dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly sulla quasi totalità delle imprese tricolori che fanno o stanno organizzando linee di vini dealcolati, i numeri si annunciano in forte crescita: +90% di aumento produttivo previsto nel 2026, con una quota export attestata al 91% e il grosso delle vendite fatte sul canale retail (77%). Già la metà del campione intende inoltre attivare la produzione in Italia. Le tipologie a listino vedono una leggera prevalenza dei no-alcohol (54%), con un aumento significativo dell’opzione bevanda a base vino, balzata dal 3% del 2025 al 27% odierno. Tra i mercati tradizionali, prevale l’obiettivo Nordamerica (Usa e Canada) ma anche i Paesi Dach (Germania, Austria e Svizzera). Tra le piazze nuove ed emergenti, le risposte convergono su alcuni Paesi (Messico, Polonia ma anche Cina) e areali, con in testa Medioriente e Africa.

L’analisi dell’Osservatorio su base Nielsen-IQ e Iwsr rileva andamenti piuttosto diversificati, sia per titolo alcolometrico, sia per tipologia di prodotto, con gli alcohol-free in marcia positiva rispetto agli arretramenti dei low alcohol. In particolare gli spumanti – nella categoria zero – dimostrano di intercettare meglio degli altri le dinamiche positive di mercato: in Uk (+24%, +17% per i prodotti italiani) e negli Usa (+15%, con l’Italia a +200%).

Tra le motivazioni che spingono la scelta, sono stabili – e ancora maggioritarie – le risposte legate alla salute mentre crescono (quota al 35%) le ragioni legate all’aumento della qualità del prodotto e a una maggiore consapevolezza riguardo alla categoria nel suo insieme. «Ma il tema del gusto – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti – rappresenta ancora un freno al consumo per il 25% dei potenziali clienti, quota che sta via via diminuendo in maniera direttamente proporzionale alla qualità di produzioni che possono solo migliorare, e su questo l’Italia gioca la propria partita decisiva. Un segmento di offerta, quello dei vini dealcolati, che rimane aperto sia tra consumatori astemi – con i GenZ (under 28 anni) che in Uk e negli Usa già li preferiscono alla birra – sia tra gli user enologici abituali, che in certe situazioni preferiscono non consumare alcolici».

Leggi anche «Vino e ristorazione, in calo spesa e volumi»

Atteggiamenti questi che ancora non si riscontrano in Italia, con una domanda in cui è fortemente radicato il consumo tradizionale. Il mercato è ancora un terreno tutto da conquistare, rileva l’analisi: il 94% dei non consumatori di alcolici dichiara di non aver acquistato un no-alcohol negli ultimi sei mesi, quota che sale al 98% tra i più giovani e scende all’89% tra i più maturi. Tra le motivazioni al consumo, la guida dell’auto è al primo posto (50%, 56% tra i GenZ). E anche guardando al fuori casa non è ancora scattata la scintilla. Il 71% dei ristoranti, interpellati dall’Osservatorio Fipe-Uiv Vino & Ristorazione in collaborazione con Vinitaly, dichiara di non essere interessato a inserire in carta i vini dealcolati, mentre solo il 3% dice di averli già in lista con successo.

«Per Vinitaly è importante cogliere ogni potenzialità di business – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Per questo, assieme a Unione italiana vini, abbiamo sviluppato NoLo Vinitaly Experience, un’area dedicata proprio ai vini no e low alcol, con espositori specializzati e un calendario strutturato di degustazioni e masterclass».

Ultimi articoli

Camporeale celebra la Sciavata, la focaccia dei contadini

Una manifestazione della durata di due giorni per dare lustro alla tradizione gastronomica. Al centro dell'attenzione anche i vini del territorio

Fiasconaro e Ypsigrock in partnership: Castelbuono laboratorio di arte, musica e gusto

In occasione della 29ª edizione del Festival, installazioni, performance con Corrado Fortuna, degustazioni e il progetto Ypsigro raccontano il territorio attraverso creatività e identità

Da Cefalù a Terrasini: 9 ristoranti imperdibili per questa estate

Cucine contemporanee, terrazze sul mare, giardini mediterranei e sapori...

Assud Santamarina, a Palermo l’apoteosi della pizza trapanese

Con grande attenzione alla stagionalità, il marsalese Ignazio Passalacqua ha creato uno spazio esaltato dallo chef Livio Candela. L'impasto è il cuore del progetto e nasce da una miscela del Mulino Mogavero di Termini Imerese

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Strozzapreti, strangozzi e strangolapreti: differenze vere, regione per regione

Questo articolo è un messaggio pubblicitario a cura di...

Non perderti

Wine Not? A Sant’Andrea di Rometta una nuova storia da raccontare

Il 2 agosto la prossima edizione della manifestazione dedicata alla cultura enologica siciliana. Ventinove le cantine protagoniste, provenienti anche da altre regioni italiane

Il lambrusco a «Sicilia in bolle» per sposare la cucina mediterranea

Una masterclass alla Valle dei Templi di Agrigento per guidare il pubblico all'abbinamento perfetto di quattro etichette del vino emiliano, un prodotto che riesce ad accompagnare anche il pesce oltre a carni e salumi

L’under 30 Gabriella Favara nuovo presidente di Assovini Sicilia

Il neo eletto Consiglio di amministrazione è integralmente rappresentato dai giovani del gruppo Generazione Next